
“Il riccio innamorato”
L’essere barbaro può farci allontanare dal mondo intero,
invece l’amore ci rende vulnerabile, ci fa vedere il mondo con altri occhi.
In un luogo chiamato Amolandia viveva un riccio burbero di nome Ombra, non voleva vedere nessuno, parlare con gli abitanti, diceva di farlo arrabbiare ancora di più, tanto è vero, nessuno le regalava un sorriso, un buongiorno, tanto lui non reagiva, era di continuo chiuso nella sua casetta di legno di ciliegio, aveva tanti hobby, era bravo in tutto, qualsiasi cosa facesse beh, il risultato era super garantito.
Prediligeva coltivare il suo bellissimo orto, e non chiedeva altro, voleva vivere fino ai suoi ultimi giorni così, letteralmente in solitudine.
Ma un bel giorno tutto cambiò, la vita lo mise dinnanzi a una bellissima verità, quello dell’amore, dell’allegria, e del condividere!
Nel paese più bello che ci sia, un bel giorno arrivò Amy Rose.
Tutti gli abitanti ne erano entusiasti, lei era elegante, bella, con quel musetto appunta, e poi quel fiore rosso tra le spine.
Ombra mentre faceva la sua passeggiata pomeridiana, la intravide, quel sorriso, quel fiore tra le spine, non riusciva a capirci più nulla, la sua bellezza era così...insomma da perderci la testa.
È finto che niente vi si avvicinò, e disse per la prima volta in vita sua << buongiorno a tutti>> continuando la sua passeggiata senza mai girarsi, gli abitanti ascoltandolo vi si meravigliarono a tal punto da restarne a bocca aperta, tanto ché Mery Rose chiese << come mai quelle facce, e perché non le avete risposto? Gli abitanti di Amolandia quasi in coro risposero:<< stalle lontano, è un burbero, pensa che non ci ha mai rivolto la parola, un sorriso, un saluto...
Oramai Ombra aveva un solo e unico pensiero fisso, quel profumo, quel sorriso, di fare la sua conoscenza...
Non era in grado più di connettere, ogni istante pensava a quell'essere meraviglioso dal profumo di vaniglia.
Non era più in grado più di creare,
di mangiare di dormire, neppure di curare il suo bellissimo e amatissimo orto.
In un mattino di primavera Ombra si mise davanti allo specchio, e si promise... <<oggi tu conoscerai quella fanciulla che ti ha fatto perdere la testa>>, si lavò, pettinò, e indossò il più bel profumo che avesse, e via alla ricerca di colei che lo aveva fatto impazzire.
Appena uscì di casa, Mery Rose stava passando di lì, scusi, mi scusi, urlò a squarciagola Ombra, ma nulla la riccia andò via senza curarsi minimamente che lui la stesse chiamando.
Trascorsero tanti giorni, mesi, e Ombra era sempre più triste non riusciva a conoscere l’amore della sua vita, (così lo definiva).
Alche steso nel letto iniziò a pensare su cosa fare per attirare l’attenzione di questo meraviglioso fiore,
<<ecco ci sono, mi presenterò dinnanzi casa sua con un meraviglioso fascio di fiori raccolti dal mio giardino, si farò proprio così>> infatti appena l’alba vi si alzò e senza fare colazione, vi si recò in giardino a creare il fascio che le avrebbe portato in dono.
Di don, suonò alla porta di Mery Rose, << chi è?>> <<Buon buongiorno signorina, potrebbe aprire la porta? Sono Ombra abito difronte il suo giardino,
Quando sentì sono Ombra, vi si impaurì e non voleva aprirle, ma poi... <<la prego mi apra volevo solo fare la sua conoscenza>> ma nulla la porta non si apriva e un silenzio assordante vibrava nella mente del povero Ombra, doveva tentare la felicità non poteva obliare, e quando oramai aveva perso le speranze, fece un passo per andare via, e la porta vi si aprì <<grazie, grazie, disse Ombra, questi fiori sono per lei>>.
<<Grazie che meraviglia, e che profumo>> <<mai quanto il suo, rispose Ombra>> <<come dice?>> chiese Mery Rose, <<nulla, non ho detto nulla>>.
Così lo fece accomodare e conversando scoprirono di avere davvero tante passioni in comune.
Per i mesi avvenire si frequentarono ogni giorno, e gli abitanti restarono scioccati, lui che era un bruto, era diventato un angioletto, l’amore ecco cosa fa, disse la signora Lia a una sua amica.
E dopo un lungo anno di risate baci e abbracci, convolarono a nozze, innamorato più che mai Ombra divenne la felicità in persona, aiutava tutti, e tutti impararono a volerle bene!
E quando diventò papà beh, invitò tutti gli abitanti di Amolandia nella sua splendida casa, facendosi conoscere e apprezzare sempre più!
E come nelle favole l’amore tramonta sempre...
Perché nel momento che ci si rende conto che la vita va vissuta in compagnia, bisogna agire,
Innamorarsi è ciò di più bello al mondo, l’amore bisogna annaffiarlo giorno per giorno per vederlo crescere, proprio come si fa con una piantina o il proprio giardino.
Amate sempre, senza remore.
Antonella Miceli

Buona Domenica sera con la mia crostata con confettura di arance.


"La pace dei sensi"
Ci sono attimi, istanti in cui non vorresti ascoltare una voce alcuna, udire i gabbiani con il loro stridio, da fermare il tempo, e poi ritornare nel
caos solo quando lo si desidera!
Questo è stare al mare, per trovare se stessi, per riflettere, per rincontrarsi.
Torta realizzata con crema pasticcera, amarene e ricoperta di panna, soggetti in pasta di zucchero!
Antonella Miceli

Grazie dell'attenzione


“Molly e quella voglia color cioccolato”
Un’ultima spinta, urlò Genny, e poi un silenzio assordante immobilizzò il villaggio.
La piccola Molly finalmente era venuta al mondo, bella come il sole, luminosa e urlava come se non ci fosse un domani.
Genny l’ostetrica, quando la prese in braccio si accorse sin da subito, che sarebbe stata una bimba speciale…
La voglio vedere, urlò Mimma la mamma, ti prego Genny dammela in braccio, ho atteso nove mesi, ed ora, vorrei conoscerla…
D’accordo rispose Genny, guarda tu stessa che bimba meravigliosa hai concepito,
con le lacrime agli occhi Mimma allungò le braccia per poterla prendere, un’istante, divenne così triste, da non riuscire più a dire una sola parola.
Mimma, Mimma, cos’hai? Le domandò Genny, perché rifiuti la piccola? Perché questa non può essere mia figlia, ma cosa dici, rispose Genny, è la tua splendida Molly che desideravi avere tra le braccia.
No, ti prego toglimi questo mostro dalle mani, e Genny con tanta calma e attenzione riprese il piccolo dono, per accudirla e farle sentire tutto l’amore possibile!
Molly nacque con metà volto di un rosa candido e metà color cioccolato, la bimba era sana, aveva solo questa grande voglia, sul lato sinistro del suo splendido viso!
Nel frattempo, Mimma piangeva in un modo assurdo, tanto, che le alzò la febbre così molto da rischiare la vita.
Il villaggio era piccolo, e tutti sapevano tutto, così, si riunirono per andare a fare le congratulazioni a Mimma e ammirare la bellissima Molly, ma anche per loro fu un momento davvero tragico, inaspettato, difatti nel momento che giunsero dietro la porta di Mimma, udirono piangere la mamma ma non la piccola appena nata, tali, si guardarono tutti e non sapevano proprio che pensare, ma mai e dico mai avrebbero immaginato che la sua mamma avesse rifiutato quel piccolo esserino così innocente.
Mimma come vide gli abitanti del villaggio, li cacciò tutti in malo modo, dicendo loro che erano venuti a vedere con i loro occhi quello che le avevano fatto… gli abitanti restarono increduli, per davvero non capivano di cosa parlasse, ma decisero di togliere il disturbo e andare via senza spiegazioni.
Trascorsero cinque lunghi anni, Molly era diventata bellissima, aveva folti capelli, neri e lunghi, brillavano proprio come quelli della sua mamma, ne aveva così tanta cura anche se era così piccola.
Mamma, mamma, dimmi amore rispose Genny, voglio dirti che tu sei la mamma migliore al mondo, sei unica, ed io ti amo tantissimo, le dichiarò Molly, era una affermazione fatta col cuore, quelle parole erano state pronunciate con tanto amore.
Genny aveva imparato ad amarla come se fosse per davvero figlia sua, ma sapeva che un giorno l’avrebbe persa, per la realtà che le avrebbe raccontato, e per questo viveva ogni istante come se fosse l’ultimo, e siffatto faceva si che Molly era ogni giorno più felice, aveva il massimo dalla vita accanto a Genny!
Mimma non l’aveva mai più cercata, e poiché Genny da quando aveva Molly, viveva in un paesino distante da dove vivesse lei, era improbabile che vi si incrociassero…
Il decimo compleanno di Molly, Genny decise di raccontare tutto alla bambina, di dirle chi fosse la vera mamma, non voleva aspettare altro tempo, pur avendo una gran paura di perderla per sempre…
Molly era stesa sul divano di un bianco candido, con le sue bellissime pantofole di peluche, stava guardando i suoi cartoni preferiti, Genny la sentiva ridere, serena e pensò questo è il momento giusto,
amore possiamo spegnere un attimo il televisore? Devo dirti qualcosa che potrebbe cambiare le nostre vite, certo mammina, ma perché sei così triste? Disse Molly.
Amore mio dai sediamoci sul divano, e insieme si accomodarono e Genny iniziò con un lungo abbraccio, mammina cos’è successo? Nulla amore ma devo confessarti qualcosa che potrebbe cambiare la tua vita, parla mammina dimmi; Molly quando ti guardi allo specchio che cosa vedi riflesso? Mamma vedo il mio viso, metà crema pasticcera e metà nutella, e ridendo le confermò che non si vergognava del colore del suo viso, e che i suoi amici tutti, le volevano un mondo di bene, proprio perché era speciale, esatto amore mio tu sei una bambina speciale è bellissima.
Racconta mamma, amore non voglio ferirti, ma devo farlo, d’accordo ti ascolto dai, respira e poi racconta, (da non credere pensò Genny tra sé, mi sta offrendo coraggio, lei a me).
Amore sei nata in un piccolo villaggio lontano da qui, dove gli abitanti vi si contano con le dita, dove tutti si conoscono, io in quel periodo facevo l’ostetrica per quel povero villaggio, per aiutare le donne in stato di gravidanza, e allora mamma lo so hai fatto nascere tanti bimbi… e io sono fiera di te, grazie amore mio, lasciami finire che è così difficile, d’accordo mamma,
quando sei venuta al mondo io ero lì a farti nascere, un silenzio scese in quella stanza dalle tende rosa, impossibile esclamò Molly, tu sei la mia mamma, no amore mio non lo sono, cioè io sono la tua mamma adottiva, e ti amo più della mia stessa vita, e chi è la mia vera madre? Disse Molly, si chiama Mimma e quando sei venuta al mondo non ti ha voluta per la voglia che hai sul volto. Ma come si può rifiutare un figlio disse Molly, mamma non ci credo, credici amore e per me dirtelo è stata dura…
Mamma a me non interessa se mi ha donata a te non mi meritava, tua sei la mia mamma meravigliosa e lo sarai per sempre, amore disse Genny la vorresti incontrare? No, mamma perché dovrei, non mi ha voluta, e ringrazio dio che c’eri tu, altrimenti non so che fine avrei fatto!
Genny la strinse così forte che… mammina non respiro, e scoppiarono in un riso fatto di complicità, sei ciò di più bello la vita mi potesse regalare piccola Molly, sei una bambina davvero speciale!
Finalmente potevano festeggiare il compleanno senza segreti, senza paure, ma con tanto amore, e così arrivarono tutti i suoi amici, l’animatore, i palloncini colorati sparsi nella sala, le stelle filanti, l’arcobaleno appeso sul muro, e all’improvviso drindrin, era il campanello, mamma vado io, aprendo la porta vide una bellissima signora donargli un regalo, chi è lei? Disse Molly, sono la tua mamma, no la mia mamma è insieme ai miei amici rispose la piccola, in quel mentre arrivò Genny, e la riconobbe all’istante, cosa vuoi le disse con tono minaccioso, ti prego non cacciarmi ho bisogno di parlare con la piccola, cosicché Genny chiese a Molly se potesse restare, e lei rispose <<si mamma così vedrà cosa ha lasciato andare>>.
Finita la festa di compleanno Mimma voleva raccontarle tutto a modo suo, ma la piccola le disse <<ascolta, so tutto, la mia mamma mi ha messo accorrente, penso che l’avrai fatto per un motivo valido, quindi non voglio giudicarti, ma ti chiedo di non scombussolare la mia vita, perché io sono felice così come sono, se vuoi puoi venire a trovarmi quando ne avrai voglia>>.
Mimma abbracciò per prima Genny ringraziandola per come l’avesse cresciuta, con valori, e amore, e poi vi si girò e strinse in un lungo abbraccio la piccola Molly, che ricambiò, dicendole << non ti odio, stai tranquilla, ma ho una sola mamma, la mia mamma è Genny>>.
Ogni giorno si impara tanto dai bambini, ti dicono cose da restare incantati, loro sono il nostro futuro, il nostro passaporto per la speranza di un mondo migliore, essi sono la nostra lucina, quella fiamma che arde nel nostro cuore ogni volta li stringiamo forte al petto.
Antonella Miceli ©
Crostata nutella e crema di ciliegie!
Grazie dell’attenzione e buona domenica sera.



“Nara e i dolci cuori”
Ci sono dei posti fantastici dove poter essere sempre felici, dove la tristezza non esiste.
Questo posto si chiama: allegrezza!
Nara è una splendida bambina dai capelli lunghi e marroni, lei che è nata con un piccolo cuore sul piedino sinistro.
Al momento della nascita nel piccolo paese di nome allegrezza, tutti gli abitanti ammirando la piccola, gridarono al miracolo, per gli anziani quel piccolo cuore significava la rinascita.
Nara cresceva sorridente assieme ai suoi genitori che la amavano più di ogni cosa al mondo.
Al compimento del decimo anno di età qualcosa accadde, nessuno se lo aspettava, a dire il vero neppure Nara, sapeva cosa stesse per succedere, e di come le avrebbe cambiato la vita per sempre. Un giorno importante che ricorderà continuamente, al mentre passeggiava tra i vicoli del paese assieme alla sua splendida mamma Elli, la piccola udì una voce che urlava <<aiuto, aiuto, mio marito mi picchia>> << mamma hai udito?>> chiese Nara, <<no amore non ho sentito nulla, cosa avrei dovuto?>>
Un attimo, e sfilò la mano dalla mamma per correre verso quelle urla, quella casa, arrivava appena a suonare il campanello e senza dire nulla vi sì accarezzò le mani, e all’improvviso ritornò la pace, mamma Elli osservò il cielo, era invaso di piccoli cuoricini di colore rosa,
<<amore li vedi anche tu?>> << certo mamma, saranno usciti da qualche festa, le disse sorridendo>>.
Tanti anni trascorsero, e ogni volta qualcuno litigava, Nara vi si accarezzava le mani e chi poco prima discuteva, poi, ci si amava più di prima, senza ricordare nulla, meravigliandosi nel osservare tanti palloncini a forma di cuore aleggiare nel cielo!
In una domenica rilassante Nara uscì a fare un giro in piazza con Dommi il suo bellissimo cane dalle orecchie lunghe, tutti gli abitanti di allegrezza erano a godersi il sole cuocente, sembrava una giornata di maggio, e mentre passeggiavano, una giovane coppia iniziò a litigare arrivando quasi alle mani, e di corsa Nara accarezzò le sue di mani, così i fidanzatini si abbracciarono e amarono obliando cosa stessero facendo poco prima.
Il cielo col sole splendente era ancora più bello e i palloncini a forma di cuore vi si potevano ammirare ancora di più.
Pertanto, tutti gli abitanti inizialmente erano rivolti col naso all’insù, per poi voltarsi verso Nara e sollevandola in alto, gridarono <<il cuore più bello sei tu, tu che ci doni allegria, amore, tu che la tristezza fai fuggire via>>.
Finalmente gli abitanti di allegrezza sì accorsero delle doti che aveva la giovane.
A tal punto, da proclamare Nara primo cittadino, colei che doveva prendersi cura di allegrezza e dei loro abitanti.
Nessuno litigava più, avevano rispetto ognuno dell’altro, Nara ogni giorno faceva volare milioni di palloncini a forma di cuore, e tutti si rispettavano amandosi profondamente.
Nella vita sognare è ciò di più bello abbiamo.
I doni non li scegliamo, li riceviamo senza esigere.
Perché i momenti migliori accadono per caso.
L'importante è non mentire a chi si fida di noi.
La delicatezza di sorreggere il prossimo fa rima con carezza, perché colui che aiuterai, ti regalerà gentilezza!
Antonella Miceli.

"Tanti auguri a me"
Abbraccio me stessa difronte a un riflesso, con affetto, con amore, perché nessuno può darti quell'abbraccio meglio di se, vi ci vedo una dolce,
tenera, timida bambina, quella interiore che m'accompagna nei giorni felici.
Quella parte di me non andrà mai via, la bambina che ha pianto, sofferto, si è sentita sola.
E all'improvviso affiora la donna che sono, creativa, allegra, che ama, vive tra la gente, e oggi si augura il meglio dal futuro.
Tanti auguri a me
Alle amicizie sincere
Al mio essere gioioso
Alle persone che mi vogliono bene
E anche a chi mi vuol male.
Tanti auguri a me alle rose rosse come la passione.
Tanti auguri a me che per sempre resterò
bambina!
Antonella Miceli
Pan di spagna lo trovate
qui la ricetta.
Farcita con crema pasticcera; 500 gr di latte,
250 di zucchero semolato
80 gr di amido di mai
e 4 uova.
bagna al rum, fatto bollire 100 gr di acqua e 2 cucchiai da cucina di zucchero far bollire per almeno mezz'ora, una volta raffreddato aggiungere il rum.
Rivestita di pasta di zucchero!
“Le rose di Sofia”
Ci sono persone che non percepiscono, l'amore che le piante ci donano, eppure quello che sto per narrare, vi farà capire che anche loro hanno un’anima, e che grazie a essi, la vita può per davvero avere una trasformazione.
Sofia con il marito Gustavo e le sue due bellissime figlie vivevano in povertà, non riuscivano a trovare un lavoro che li facesse condurre una vita agiata, Sofia non sapeva far nulla all’infuori di curare e amare le piante, e Gustavo era uno scrittore che non veniva preso in considerazione da nessuno. Così decisero di partire dal loro piccolo paesino sperduto, con pochissimi abitanti, in cerca di un grande paese dove trovare una casa col giardino, questo era l’immenso desiderio della bella Sofia.
Si misero in cammino all’alba, fuori era ancora buio, ma Gustavo non voleva che il vicinato sì accorgesse di ciò che stessero per fare, e così alle quattro del mattino tutti in piedi, una breve colazione, e in cerca di una casa che potesse soddisfare le esigenze di tutti.
E cammina, cammina si trovarono difronte un vecchio e gigantesco castello.
<<Gustavo guarda, è bellissimo, immenso, ha un giardino meraviglioso>> disse Sofia.
<<Ma cosa dici, dove vedi il giardino se è così buio?>>
Le ragazze aprirono l’imponente portone di legno pesante, <<mamma, papà, è badiale, potremmo sistemarlo noi, con le nostre mani, e diverrà un incanto, noi ci crediamo>>.
Dopo tanto pregare, il Signor Gustavo si convinse, e iniziò a scrutare per vedere se per davvero c’era qualche cosa da recuperare.
E di fatto entrando in quel maestoso viale, esclamò: <<ma qui è per davvero tutto abbandonato, non possiamo viverci, dobbiamo trovare qualcosa che sia adatta a noi.
E abbracciandolo, Sofia le promise che se in un mese non fossero riusciti a renderlo abitabile, sarebbero andati via, senza pretese, e senza risentimenti.
Tutto questo convinse il marito che amava alla follia la sua Sofia e mai avrebbe voluto spezzarle il cuore.
<<D’accordo un mese di tempo e poi decidiamo, ora entriamo e mettiamoci comodi, abbiamo percorso tanta strada.
Così ognuno scelse la propria stanza, candele alle mani per poter visitare il castello.
Finalmente il sole prepotente bussò alle finestre e Sofia le spalancò come se ci vivesse davvero da tanto tempo.
Buongiorno sole, oggi ti saluto dalla nostra nuova casa, portaci tanta fortuna tu che ci ammiri da lassù, sussurrò Sofia.
Arrivando a visitare il giardino, beh per davvero era triste, spoglio e secco, la bella Sofia dapprima infilò le mani tra i capelli, e poi, <<io ce la posso fare, io ti donerò la vita, e tu mi ringrazierai>>.
Ci credeva veramente, ma era per davvero messo tanto male.
I giorni trascorsero lieti, ognuno aveva un compito.
Tanto è vero che allo scoccare del mese il castello aveva preso sembianze di una vera abitazione, tutti erano riusciti a farlo rivivere, tranne il giardino, Sofia aveva fallito, e per questo sì sentiva a disagio nei confronti di tutti.
Divenne così triste, lei che ci credeva più di tutti non era riuscita a renderlo abitabile.
Così, una notte non riusciva a prendere sonno, e pensò di scendere giù in giardino, con la sua candela colorata, passeggiava in quel che doveva essere un mare verde, e a un tratto inciampò in un piccolo tronco, lasciato incustodito, e cadendoci sopra sotto le mani sentì qualcosa, come tanti piccoli granelli, senza capire cosa fossero realmente.
Il mattino seguente ritornò proprio lì dove aveva messo un piede in fallo, e trovò tanti piccoli semini, non sapeva di cosa fossero, ma questo le aveva dato quella grinta di riprovarci.
E così, iniziò un duro lavoro, dopo aver sistemato la terra, li prese e lì distribuì per tutto il prato.
Dopo quindici giorni, iniziarono a spuntare le prime foglie, il giardino da secco divenne un manto di un verde fantastico, Gustavo e le ragazze si congratularono con Sofia, per averlo reso così vivo, ed era emozionante osservare i loro sguardi!
E dopo solo un mese divennero tanti steli, lunghi, belli, iniziarono a sbocciare le prime rose rosse, era davvero unico apprezzare tutto ciò.
Erano rose rampicanti, in poco tempo tutto il castello si rivestì di questi fiori meravigliosi, Sofia era così orgogliosa, aveva una felicità nel cuore che descriverla sarebbe impossibile.
Da quando le rose erano sbocciate, tutti volevano che la dolce Sofia curasse i loro giardini.
Ogni giorno fila di gente a visitare il castello, non credevano ai loro occhi.
Gustavo in un giorno malinconico, scrisse un testo abbastanza lungo, dato dalla disperazione di non riuscire a realizzare il suo grande sogno, lo lanciò dalla finestra, e nel mentre passava di lì un editore, che raccolse il testo, e le piacque così tanto da pubblicarlo, senza giri di parole divenne un grande scrittore, amato da tutti per i suoi modi gentili nello scrivere le storie.
Nella vita si piange, si urla, si sorride
Ma soprattutto prega sempre e non arrenderti mai
Proprio come gustavo e la bella e dolcissima Sofia.
Dolcissima domenica a voi tutti!

Crostata realizzata con pastafrolla: 300 gr di farina, 150 diFacebook

"Un fiore per te"
Alle carezze
Alle passioni
A quella speranza che ognuno di noi porta nel cuore.
Buongiorno alla felicità
A quella parola gentile
Al caffè che profuma la casa
Come un aquilone dalle mille sfumature
Perché in ogni, ce un posto segreto, là dove risiede il nostro cuore!
A. Miceli

Crostata con ripieno di confettura di arance.

Buona Epifania a tutti, affinché il nostro cammino possa essere come quello dei Re Magi guidati dalla buona stella.
Antonella Miceli 
“Un incredibile Capodanno”
Luna aveva chiesto a Babbo Natale di trascorrere il Capodanno lontano da tutti e tutto, ma assolutamente non immaginava di andare così distante e di cosa sarebbe stato in grado di vedere.
Voglio deliziarvi di questa meravigliosa avventura, viaggeremo assieme a Luna, la mia protagonista che è rimasta letteralmente ammaliata da quello che le sta per accadere...
È la Vigilia di Natale e Luna non aveva ancora richiesto un regalo, non sapeva, o non voleva.
Un istante, e poco prima della mezzanotte chiuse chi occhi e pensò a qualcosa, un piccolo desiderio come lo definiva lei,
ma in realtà non ci credeva poi tanto, oramai aveva compiuto da poco vent'anni, e per lei queste cose erano àgè.
Il mattino seguente facendo visita a Nonna Maria, si rese conto che nulla nella vita è scontato.
<<Ciao Nonna come stai?>> <<Bene amore, allora hai chiesto a Babbo Natale il regalo perfetto?>> <<Dai Nonna queste credenze sono false come gli amici>>.
<<Ma no amore della Nonna devi crederci e vedrai che il tuo desiderio sì avvererà!>>
<<D'Accordo Nonna ora vado i miei amici mi aspettano al bar>>
<<ma non avevi detto che gli amici sono falsi?>>
<<ehm nonna ti abbraccio>>.
Trascorsero giorni e per davvero non arrivò nulla, quello che aveva chiesto non si era avverato “pensava tra sé” di continuare con la sua vita di sempre, amici, studio, casa, e bar, e non pensarci più.
Invece il 27 di dicembre qualcosa accadde, un postino suona alla porta di casa,
<<salve, disse Luna aprendo la porta >>
<< salve, cerco la signorina Luna...C>> <<si sono io, mi dica>> <<deve firmare qui>>.
E così fece, firmò quel che sembrava un documento serio, e rientrò in casa.
In un primo momento l'ha lasciò sulla credenza, ma appena rientrò la mamma... <<Luna cos’è questa lettera poggiata qui?>> <<si mamma scusa è appena arrivata, fra poco la apro>>.
E così, terminato di pranzare prese la lettera tra le mani, e dissigillandola vi si rese conto che qualcosa stava per cambiare, la sua vita si sarebbe modificata per sempre, iniziò a urlare come una matta, <<mamma, mamma, corri vieni qui devo farti leggere qualcosa di straordinario>>
<<amore cos’ è successo?>>
<<mamma ti ricordi quando partecipai a quel concorso?>> <<si certo, e allora?>> <<l’ho vinto, devo trascorrere Capodanno in Scozia, e pensa, è tutto pagato e alloggerò in un castello, come una vera principessa, sono tanto felice>>.
Non riusciva a smettere di urlare, così cantando e sbraitando preparò la valigia.
Alla sera salutò tutti, la mamma il papà e soprattutto nonna Maria,
<<te lo avevo detto amore che una sorpresa era pronta per te>>
<<ma nonnina non centra Babbo Natale, sono stata io brava>> <<si, sì, certo come no>> continuava la nonna.
Salì su quell’aereo e via verso la Scozia esattamente a Scout, dove avrebbe trascorso quindici giorni meravigliosi, e un Capodanno da favola.
Appena l’aereo prese decollo, vi si addormentò, e al suo risveglio...
<<O mamma che spettacolo continuava a pronunciare Luna, ma qui è stupendo, è pazzesco>>.
Con un taxi fu accompagnata nel castello dove avrebbe soggiornato. Alzando lo sguardo inizio ad ammirare immensi viali, alberi, ricoperti di neve, tutto era davvero elegante e favoloso, sembrava per davvero di essere in una fiaba.
Entrando in sala, una dolce fanciulla le sì avvicinò, << lei deve essere la signorina Luna, mi segua le faccio vedere la sua stanza>> sembrava che se la tirasse un pochino, invece appena entrate in ascensore...<< senta signorina Luna voglio metterla in guardia, la notte stia attenta, si chiuda nella sua stanza e non apra a nessuno, ci sono fantasmi che si divertono a terrorizzare gli ospiti>> <<ti ringrazio rispose Luna, non mi terrorizzano, sa, io non credo ai fantasmi>>
<<d'Accordo non dica che non l’avevo avvisata>>.
E proseguirono per l’arrivo in stanza,
<<prego signorina siamo arrivate questa è la sua stanza la numero 23>> <<ma davvero? Replicò Luna, sa, è il mio portafortuna, e sicuramente anche questa volta funzionerà>>.
Grandi cuscini di uno scozzese brillante sul letto, pareti bianche, e poi quello scrittoio sul lato, sotto la grande vetrata, dove poter ammirare un panorama stupendo.
Lanciandosi sul letto Luna esclamò << sono in una favola, qualcuno mi tiri un pizzicotto perché io ancora non ci credo, è tutto così incantevole>>.
E d'improvviso una voce sottile << madame se volesse potrei farlo io>> Luna sì alzò di soprassalto, <<chi c’è, qualcuno è nascosto?>> <<Madame lei non può vedermi, lei non crede>> <<a cosa dovrei credere, ma insomma, venga fuori e ne parliamo>>.
E di colpo prima una luce bianca e poi << ciao io sono Cameron, non ti spaventare, non voglio farti del male>>.
<< O mio dio, esclamò Luna cadendo dal grande letto, ma chi sei? Cosa vuoi?>>
<< madame, stia tranquilla io sono Cameron aspettavo da tanto che qualcuno come soggiornasse in questa stanza>>
<<ma lei parla con me, mi ascolta e mi vede>> << madame se vuole ora vado via, così può restare da sola per qualche minuto, ci vedremo più tardi, se lo desidera>>.
E così, andò via lasciando Luna nello spavento più totale.
<< il telefono iniziò a squillare, mamma, mamma, mi senti? Sono arrivata, ho una stanza meravigliosa e anche un fantasma>>.
La mamma iniziò un lungo riso, non riusciva più a fermarsi, amore ma che dici quale fantasma? E poi tu non credi a queste dicerie vero? >>.
<<Mamma quando torno ti spiego ora devo andare, ti amo sei ciò di più bello la vita mi abbia donato>>. Chiudendo la conversazione con la mamma,
iniziò a chiamare << Cameron, Cameron ci sei?>>
E di botto quella luce e poi... <<madame sono qui, al suo servizio, mi dica>>
<< Dai dimmi come fai?>> <<a fare cosa madame>>
<<a fare questo, come ci riesci?>>
<<Nel 1800 lavoravo come serviente, mentre lavavo le finestre feci un terribile volo, da allora sono intrappolato in questo castello per sempre>>.
<< Ho capito, dai fammi visitare l’edificio di sicuro nessuno lo conosce come te>>.
La portò in posti che alcuno avrebbe mai immaginato di percorrere, le risa di Luna si sentivano ovunque, la bellezza di quel posto, era un'emozione perenne.
E la notte di Capodanno Luna si fece bella solo per Cameron, la prese dalla stanza per accompagnarla al ballo in sala, lei, non lo lasciò per un istante, trascorsero la serata abbracciati, a mezzanotte Cameron divenne reale, le labbra si avvicinarono l’un l'altra e tutto divenne concreto, le loro mani si intrecciarono, e continuando a ballare si guardarono dritti negli occhi.
Il profumo dell’amore viaggiava in quel castello dai toni rosa, dai viali immensi, e dalla luna che illuminava la stanza, dove all'improvviso si trovarono nudi, abbracciati, innamorati e meravigliosamente belli!
Allo scoccare della mezzanotte Luna finalmente espresse un desiderio, questa volta ci credeva per davvero.
Tutto fluttuava nell'aria come grandi bolle,
e Cameron svanì.
Luna iniziò un lungo pianto, non voleva riaprire gli occhi le mancava così tanto, ma non poteva farci nulla, era la vita, la realtà!
Arrivò il giorno della partenza, non riusciva ad andare via, ma un istante e un giovane aitante le toccò i capelli, quel profumo di zucchero a velo, così si voltò di scatto, e alla vista di Cameron lo strinse forte a sé, baciandolo allo sfinimento!
Il desiderio che aveva espresso si esaudì e Cameron divenne umano, avendo a disposizione un’altra possibilità.
Tornarono in Italia assieme e oggi custodiscono il loro segreto con immenso amore, e innamorati più che mai!
I desideri se li sogniamo per davvero, vi si realizzano,
la vita è un luogo meraviglioso, fatto di speranze, gioie,
e di felicità, basta volerla,
a volte la si cerca nel posto sbagliato
e diventa irraggiungibile!
Buon nuovo anno a tutti e che vi porti qualcosa di nuovo e di meravigliosamente magico, come è successo a Luna e Cameron,
"Panettone"
22 Mar 9:50 AM (12 days ago)
“L’arte del Panettone artigianale”
Per me ogni anno è una grande emozione realizzare i panettoni, è stupendo, si respira la vera gioia del Natale,
I profumi che invadono la casa, le attese di lievitazione, e per ultimo e non meno, la cottura, basta un piccolissimo istante, una distrazione e paf tutto va a rotoli.
Ecco perché realizzarne, e saperli creare per me è un’arte!
Tutti lo vogliono assaggiare, e non si torna indietro, se potessi, passerei attraverso il monitor, una fetta a ognuno di voi.
Buon panettone a tutti ma soprattutto
"Santa Claus"
3 Dec 2024 8:38 AM (4 months ago)

"Santa Claus"
Lui era triste è solo, aveva il viso spiaccicato su quella grande vetrata, dove mille lucine a intermittenza coloravano il suo bellissimo volto.
Gabriele era un bimbo che viveva in un grande orfanotrofio, dove tanti bimbi, ragazzi come lui ci abitavano da sempre, alla fine non era solo, ma in cuor suo si sentiva sempre con questa strana sensazione addosso, quella tristezza non lo abbandonava mai.
Tutti le dicevano che Santa Claus non esisteva, ma lui ci credeva, ci sperava, lo spirito del natale le regalava pensieri magici, desiderava che i libri che aveva letto in tutti questi anni dicessero solo tanta verità...
In realtà lo sperava con tutto il suo cuore.
Dalla nascita di Gabriele erano trascorsi undici anni, dopo essere stato abbandonato dalla mamma, pensava di non meritare questa vita, (a volte certa gente fa più danno che bene), proprio perché le avevano detto che dopo essere venuto al mondo, i suoi genitori non lo avevano voluto.
Quindi ogni natale sperava che Santa Claus vi si recasse in quel orfanotrofio per donarle una vera famiglia.
Non abbandonava Gabriele l'idea di poter realizzare il proprio sogno, purtroppo erano trascorsi tanti anni senza che mai l'avesse visto. Eppure il
24 di quel dicembre qualcosa stava per cambiare, la sua vita si sarebbe trasformata per sempre. Un freddo pungente, tanta neve veniva giù, imbiancando tutto il grande giardino come fosse zucchero a velo, a un tratto si rese conto che
sarebbe stato impossibile per Santa Claus fermarsi proprio da lui, e giudicandosi credeva; sicuramente non merito nulla di tutto questo, non merito che arrivi qui da me...
E così, si infilò il pigiama e iniziò a prepararsi per andare a letto, quando all'improvviso udì un rumore, a dire la verità un bussare, e si finalmente senza mai perdere quella speranza, Santa Claus era arrivato e Gabriele aveva il cuore a mille, balbettava, non riusciva a stare in piedi, era proprio lui, bellissimo, con quella barba bianca morbida e paffuta, e il vestito era proprio come lo aveva sognato da sempre... 《Ciao ometto non mi riconosci? Non mi fai entrare? Le disse Santa Claus. 《Ceerto》 rispose Gabriele balbettando come non mai.
Entrando nella stanza Santa Claus abbraccio forte il giovane ometto promettendo che ben presto il regalo che aspettava da tempo sarebbe arrivato e che la sua vita si sarebbe diventata radiosa. Gabriele continuava a balbettare non riusciva a fermarsi, era troppo grande l'emozione che aveva dentro di lui, attendeva quel magico istante da sempre! 《Santa Claus grazie, lo sapevo che esistevi per davvero, e che non erano solo favole scritte nei libri.
《Sai Gabriele, a volte basta avere quel coraggio di credere in qualcosa, che il mondo Intero invece nega l'esistenza,
tu devi credere sempre in ciò che porti nel tuo cuore, solo così potrai vivere sereno》.
Un ultimo abbraccio e poi via a regalare sogni a tutti i bimbi del mondo, Rudolf era lì ad attenderlo per continuare il giro intorno al mondo.
《Arrivederci ragazzo fai della tua vita una gioia immersa, e non essere mai più triste》E così, mentre Santa si allontanava, Gabriele voleva correre a svegliare tutti per raccontare loro ciò che aveva vissuto.
Un attimo e prese la decisione di custodirlo nel suo cuore, anche perché non lo avrebbero creduto, e così, decise di non dire nulla.
Il mattino successivo Gabriele finalmente era più allegro, più sorridente, e saltò agli occhi di tutti sin da subito.
Trascorsero due giorni e finalmente, il vero padre lo aveva trovato, undici anni fa la mamma non voleva chiedere nulla al compagno e senza dirle nulla, abbandonò il piccolo Gabriele perché non aveva un lavoro, non poteva mangiare né vivere.
Il giovane Papà lo aveva scoperto per caso qualche giorno prima di quel natale, e di corsa vi si mise in cerca del piccolo.
Appena visti si abbracciarono e non si lasciarono mai più, e Gabriele aveva due bellissime sorelle più piccole di lui, una stanza tutta sua con un letto caldo e morbido, e una casa piena d'amore!
Bisogna credere nei sogni, in quello che portiamo nel cuore, e senza aspettarsi nulla i miracoli a volte si avverano, proprio com'è successo a Gabriele.
A.Miceli❤️
Crostata realizzata con confettura di arance.

“Cascate di Cuori”
Un lunedì qualunque, dove davvero disprezzi anche il suono della sveglia, tanto da farti ricordare che tutto ricomincia, il lavoro, il ritrovare i colleghi in ufficio, e allora Adrien con una mano lancia la sveglia sul pavimento, e con l’altra allunga il piumone per coprirsi la testa, per una manciata di coccole…
Via in doccia, e con voce rauca e profonda urla: SI RICOMINCIAAAAA.
Esce di corsa era davvero di ritardo, in macchina una musica dolce e torna l’equilibrio,
ad un tratto una bellissima ragazza era lì, ferma a quel semaforo, in attesa di attraversare, scatta il rosso e Adrien vi si blocca, lei percorre sulle strisce e all’improvviso gira la testa verso quell’auto ferma e Il loro sguardo vi s’incrocia,
mamma che splendore sussurra Adrien tra sé, che occhi, che labbra, e che classe, fu un piccolissimo istante, ma a dire il vero le sembrò un’eternità.
Arrivato in ufficio non faceva altro che pensare a quel bocciolo di rosa, ecco a cosa abbinasse quella splendida ragazza!
Adrian si accorse che di fianco al suo di ufficio, aveva una nuova collega, ma essendo di spalle non riusciva a vederla in volto, così, chiese al suo migliore amico, “Davide ascolta: chi è la ragazza che sta nell’ufficio di Emma?”
Chi quella, mamma Adrian è uno spettacolo, che occhi, che sguardo, e che curve, devo dire molto pericolose…
E iniziarono a ridere in maniera smodata, dai disse Davide mettiamoci a lavoro che è meglio, e continuando a ridere ognuno iniziò il proprio compito.
Dopo un’ora, mentre Adrien sorseggiava un caffè, all’improvviso vide che quella ragazza si girò verso di lui, e rimase incantato, non riusciva più neppure a deglutire, era lei, proprio la ragazza che aveva attraversato la strada dinnanzi agli occhi spalancati di Adrien… Così si alzò di scatto e… toc, si? Toccandosi i capelli per l’imbarazzo Adrian le disse: “Ehm, salve volevo presentarmi, sono Adrian lavoro nell’ufficio difronte”, “piacere rispose, io sono Aurora”, che nome meraviglioso esultò Adrian, ascolta stasera ci riuniamo tutti nel bar difronte è il compleanno di Mario che fai ti unisci a noi? Con aria malinconica e sguardo basso Aurora le rispose “no mi spiace ma non posso proprio” d’accordo vorrà dire che sarà per un’altra occasione, si sicuramente, perdonami disse Aurora ma ora ho da lavorare se non ti spiace…
Sì, certamente, se hai bisogno di qualsiasi cosa io ci sono d’accordo? Grazie sei gentile.
Adrian aveva percepito uno sguardo triste, vuoto, quasi assente, le era rimasto fisso in mente, pensava tra sé: sicuramente ha problemi seri, la devo lasciar stare e non pensarla più.
Ma nulla di tutto ciò fece.
Il mattino seguente, stesso posto, stesso orario, trascorsero tanti giorni, settimane, mesi. Fino a che un mattino di inizio dicembre, Adrian aprì il finestrino e “Aurora Sali ti do un passaggio, tanto facciamo lo stesso tragitto”, in un primo momento la ragazza esitò ma poi si guardò i piedi, (portava sempre tacco 12) e accettò.
Un silenzio avvolse la macchina e loro due, poi all’improvviso e contemporaneamente dissero: “oggi è davvero una giornata fredda.”
E scoppiarono in un riso pazzesco fatto di complicità…
Da quel giorno trascorsero due mesi, e ogni giorno Adrian le dava un passaggio per andare dritti in ufficio.
La Vigilia di Natale, si incontrarono tutti al bar per scambiarsi i regali, gli auguri… Non mancava nessuno, ma Aurora non c’era, e Adrian si preoccupò.
Infatti, chiese alla collega di Aurora, e le rispose che si erano dati appuntamenti in quel posto, per farsi gli auguri, ma non sapeva il perché della sua assenza!
Il giorno di Natale Adrian le invio un messaggio di auguri, senza alcun riscontro, così, iniziò a preoccuparsi, e non sapeva che fare, e dove cercarla, visto che non le aveva detto dove e con chi abitasse.
Attese che le festività finissero, e parliamoci chiaro, non era stato mai così felice di ritornare in ufficio, ciao Aurora come stai? Le chiese con aria preoccupata… Tranquillo tutto bene, non è vero si vede che non sei tranquilla rispose Adrian, dai alla pausa pranzo andiamo a prenderci un caffè?
Ci pensò un attimo, e poi, d’accordo passo io da te.
E dopo poco quest’ultima prese la borsa, Adrian andiamo? Si, si, ci possiamo avviare, anch’io ho completato qui.
E così, si condussero in quel bar con maestose vetrine, illuminate da lucine di un bianco candido,
mi dici cosa ti succede Aurora?
Adrian la mia vita è un disastro restane fuori, te ne prego, non posso rispose Adrian sono pazzo di te, lo capisci?
Lei alzò di scatto i suoi bellissimi occhi, e fissando Adrian, le disse: “dalla prima volta che ti ho visto, non sono più riuscita a non pensarti”
E allora disse Adrian cosa ci blocca?
Adrian, io ho un Marito a casa, ma tu lo ami? Chiese Adrian, “non l’ho mai amato, però lui mi tiene legata a lui, e mi ha promesso, che se un giorno andrò via, mi troverà e mi ucciderà.”
Ho tanta paura Adrian, la mia vita è finita, non posso innamorarmi di nessun’altro…
Adrian, io cerco le cascate di cuori in un giorno di neve,
dove tutto tace, dove la vita non intralci il indestino dove possa amare, chi mi rispetta.
Questo cerco, e so che non potrà mai succedere…
Si abbracciarono e finalmente arrivò anche il primo bacio.
Si lasciarono trasportare, in quell’atmosfera pazzesca, fatta di animi danzanti.
Ma all’improvviso,
cosa abbiamo fatto, disse Aurora, siamo matti…
Si siamo pazzi l’un dell’altro Aurora,
fidati di me, sistemerò tutto, non puoi stare con una persona che non ami,
non posso, disse Aurora, non ce alcuna speranza per noi, lascia stare te ne prego!
Così, si alzò di sobbalzo e corse via, senza dire più nulla, arrivò vicino la porta d’ingresso, uno sguardo penetrò Adrian, e poi lontano, via dal suo amore…
Per tanto tempo Adrian non seppe più nulla di Aurora, si erano allontanati, e lei si licenziò dal lavoro…
Trascorsero tanti anni, cinque, per l’esattezza otto.
Un lunedì di primo mattino,
Adrian era seduto con un cliente al bar, quando
Inaspettatamente una mano calda e morbida, le sfiorò la sua di mano, alzò lo sguardo, e credette di mancarle il respiro per la tanta emozione,
era lei, la bellissima Aurora, era tornata, e questa volta per vivere la loro storia d’amore, se solo Adrian avesse voluto!
Aurora, esclamo Adrian, e senza dirle nulla, la abbracciò così forte, per poi come un treno iniziare con le domande, dov’eri finita? E cosa ti è successo? Adrian finisci col tuo cliente e risponderò a tutte le tue domande, non scappo un’altra volta, ora se lo vorrai sarò tua.
Così finì di lavorare Adrian e si dedicò con animo e cuore alla sua bellissima amata.
Andiamo a casa mia disse lei, se puoi, se vuoi,
certo, da quando sei sparita non ho amato più nessuna donna, ero speranzoso che tornassi, ma spiegami cosa ti è successo, ho tante domande da porti.
Mio marito, otto anni fa ebbe un incidente dove era diventato un vegetale, ed io l’ho accudito per tutto questo tempo, ma ora che è scomparso, nulla mi tratteneva più in quella vita, così ho deciso di cercarti, perché non ti ho mai dimenticato…
Si abbracciarono così forte da perderne la percezione del tempo, era come se fossero fermi a quegli otto anni fa, il tempo vi si era fermato per davvero.
Un profumo d’amore invase la stanza, la vita, la musica iniziò a farsi sentire, e dalla finestra videro tanti piccoli cuori che venivano giù dal cielo assieme a tanta neve candida, come il loro amore. E come in una favola vissero felici e contenti!
Sii l’artefice della tua libertà
Lotta sempre per quello in cui credi
Custodisci i tuoi ricordi, i tuoi segreti, i tuoi amori passati e futuri fino a sentirne dolore.
La felicità non è irraggiungibile
A volte la si cerca in posti sbagliati
E con il tempo te la ritrovi accanto
Perché nella vita cerchiamo persone che non possono starci vicini,
e quando non ci pensi più accadono momenti magici,
inaspettatamente.
Perché la caduta di cuori come fosse neve, esiste, devi solo crederci!
Antonella Miceli
Tutti Diritti riservati ©
Crostata vegana:
Base: 300 gr di farina (00)
150 di margarina vegetale, oppure olio di girasole
Un cucchiaino di lievito per torte
100 gr di zucchero semolato
Impastare con acqua fredda.
guarnita con confettura di ciliegie.
Cuocere in forno caldo 170 con modalità statico.
Grazie dell'attenzione ❤️

“Il bosco incantato”
Quando ero tanto piccina, e vabbè non tanto tempo fa…😁
Mi recavo col mio babbo, alla ricerca di quei simpatici micete, che io adoravo solo ammirare!
E finalmente arriva la domenica,
la sveglia suona, ma io in tutta sincerità era da tanto che ero sveglia, e non vedovo l’ora che il mio Babbo venisse a bussare alla porta della mia stanza, insomma che dirvi, non ero nella pelle, per me un’emozione troppo grande!
Ore nove, finalmente disponiamo tutto in macchina, e si parte per quel luogo fatato, dove odi unicamente il cinguettio degli uccelli, mentre vedi attraversare straordinari ricci, morbidi cagnolini in cerca di nutrimento, aquile posate sui rami di quegli imponenti fusti.
Là dove oblii tutto,
tutti,
all’epoca amavo staccarmi da ciò che mi ricordasse lo studio, dai miei amici,
quel giorno lo riservavo a me,
ai miei ticchettii del cuore che aumentavano dalla contentezza, e si, risanavo la mia energia…
Che custodisco con gioia ancora oggi, come fosse una proiezione, vista tante volte.
E cammina, cammina, ti trovi davanti agli occhi uno spettacolo senza fine, senza poter dire, o pensare, in quell’istante ci sei tu e ciò che ti rapisce lo sguardo,
un gruppetto di bellissimi Funghetti dal cappello color marrone, buffi, tanto buffi, io ci vedevo gli occhietti, ci parlavo, erano quasi nascosti da una folta e bellissima erba verde come la speranza, sembravano stessero abbracciati, uniti come solo loro sanno,
noi sembravamo cercatori d’oro, e quel tesoro era lì nascosto, sotto l’intrico grigio di quel legno inzuppato.
E poi all’improvviso un bagliore di arancio fuoco, ci accecò lo sguardo, tanto arancio, una scia luminosa fino a farci deconcentrare e non trovarli più.
Ed io fui tanto felice, ogni volta, di non riuscire a portare nulla a casa, non sopportavo di doverli strappare dalla terra, era quasi sentirne il dolore.
E così vagavamo per ore in quel bosco incantato dove solo chi sa ascoltare sente,
chi sa osservare vede,
e chi sa amare è legato a ciò che la vita le dona.
Antonella Miceli ©
Crostata vegana, realizzata con:
300 di farina 00
150 di margarina vegetale, oppure olio di girasole
Un cucchiaino di lievito per torte
Impastare con acqua fredda.
guarnita con confettura di fragole.
Cuocere in forno caldo 170 con modalità statico.
"Sarai grande"
27 Aug 2024 8:33 AM (7 months ago)

“Sarai grande”
Il tuo futuro amore mio non è scritto da nessuna parte,
perché tu sarai l’artefice delle tue scelte, hai la penna ed un foglio bianco, e non permettere a nessuno di scrivere al posto tuo!
Sceglierai gli amici, e amerai anche chi ti toglierà la fiducia,
perché a volte credere in qualcuno fa stare bene.
Non so cosa farai da grande,
forse l’avvocato, l’imprenditore, un magistrato, creatore di giochi, o forse uno scrittore oppure un pittore.
Viaggerai e ti innamorerai follemente, e anche se ti farà soffrire, tu non smettere di credere nell’amore.
Il presente quanto il futuro, è tutto tuo, e tu sarai, solo tu.
Amore credi sempre in te stesso, non odiare, ma usa gli strumenti della gentilezza che la vita ti ha insegnato, e affronta il mondo con il cuore e la dolcezza che ti distingue!
Accetta la caduta e spicca il volo, amore tu sei e sarai per sempre il mio bellissimo dono,
e non dimenticare sei nato per essere felice. ❤
Torta con personaggi Tv man...
A. Miceli

“La prima confessione”
Un giorno che non dimenticherai piccolo amore nostro,
ma non dimenticheremo neppure noi, che lo abbiamo vissuto di fianco a te,
amore tanti auguri a te
“Che la luce del Signore ti accompagni ovunque”!
Antonella Miceli

Uno, due, tre cuori di colore rosso, per festeggiare in allegria con chi mi ama alla follia.
Cuori rossi su di un tappeto di colore bianco, leggera come una nuvola leggiadra e zuccherata!
Grazie dell'attenzione!💓💝
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“Torta Undertale”
Al primo impatto
visivo, dissi al mio piccolo amore che non mi piaceva come torta da realizzare,
ma poi lavorandola vi
si è rivelata decisamente molto carina,
il piccolino mi
diceva <Mamma devi realizzare anche i cuori e questo e quello> alche mettendomi
alla ricerca, sono riuscita a capire e a innamorarmi di questo strano e
alquanto simpatico omino!
Ho realizzato la base
di un semplice pan di spagna, rivestito da pasta di zucchero,
mentre lo scheletrino
l’ho realizzato con la ceramica fatta asciugare e posizionato sulla torta con
degli stuzzicadenti!
Alla prossima
Grazie dell’attenzione
Antonella 💓💓💓

"Prima Domenica d'avvento"
Avvento: tempo forte di attesa e di conversione, che ci conduce a vivere la grande solennità del Natale del Signore e a contemplare l’Incarnazione del Verbo con cui prende forma, nella pienezza dei tempi, l’opera mirabile della nostra Redenzione.
Crostata dipinta a mano libera, per questo speciale giorno...
La ricetta della frolla vegana la trovate
qui.

Antonella Miceli
HEllo Autumn
16 Oct 2022 7:42 AM (2 years ago)

L'autunno,
Foglie arancioni rosse e marroni
L'autunno è bello perché ci sono molti animali graziosi, come dei ricci molto gentili.
Ci
sono foglie che volano libere come farfalle.
Dove andate foglioline, siete belle con quei colori: arancio, marrone e rosso.
Ci sono tanti animali che vanno nella loro tana.
Come dei piccoli cuccioli dentro la loro casa piccolina e calda.
E bello l'autunno perché ci si coccola con una tazza di coccolata calda...
In autunno ci sono tante foglioline sparse per la strada, sono a terra perché cadono dagli alberi secchi.
Dopo che questi alberi sono secchi muoiono ma poi nelle altre stagioni rivivono con dei nuovi frutti, fiori, questi alberi non muoiono mai, quando arriva un'altra stagione.
Tutte le stagioni possono far rivivere gli alberi tranne l'autunno...
Testo scritto dal mio piccolo amore di 7 anni

Ci ha preso gusto...


Crostata Vegana dal profumo "nostalgico"!

Buona Domenica a tutti!


Adoro ascoltare le onde per ore
Il sole che bacia la mia pelle
La salsedine tra i capelli.
Restare in silenzio a osservare, ad ascoltare il vento che soffia,
e
poi udire i gabbiani che volano lontano, la felicità!
Estate non vorrei finisse mai,
vorrei baciarti all'infinito, sotto un cielo stellato, circondato da mille conchiglie sorridenti!
L'estate è un battito di ciglia, giornate che vanno via come un
gelato alla panna...
Via Autunno, vorrei una bacchetta magica per tornare indietro nel tempo, la tua moto bianca come la sabbia, che guidavo senza mani!
Un tuffo in mare e tutto cambia, osservare il sole attraverso l'acqua, non si può tornare indietro.
Un profumo fresco è seducente ti travolge in un momento, un'estate colorata da mille riflessi, per portare tanta allegria...
Arrivederci Estate, con il cuore tra le mani ti ritrovo il prossimo anno!
Ingredienti;
350 gr di farina (00)
100 gr di zucchero semolato
70 gr di acqua naturale, a temperatura ambiente
70 gr di olio di semi
8 gr di lievito
limone grattugiato
Io ho usato due dosi per poter realizzare questa crostata, nello stampo da 30 con fondo rimovibile!
Procedimento;
amalgamare per prima i liquidi con lo zucchero,
per ultimo la farina col lievito setacciati, ed il limone.
Formare una palla e creare.
P.S. Vi consiglio di tenerla coperta da pellicola mentre create, così resta sempre bella morbida!

Crostata dipinta a mano, e ripiena di confettura di fragole.
Testo: Antonella Miceli
Alla prossima...

Viva la scuola!
11 Sep 2022 9:03 AM (2 years ago)

Filastrocca della scuola
Va curata con dovizia.
Se la segui con impegno
Riceverai tante soddisfazioni.
Se la segui con ardore
Potrebbe diventare quasi amore.
Filastrocca della scuola
Per chi ama imparare.
Viva viva le Maestre che ci fanno divertire, tra numeri, parole, musica e colori.
Viva viva la scuola mia che mi fanno felice e sorridente.
Testo Antonella Miceli ❤
Auguro a tutti i bimbi del mondo un anno fantastico pieno di soddisfazioni, soprattutto al mio amore! ❤
Crostata con marmellata di fragole, dipinta, una bontà stratosferica 😍😍🥰
Quando il mio amore mi dice: Mamma è speciale questa crostata...
Vi ho detto tutto...😁❤

“Torta Sonic
per il compleanno del mio Amore”
Al mio
grande dono, ❤
Amore mio
non posso descrivere con le parole la gioia che provo, perché oggi 1 Luglio il
giorno che amo di più in assoluto, poiché sei nato tu, tu che mi hai donato la
felicità, la vita, tu piccolo ometto mi hai regalato il mondo in un solo
istante, perché tu sei un bambino speciale, speciale come l’amore che ci lega e
che spero che mai potrà separarci!
Ora sei un
ometto di sette anni, sei il nostro orgoglio, se potessimo ti faremmo avere il
mondo e molto altro!
Ti amiamo
con tutto il nostro cuore, ancora tantissimi auguri amore ❤
Mamma &
Papà! ❤
E’ una
base Red Velvet (che amo alla follia io ma anche gli ospiti)
Con crema
al mascarpone, crema al burro e ricoperta di pasta di zucchero…
Ora
proseguiamo con la ricetta,
Base; con
ricetta una dose e mezza.
3 uova
334 gr di
farina
334 di zucchero
semolato
160 gr di
burro
213 di
latticello
3 cucchiai
di cacao dolce
1 bustina
e mezza di lievito per dolci
Vaniglia
12 gr di
colorante rosso
2 pizzichi
di sale
3
cucchiaini di bicarbonato
5 cucchiai
di aceto bianco
213 ml di
latte.
Preparazione;
Riscaldi
il forno a 175° ventilato,
nel
frattempo ti prepari il latticello con 213 ml di latte e un cucchiaio d’aceto
bisogna
farlo riposare per almeno 20 minuti.
Setacci la
farina, il sale, la vanillina e il cacao in una ciotola.
Con un
frullatore rendi a crema il burro con lo zucchero, per poi aggiungere un uovo
alla volta, mescolare ben, bene.
Versi ora
la farina e il latticello in 3 volte, iniziando e finendo con la farina.
Mescoli il
colorante in una tazzina con il lievito i restanti cucchiai d’aceto ed il
bicarbonato, amalgami ben bene e versa il tutto in due stampi ben oleati da 22
e in forno a 175 per 40 minuti.
Dopo la
cottura lasciar raffreddare.
Nel
frattempo ci prepariamo la crema al mascarpone,
ingredienti;
500 gr di
panna da montare
300 gr di
formaggio morbido tipo “ Philadelfia” a temperatura ambiente.
500 gr di
mascarpone
150 gr di
zucchero a velo
Aroma all’arancia
Monti la
panna bella soda, nel frattempo mescoli il formaggio con lo zucchero e la
vaniglia, unisci la panna e amalgami ben, bene.
Questa
crema è ottima per farcire che per decorare la torta, e decorare la superficie
con le briciole.
Mettere in
frigo e preparare la crema di burro,
Ci
occorrono ;
400 gr di
zucchero a velo
200 gr di
burro morbido
Fialetta aroma
di arancia.
Per
Rivestire questa torta a piani e realizzare il personaggio “ Sonic” mi sono
serviti 1,5 Kg di pasta di zucchero.
Spero vi
piaccia, un bacio.
Questo l’interno
della meravigliosa torta rossa!

"Cheesecake amarene, Nutella e nocciole"
A casa lo sanno, mai mangiare prima che io abbia fotografato la mia bellissima modella 😂😂😂 dopo di che le danze sono aperte, via con le fauci a divorarla...
Cheesecake con amarene, come base pavesini bagnati nello sciroppo, purtroppo io non posso gustarla per via di allergie, intolleranze 😢 mio figlio mi dice Mamma non immagini cosa ti perdi... 😭😭😭😭
Grazie amore della Mamma.🥰❤
"RICETTA"
CHEESECAKE con amarene, nutella e nocciole.
INGREDIENTI:
500 gr di panna fredda di frigo
Una lattina di latte condensato
Vaniglia
Colla di pesce 10 gr
Pavesini per la base
Amarene con sciroppo.
PREPARAZIONE:
Montare la panna
dopo di che unire il latte condensato a filo, con una spatola e amalgamare dal basso verso l'alto senza far smontare il composto.
A questo punto inserire la colla di pesce in un piatto con dell'acqua per una decina di minuti, nel frattempo bagnare i pavesini nello sciroppo per realizzare la base, su teglia a cerniera da 22 cm, rivestita di pellicola trasparente.
Trascorso questo lasso di tempo, far sciogliere la colla di pesce in un pentolino a fiamma bassa con due cucchiai d'acqua e facciamo raffreddare, per poi unirla alla miscela di panna e latte condensato.
Iniziamo a costruire il dolce, versa un po' di composto sui biscotti aggiungere le amarene e un poco di sciroppo, continuare fino a terminare l'insieme di panna.
In frigo per tutta la notte..
Il mattino seguente aprire la teglia e togliere la cheesecake dalla pellicola, la adagiamo su di un vassoio e realizziamo il topping, io l'ho realizzato con nutella e noccioline tritate, ma lo si può fare anche con del cioccolato sciolto.
Alla prossima ricetta bay...❤

Per una base
da 30 cm vegana.
160 gr di
zucchero di canna
120 gr di
acqua fredda da frigo
120 gr di
olio di girasole
Un pizzico
di sale fino
500 gr di
farina 00
2 cucchiaini
di lievito
Vaniglia e
limone.
Preparazione
Inserire per
prima lo zucchero con l’acqua e olio, poi la farina, il lievito, il sale,
impastare molto velocemente, non ha bisogno del riposo in frigo ma la si può
usare subito.
Realizzare
la crostata o biscotti della forma desiderata e cuocere in forno caldo a 180,
statico.
La consiglio
è meravigliosa, non si sente la mancanza delle uova e del burro!