A poco più di un mese dalla manifestazione, Italian Exhibition Group e Afemo puntano con rinovata fiducia sull’ evento clou del distretto aretino
Buyers internazionali ed espositori provenienti non solo dall’ Italia, scaldano i motori in vista della partenza del 44esimo appuntamento di Oroarezzo. Numerosi i brand in arrivo da Spagna e Turchia, ma a farla da padrone, sarà come sempre l’alta manifattura del distretto orafo di Arezzo che giocherà in casa, affiancato da numerose presenze del comparto orafo Vicentino con aziende leader di mercato nella produzione orafo-argentiera e nella customizzazione dei prodotti, senza dimenticare l’industry, che rappresenta una quota parte importantissima della kermesse aretina, come sottolinea Matteo Farsura Responsabile Divisione Jewellery & Fashion di IEG: « I buyers esteri vedranno e toccheranno con mano quanto è vasto il catalogo della lavorazione made in Italy in oro, argento, sino al gioiello con preziosi e a un intero padiglione di tecnologie di qualità eccellente.»
Grazie alla rinnovata partnership con AFEMO, Associazione Italiana di Fabbricanti ed Esportatori di Macchine Orafe sarà infatti rappresentata a Oroarezzo tutta la filiera, con particolare attenzione alle soluzioni più innovative e all’avanguardia, «Le aziende italiane sono leader a livello globale grazie alla loro capacità di coniugare eccellenza tecnologica, inventiva progettuale e un approccio responsabile al mercato, fondato su valori di sostenibilità, qualità e visione a lungo termine.» sottolinea Massimo Poliero, Presidente Afemo, «La partecipazione consistente delle aziende del comparto tecnologico per l’oreficeria e gioielleria al prossimo Oroarezzo conferma il ruolo centrale di questa manifestazione per il distretto orafo. In un contesto in cui il costo delle materie prime risente delle tensioni internazionali, diventa sempre più cruciale ottimizzare i processi e ridurre gli sprechi, con tecnologie innovative che aumentano l’efficienza e garantiscono un impatto ambientale sempre più contenuto.»
Secondo i dati recentemente diffusi da Federorafi/Mediobanca la meta preferita per la distribuzione della produzione aretina si confema ancora una volta la Turchia, che da sola assorbe il 60% dell’export del distretto, se si considerano i primi nove mesi del 2024, con un controvalore di oltre 3 miliardi di euro; il paese mediorientale si guadagna così, il titolo di destinazione più performante per i volumi dell’indotto aretino, rispetto agli Emirati Arabi, che contribuiscono con il 10%, agli Stati Uniti con il 6,8%, alla Francia con il 3,4% e a Hong Kong con il 2,9%.
«Arezzo darà la possibilità di dialogare con le aziende, pianificare e ideare nuovi prodotti o collezioni per la seconda parte dell’anno» – conclude Farsura – «IEG lavora con energia a questo appuntamento che ritiene fondamentale per il suo calendario così come fondamentale è il nostro rapporto con il territorio aretino, insieme al quale stiamo costruendo anche un carnet di eventi collaterali molto ricco e interessante». E tra gli eventi di richiamo storicamente legati alla fiera c’è senz’ altro il contest Premiére.
Beppe Angiolini, Art Director Oroarezzo e Presidente di Giuria del concorso che ogni anno celebra l’arte orafa italiana e mette a confronto creazioni originali, ha svelato il tema di quest’ anno che sarà Specchio del tempo, motivando così la sua scelta : «Il concetto di “specchio del tempo” si basa sull’idea che i gioielli non sono solo oggetti preziosi ma custodi di memoria. Ogni riflesso è un frammento di vita, è un tema glamour che gioca sul contrasto tra la moda e la lucentezza dei riflessi: i gioielli possono “riflettere” non solo la luce, ma anche le emozioni, la personalità e lo stile.»
International buyers and exhibitors not only from Italy are warming up their engines in view of the start of the 44th Oroarezzo event. According to the data released by Federorafi/Mediobanca, the favourite destination for the distribution of Aretine production is once again Turkey, which alone absorbs 60% of the district’s exports, if we consider the first nine months of 2024, with a counter-value of over 3 billion euro; The Middle Eastern country thus earns the title of the best performing destination for the volumes of the district of Arezzo, compared to the Arab Emirates, which contribute 10%, the United States with 6.8%, France with 3.4% and Hong Kong with 2.9%.
Numerous exhibitors will be coming from abroad, above all Spain and Turkey, but as always, the stars of the show will be the high manufacturing of the Arezzo goldsmith district, which will be playing at home, flanked by numerous exhibitors from the Vicenza goldsmith sector with market-leading brands in gold and silver production and product customisation, without forgetting the industry, as emphasised by Matteo Farsura, Head of IEG’s Jewellery & Fashion Division: ‘ Foreign buyers will see and touch with their own hands how vast the catalogue of made-in-Italy workmanship is in gold, silver, up to jewellery with precious and an entire pavilion of excellent quality technologies. ’
L’eccentricità dei codici stilistici delle collezioni moda della Maison
Ispirata alle arti classiche, alla mitologia e al fascino del cosmo, la collezione Primavera-Estate 2025 reinterpreta i simboli iconici del linguaggio creativo del marchio, l’eccentricità dei codici stilistici delle collezioni moda, tutii ben sintetizzati nel Greca Chrono Wave, un orologio per polsi audaci che unisce atletismo ed eleganza.
La cassa di 43 mm custodisce un movimento cronografico di estrema precisione al quarzo, il Chrono (VEM927) – Swiss Made, e porta sul quadrante verde sunray il logo Versace, mentre spicca l’iconica Medusa alle ore 12. Tachimetro dettagliato.
A caratterizzare la lunetta sono il motivo Greca presente anche sul quadrante interno.
La medusa è incisa anche sul fondello.
Cassa: acciaio inossidabile
Quadrante: sunray verde con tachimetro/Versace Logo e Medusa alle ore 12
Cinturino: bicolore (SS&IP2N) con fibbia a farfalla
Movimento: chrono al quarzo VERTIME VEM927
Resistenza all’acqua: 3 ATM
Tutti gli orologi Versace sono garantiti dal marchio “Swiss Made”. Tutto l’acciaio inossidabile è riciclato.
Altro carattere per il Versace Reveal che unisce la raffinatezza della gioielleria alla funzionalità di un orologio. Per svelare la sua eleganza basta un semplice gesto: il quadrante, celato da uno slider impreziosito da una Medusa tridimensionale, si rivela grazie a un meccanismo scorrevole.
Cassa: IP oro giallo – quadrata, 25x18mm – Medusa sullo slider
Movimento: al quarzo 2 lancette (RONDA 1032) – Swiss Made
Quadrante: oro guilloché – logo Versace alle ore 12
Bracciale: gioiello, IP oro giallo – fibbia a farfalla
Download images here: Versace SS25 PR pictures
versace.com
Versace presents the Greca Chrono Wave
Green sunray illuminates the dial
Inspired by the classical arts, mythology and the allure of the cosmos, the Spring-Summer 2025 collection reinterprets the iconic symbols of the brand’s creative language, the eccentricity of the fashion collections’ stylistic codes, well summarized in the Greca Chrono Wave, a watch for bold wrists that combines athleticism and elegance.
The 43 mm case houses an extremely precise quartz chronograph movement, the Chrono (VEM927) – Swiss Made, and bears the Versace logo on the green sunray dial, while the iconic Medusa stands out at 12 o’clock. Detailed tachymeter.
Distinguishing the bezel are the Greca motif also present on the inner dial
Case: stainless steel
Dial: green sunray with tachymeter/Versace Logo and Medusa at 12 o’clock
Strap: two-tone (SS&IP2N) with butterfly buckle
Movement: quartz chrono VERTIME VEM927
Water resistance: 3 ATM
All Versace watches are guaranteed by the “Swiss Made” mark. All stainless steel is recycled.
More character for the Versace Reveal, which combines the sophistication of jewelry with the functionality of a watch. A simple gesture is all it takes to reveal its elegance: the dial, concealed by a slider embellished with a three-dimensional Medusa, is revealed thanks to a sliding mechanism.
Case: IP yellow gold – square, 25x18mm – Medusa on the slider
Movement: quartz 2 hand (RONDA 1032) – Swiss Made
Dial: guilloché gold – Versace logo at 12 o’clock
Bracelet: jewel, IP yellow gold – butterfly clasp
Download images here: Versace SS25 PR pictures
La confederazione mondiale della gioielleria sceglie la capitale francese per il prossimo incontro
É di poche ore fa l’annuncio: il Congresso annuale della CIBJO- World Jewellery Confederation si terrà a Parigi dal 27 al 29 ottobre 2025. L’appuntamento è il luogo di incontro ufficiale dell’Assemblea dei Delegati della Confederazione Mondiale della Gioielleria e la sede in cui si tengono le riunioni annuali delle commissioni settoriali dell’industry. Qui si dibattono e si definiscono le regole del settore, si introducono le modifiche degli standard industriali e di filiera internazionali, per i diamanti, le pietre di colore, le perle, il corallo, i metalli preziosi, e si stabiliscono i criteri dell’approvvigionamento responsabile noti come Blue Books. L’assembla riunita elegge anche le cariche direttive dell’Istituto e nomina i membri del consiglio di amministrazione.
Il congresso rappresenta anche un momento di incontro programmatico per la World Jewellery Confederation Education Foundation che, in collaborazione con le Nazioni Unite, si occupa di sviluppare e finanziare la formazione per promuovere ed accrescere la responsabilità sociale ed economica d’impresa.
It was announced a few hours ago: the annual Congress of the CIBJO- World Jewellery Confederation will be held in Paris from 27th to 29th October 2025. This is the official meeting place for the Assembly of Delegates of the World Jewellery Confederation and the venue for the annual meetings of the industry’s sectoral commissions. This is where industry rules are debated and defined, where changes in industry standards, and more generally in the international supply chain, for diamonds, coloured stones, pearls, coral and precious metals are introduced, and where responsible sourcing criteria known as Blue Books are established. The assembled assembly also elects the management positions of the institute and appoints the members of the board of directors.
Un uomo semplicemente professionale e di grande empatia
È nato a San Giuseppe Vesuviano, ma, in maniera trasversale, Napoli entra ed esce dalla sua vita, che ora ricostruisce recuperando dalla memoria facce, documenti, fatti, posti che si sono sedimentati nei ricordi della gente e che riappaiono con familiarità, malgrado non esistano più. Come il ristornate (ex) Dante e Beatrice, all’epoca ritrovo di artisti e di nomi che contano. Di proprietà di suo zio Tonino, coadiuvato nella gestione dal fratello Mario. Tutto è iniziato lì, intorno a un tavolo, come le migliori storie del resto, con un panno srotolato da Donzé, l’allora proprietario della svizzera Altanus. Scherza? Fa sul serio? Mario lo raccoglie come una sfida. La vince? Certo che sì, in men che non si dica, in giro per l’Italia ‘piazzerà’ tutti gli orologi, e tornerà anche con una commessa da capogiro.
La strada è stata tracciata, su basi che sanno anche di coincidenze, di necessità, di fortuna, di capacità. In breve: i Donzé sono imprenditori senza eredi; Mario è un uomo intraprendente e acquista l’azienda; Tonino, fratello generoso ed altruista, lo finanzia. Tante tessere di un puzzle che si tradurrà in un interessante esempio di imprenditorialità.
Oggi la distribuzione internazionale del marchio Altanus (è in 33 Paesi del mondo) parte dalla sede del Tarì di Marcianise, mantenendo sia i laboratori a Ginevra, sia l’eccellenza artigianale. Ad ampliarne la visione è stato Giuseppe, per gli amici Peppe, l’AD della società, uno che la sua (grande) fetta di mercato è andato a prendersela di persona, con naturale talento e intuito. Peppe Casillo è la prova vivente di un mondo orologiero che cambia. Lo ha dimostrato, sa fare di più! Le cifre mai toccate prima, e in costante crescita, la dicono tutta.
In mezzo tante cose: il matrimonio con l’amata Nadia, la nascita dei figli Mario (dall’indole artistica) e Luisa (designer di gioielli), la passione sfrenata per la velocità che si intreccia con quella per i motori – è un’acutezza in fatto di meccanica, se vuoi una dritta su ingranaggi e complicazioni, Peppe è quello giusto.
L’automobilismo è una sorta di completezza: Karting, Rally e poi i circuiti con molti premi e riconoscimenti. Per quelli futuri c’è il gusto di scoprirli poco per volta. La noia non sembra trovi spazio nella sua vita!
Qualcuno ha detto “insegui la tua passione come se fosse l’ultimo autobus della notte” e Peppe lo ha rincorso a perdifiato. Altro che visionario, una persona concreta, senza incertezze, combattivo. Ha dato prova di ottime performance da manager, di pilota, imprenditore, designer, collezionista di auto…
“Per formazione e per passione sono quello che oggi sono. Eppure ce l’ho messa tutta per capire se questa fosse la strada giusta per me, anche iscrivendomi a Giurisprudenza dove ho frequentato il primo anno, e con buoni risultati tra l’atro. Niente. Il laboratorio di papà era una calamita da cui non riuscivo a tenermi lontano. Non mollavo, era quello il mio lavoro, lo sapevo da sempre. Ma mio padre se ne è convinto un po’ più avanti. Non mi voleva coinvolto più di tanto e mi diede incarichi di contabilità. Manco a parlarne. Sono un creativo, non mi seduce la vita da ufficio, né amo fare i conti (cosa che, invece, riesce molto bene a Francesca, sua sorella, il cuore pulsante dell’amministrazione). Non contento mi affidò la Liguria, la piazza peggiore! All’evidenza delle trattative con grandi risultati, si sentì in dovere di darmi la sua benedizione, mai stata così incoraggiante. Già qui potevo dirmi soddisfatto, ma non mi sarebbe bastato”.
◗ Come si pilota un’azienda di questo calibro?
“Rispettando chi ci è stato prima di te, che è il valore della famiglia e insieme l’identità del marchio e della nostra artigianalità – negli anni ’2000 la Altanus (produttrice e distributrice) era sulle copertine dei giornali di tutto il mondo. Devi far coincidere le proprie competenze con quello che c’è intorno e se vuoi aprire nuovi scenari devi osare. I cambiamenti te li devi inventare, che è la cosa più divertente ed interessante, dando quello che non si aspettano, anche nell’utilizzo dei materiali, un esempio è stato il Patch, nel 2009, anticipatore dell’idea green perché interamente di carta, colorato, leggerissimo, impermeabile (la ministra Moratti ne fece incetta), oppure dando significatività alla forma, e il nostro orologio quadrato, lo Square, è stato un successo strepitoso che ci ha aperto le porte del mondo perché in assoluto è stato il primo con questo design. Poi con quelle stesse linee ti diverti a giocare, le ammorbidisci, le smussi, le arrotondi e nasce così un altro motivo di orgoglio, l’Apogeo, oppure dimensioni più contenute come l’Icon”.
◗ Il range?
“Dipende dall’idea su cui vuoi puntare, ci sono esemplari con diamanti, segnatempo in oro massiccio, in acciaio, casual…”.
Ascoltarlo è un piacere ma il corto silenzio che precede il seguito della nostra chiacchierata dice di una cicatrice insanabile, di un orribile inciampo a cui ancora non sa dare un nome, tantomeno un perché. Brucia il non aver potuto dare un attimo in più a quel ‘tempo’ che già da bambino sapeva far battere con la precisione di un metronomo, di non aver potuto aggiungere un solo istante per deviare il tiro mancino che la vita gli stava riservando. E poi la foto, sulla mensola, tra le cose della sua anima, disposte in modo ordinato. Il desiderio di dire o forse il dovere di ricordare suo fratello Marco, anche lui pilota. Da fatalista, quel gioco sleale lo racconta con il sorriso, la sua corazza, nemmeno così leggera da portare.
È una di quelle parentesi che dividono la vita in prima e poi, ma il dopo gli ha riservato anche motivi di immensa gioia, fra tutti la nascita del nipotino Peppe. Con il tenero orgoglio di nonno ed evidente entusiasmo mostra la foto sul telefonino. Un bimbo bellissimo, solare.
Nel mentre la cerca, noto l’orologio che porta al polso con l’eleganza dell’esteta quale è. Mi incuriosisce.
“È lo Sculpture – spiega – a carica manuale, scheletrato a mano dai nostri artigiani. Ha vetro zaffiro antiriflesso, cinturino in vero alligatore baby…”
◗ Scusa – mi dispiace interromperlo ma sono davvero curiosa e gli chiedo: veramente di tutti i tuoi orologi ricordi ogni minimo dettaglio?
“Non è facile ma credo proprio di sì. Sono tanti, tutti diversi, tra maschili e femminili contiamo circa 20 collezioni, con oltre 200 varianti”.
Grandi numeri, davvero, eppure ne parla senza retorica, con l’empatia che gli è innata. È il suo mondo del resto, un mondo che ha portato ad altissimi livelli.
◗ Mi concedo un’ultima domanda: in tanti anni di attività cosa hai imparato che vorresti trasmettere ai tuoi figli?
“Che anche quando hai la fortuna di poter fare quello che ami devi farlo nel miglior modo possibile”.
BOX: Il primo orologio al mondo realizzato in carta
Patch nasce nel 2010 dall’intuizione di Peppe Casillo. Presentato a Baselworld 2010, è realizzato in carta biodegradabile – individuata nel corso di una approfondita ricerca – trattata con uno speciale rivestimento che la rende idrorepellente e che ne garantisce la resistenza. Ultraleggero (pesa solo 11 grammi), realizzato in una vasta gamma di colori è dotato delle funzioni di ora, data, secondi e di un modulo led per la lettura digitale dell’ora
BOX: Passioni e riconoscimenti
Peppe si muove sulla scia di grandi riconoscimenti, nello sport quanto nel lavoro. Più che competitività è l’istinto di confrontarsi con sé stesso, a trasportarsi in un’altra dimensione con spettacolarità e passione, con concentrazione e capacità decisionale, con velocità e precisione. E sa che non sono ammessi errori e distrazioni.
He was born in San Giuseppe Vesuviano, but, in a transversal way, Naples weaves in and out of his life – a city he now reconstructs through memories, recalling faces, documents, events, and places that have settled in people’s recollections, reappearing with familiarity despite no longer existing. Like the (former) restaurant Dante e Beatrice, once a gathering place for artists and influential figures. It was owned by his uncle Tonino, with his brother Mario assisting in its management. Everything started there, around a table, as the best stories often do, with a cloth rolled out by Donzé, then the owner of the Swiss company Altanus. Was he joking? Was he serious? Mario took it as a challenge. Did he win? Absolutely – before long, he was distributing watches all over Italy and even secured a staggering order.
The path was set, built on a mix of coincidence, necessity, luck, and skill. In short: the Donzés were entrepreneurs without heirs; Mario was an enterprising man and bought the company; Tonino, a generous and selfless brother, financed him. Many puzzle pieces came together to create an inspiring example of entrepreneurship. Today, the international distribution of the Altanus brand (present in 33 countries worldwide) is managed from the headquarters at Tarì in Marcianise while maintaining both the workshops in Geneva and its tradition of craftsmanship. Expanding this vision was Giuseppe – known to friends as Peppe – the CEO of the company, a man who carved out his (large) market share with natural talent and intuition.
Peppe Casillo is living proof that the watchmaking industry is evolving. He has demonstrated that he can do even more! Record-breaking numbers, constantly growing, say it all.
Along the way, there have been many milestones: his marriage to his beloved Nadia, the birth of his children Mario (with an artistic soul) and Luisa (a jewelry designer), and an unbridled passion for speed, intertwined with a love for engines. He has an acute mechanical insight—if you need advice on gears and complications, Peppe is your guy.
Motorsports have been a sort of fulfillment: karting, rally racing, and later, circuit racing, earning numerous awards and recognitions. As for future ones, he prefers to discover them little by little. Boredom doesn’t seem to have a place in his life!
Someone once said, “Chase your passion like it’s the last bus of the night,” and Peppe has pursued his with all his might. Far from being a mere visionary, he is a concrete, decisive, and tenacious individual. He has proven himself as an excellent manager, driver, entrepreneur, designer, and car collector.
“Through education and passion, I am who I am today. And yet, I did everything I could to determine if this was the right path for me, even enrolling in Law School, where I completed my first year with good results, by the way. But nothing. My father’s workshop was a magnet I couldn’t resist. I wouldn’t let go – I knew that was my calling. But my father took a little longer to be convinced. He didn’t want me too involved and assigned me administrative tasks. No way. I’m a creative; I don’t like dealing with numbers, nor am I drawn to office life. Not satisfied, he sent me to Liguria – the worst market! When he saw my success in major negotiations, he felt obliged to give me his blessing, which turned out to be the most encouraging one ever. I could have been satisfied with that moment, but it wouldn’t have been enough for me.”
How do you lead a company of this caliber?
“By respecting those who came before you—that’s the value of family and, at the same time, the identity of our brand and craftsmanship. In the 2000s, Altanus (as both a manufacturer and distributor) was featured on magazine covers worldwide. You have to align your skills with what surrounds you, and if you want to open new horizons, you must dare. You have to create change – that’s the most fun and interesting part – offering something unexpected. This applies even to material choices. An example is the Patch in 2009, a pioneer of the green movement: entirely made of paper, colorful, ultra-light, and waterproof (Minister Moratti hoarded them!). Or by giving meaning to form – our square-shaped watch, the Square, was a resounding success that opened doors worldwide because it was the first ever designed this way. Then, you play with those same lines, soften them, round them, and thus comes another point of pride, the Apogeo, or more compact dimensions like the Icon.”
The range?
“It depends on the concept you want to highlight. We have models with diamonds, solid gold timepieces, steel watches, casual designs…”
Listening to him is a pleasure, but the brief silence before continuing our conversation hints at an unhealed scar, a tragic setback he still cannot name, let alone explain. The pain of not being able to steal even a second more from ‘time’ – something he had mastered like a metronome since childhood – of not being able to add just one instant to change the cruel fate that life had in store. And then, the photo, resting on the shelf among the things closest to his heart, arranged neatly. The desire to speak – or perhaps the duty to remember – his brother Marco, who was also a driver. As a fatalist, he recounts that unfair twist of fate with a smile, his armor – not so easy to carry.
It’s one of those moments that divides life into ‘before’ and ‘after,’ but the ‘after’ has also brought immense joys, above all, the birth of his grandson, Peppe. With the tender pride of a grandfather and visible enthusiasm, he shows me a picture on his phone – a beautiful, radiant child.
As he searches for the photo, I notice the watch on his wrist, worn with the elegance of a true aesthete. It intrigues me.
“It’s the Sculpture,” he explains, “a hand-wound, manually skeletonized piece crafted by our artisans. It has an anti-reflective sapphire crystal and a genuine baby alligator strap…”
I interrupt him – I’m too curious: “Do you really remember every single detail of all your watches?”
“It’s not easy, but I think I do. There are so many, all different. Between men’s and women’s collections, we have about 20 lines with over 200 variations.”
Impressive numbers, indeed, yet he speaks without rhetoric, with a natural empathy. After all, this is his world—a world he has elevated to extraordinary levels.
My final question: After all these years, what have you learned that you’d like to pass on to your children?
“That even when you’re lucky enough to do what you love, you must do it in the best way possible.”
Il progetto è teso a formare nuovi talenti
Rispondendo alla crescente domanda di professionisti in grado di fondere abilità artigianali e digitali, nei primi 4 anni ha coinvolto 59 imprese, 65 scuole in 12 regioni italiane, più di 250 classi e oltre 3500 studenti e a questa nuova edizione, la quarta, hanno aderito altre 26 nuove aziende italiane e 1 brand internazionale. Tra quelli già aderenti (Aurora, Benetti, Bottega Veneta, Brioni, Bvlgari, Davines, Fendi, Ferragamo, Ferrari Trento, Feudi di San Gregorio, Gessi, Gruppo Florence, Gucci, Herno, Hotel Principe di Savoia – Dorchester Collection, Isaia, Lefay Resort & SPA Lago di Garda, Lineapelle, Loro Piana, Masseria San Domenico, Moncler, Poltrona Frau, Pomellato, Porro, Prada, Santoni, Stellantis, Stone Island, Technogym, The Gritti Palace – A Luxury Collection Hotel Venice, Valentino e Zegna) Brioni, Fendi, Gucci, Loro Piana e Zegna hanno intrapreso la partnership con ben tre scuole, Benetti, Buccellati, Bvlgari, Canali, Herno, Lineapelle e Stellantis hanno garantito il loro supporto a due istituti.
Adotta una Scuola, iniziativa di Altagamma in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio della Commissione Europea, valorizza e promuove la formazione dei mestieri manifatturieri del Made in Italy d’eccellenza facendosi ponte virtuoso tra scuole tecnico-professionali, ITS Academy e aziende del lusso.
Tre le aree di intervento: docenza e condivisione delle expertise, attività laboratoriali, di orientamento e visite aziendali e stage/tirocini.
I percorsi formativi sono personalizzati e collaborativi tra istituti e imprese, i programmi didattici progettati insieme.
Le imprese mostrano difficoltà nel reperire il personale ricercato circa nel 50% dei casi, soprattutto per la mancanza di candidati. Secondo lo studio Altagamma-Unioncamere pubblicato nel 2024, il fabbisogno stimato al 2028 di 276.000 persone è in crescita rispetto alla prima stima elaborata nel 2019, quando si prevedevano per i successivi 5 anni 236.000 unità, evidenziando una crescita sul medio periodo.
“Tutelare e promuovere le competenze artigianali è cruciale per le nostre imprese che fanno della manifattura un ingrediente strategico del loro successo. […] Le imprese italiane ricercheranno 276.000 profili tecnico professionali, di cui la metà non sarà reperibile: in parte per la decrescita demografica, ma anche e soprattutto per pregiudizi persistenti e da sfatare. Noi continueremo a lavorare in questa direzione con la quinta edizione di Adotta una Scuola, rafforzando il legame fra i nostri Soci e le scuole dei territori e dei distretti produttivi che, insieme, costruiscono il futuro del nostro Made in Italy”. Ha dichiarato Stefania Lazzaroni, Direttrice Generale di Altagamma
A project is aimed at training new talents
Responding to the growing demand for professionals capable of blending craft and digital skills, in its first 4 years it involved 59 companies, 65 schools in 12 Italian regions, more than 250 classes and more than 3,500 students, and this new edition, the fourth, has been joined by 26 more new Italian companies and 1 international brand. Among those already adhering (Aurora, Benetti, Bottega Veneta, Brioni, Bvlgari, Davines, Fendi, Ferragamo, Ferrari Trento, Feudi di San Gregorio, Gessi, Gruppo Florence, Gucci, Herno, Hotel Principe di Savoia – Dorchester Collection, Isaia, Lefay Resort & SPA Lago di Garda, Lineapelle, Loro Piana, Masseria San Domenico, Moncler, Poltrona Frau, Pomellato, Porro, Prada, Santoni, Stellantis, Stone Island, Technogym, The Gritti Palace – A Luxury Collection Hotel Venice, Valentino and Zegna) Brioni, Fendi, Gucci, Loro Piana and Zegna have entered into partnership with as many as three schools, Benetti, Buccellati, Bvlgari, Canali, Herno, Lineapelle and Stellantis have pledged their support to two institutions.
Adopt a School, an initiative of Altagamma in collaboration with the Ministry of Education and Merit and with the patronage of the European Commission, enhances and promotes the training of the manufacturing trades of Made in Italy excellence by acting as a virtuous bridge between technical-professional schools, ITS Academy and luxury companies.
Three areas of focus: teaching and expertise sharing, workshop activities, orientation and company visits, and internships/internships.
To bridge the gap between the demand and supply of technical and vocational profiles, training paths are customized and collaborative between institutions and enterprises – teaching programs are designed together.
Enterprises show difficulties in finding the sought-after personnel about 50 percent of the time, mainly due to a lack of candidates.
According to the Altagamma-Unioncamere study published in 2024, the estimated need to 2028 of 276,000 people is up from the first estimate prepared in 2019, when 236,000 were expected over the next five years, showing growth over the medium term.
“Protecting and promoting craft skills is crucial for our companies that make manufacturing a strategic ingredient of their success. […] Italian companies will be looking for 276,000 technical-professional profiles, half of which will not be available: partly because of demographic decline, but also and above all because of persistent prejudices that need to be dispelled. We will continue to work in this direction with the fifth edition of Adopt a School, strengthening the link between our Members and the schools in the territories and production districts that, together, build the future of our Made in Italy.” Said Stefania Lazzaroni, Director General of Altagamma
Conoscenza dei materiali e della tradizione artistica: i fondamentali per creare un gioiello
“Preziosi ingredienti: come si progetta un gioiello” è il titolo dell’ultimo workshop che ha avuto come protagonisti gli allievi della Scuola Orafa Galdus. Tenutosi durante il Festival del made in Italy – meeting dedicato alle nuove generazioni, che attraverso speech e laboratori pratici permette di scoprire i segreti dei mestieri artigianali e vivere live un’esperienza immersiva – l’incontro ha offerto ai partecipanti l’opportunità di misurarsi con la creazione di un gioiello, un processo fatto di inventiva, di tecnica e di manualità: un gioiello per il futuro, attraversando, però, regole e canoni della tradizione orafa artigianale. Rossana Ricolfi, orafa, autrice e coordinatrice della filiera orafa in Galdus, ha guidato i partecipanti a misurarsi con bozzetti, tecniche di lavorazione e materiali differenti, prendendo ispirazione dall’opera Orange Peel Brooch, capolavoro della gioielleria contemporanea di Joel Arthur Rosenthal, considerato il Fabergé dei nostri tempi.
Per l’Accademia orafa, la partecipazione alla kermesse ha rappresentato ancora una volta un’importante occasione per valorizzare il talento italiano e la qualità dell’alta oreficeria Made in Italy, che trova proprio nel centro di formazione tecnica una vera e propria officina di talenti, per la formazione degli artisti e degli artigiani di domani. La scuola collabora con nomi dell’alta oreficeria, Pomellato, Mattioli, Cartier, Nove25, Sisti, Fragio e Taroni, e forma gli studenti grazie a un fruttuoso practical training che garantisce ottime performance nell’outlpacement.
Il prossimo Open Day dell’Accademia Orafa Galdus è in programma per mercoledì 9 aprile, dalle 16:30 alle 18:30, presso la nuova sede di Campus Valore Italia – MIND Milano Innovation District, Viale Decumano 40.
Precious ingredients: how to design a piece of jewellery’ is the title of the latest workshop that featured the students of the Galdus Goldsmith School. Held during the ‘Made in Italy’ Festival – a meeting dedicated to the new generations, which through speeches and practical workshops allows them to discover the secrets of the crafts and live an immersive experience – the meeting offered participants the opportunity to measure themselves with the creation of a piece of jewellery, a process made up of inventiveness, technique and manual skill: a piece of jewellery for the future, while going through the rules and canons of the traditional goldsmith’s craft. Rossana Ricolfi, goldsmith, author and co-ordinator of the goldsmith chain at Galdus, guided the participants to measure themselves with sketches, working techniques and different materials, taking inspiration from the work Orange Peel Brooch, a masterpiece of contemporary jewellery by Joel Arthur Rosenthal, considered the Fabergé of our times.
The next Open Day of the Galdus Goldsmiths’ Academy is scheduled for Wednesday 9 April, from 4.30 to 6.30 p.m., at the Campus Valore Italia, MIND Milano Innovation District.
Protagonisti i suoi iconici Octo Finissimo Ultra Tourbillon, a lui il decimo record mondiale negli ultrasottili, e Serpenti Aeterna, il rettile della Maison rivisitato in un’ avanguardistica creazione di gioielleria
“Siamo entusiasti di partecipare per la prima volta a Watches & Wonders, e in particolare di farlo in uno spazio progettato per esprimere appieno il nostro DNA come Maison di gioielleria e orologeria. […] Mentre ci troviamo a celebrare 25 anni di eccezionale innovazione orologiera sotto l’impulso di LVMH e il motto “passione creativa”, riflettiamo sull’innovazione e il savoir faire artigianale che definiscono la nostra visione. Watches & Wonders è il palcoscenico perfetto per mostrare il viaggio iniziato nel 2014, un percorso che ci ha portato a conquistare 10 record mondiali con Octo Finissimo e a svelare il nostro 13° movimento rivoluzionario in soli 11 anni, con Bvlgari Piccolissimo, Bvlgari Micro Tourbillon Lady e Bvlgari Lady.” dichiara Jean-Christophe Babin, CEO di Bvlgari
Nella patria dell’alta orologeria la Maison presenta il suo know how in fatto di precisione svizzera custodito in capolavori di alta gioielleria. Ad accoglierli è uno spazio espositivo immaginato come una ventata di cultura, di eleganza e di creatività tutte italiane e proprie del prestigioso marchio romano. Tra marmi e materiali preziosi, sette vetrine (ispirate a Beyond Time – il volume dedicato alla storia orologiera della Maison) che, proprio come fossero i singoli capitoli del libro, ognuna racconta di una creazione attraverso fotografie d’archivio e presente. Un presente che accende le luci su due importanti novità: l’Octo Finissimo Ultra Tourbillon e il Serpenti Aeterna.
Nella sua sottigliezza da record (lo spessore totale di soli 1,85 mm, il più sottile di sempre) il Bulgari Octo Finissimo Tourbillon – l’orologio e la collezione più premiati del XXI secolo con oltre 60 riconoscimenti internazionali, tra cui il Geneva Watchmaking Grand Prix “Aiguille d’Or” – integra un tourbillon scheletrato, una delle complicazioni più emblematiche dove ogni componente ha il giusto equilibrio tra efficienza ed estetica. La cassa ottagonale di 40 mm di diametro, ispirata ai soffitti a cassettoni della Basilica di Massenzio e Costantino, ospita il calibro tourbillon BVF 900, movimento meccanico a carica manuale che batte a 28.800 vibrazioni all’ora (4 Hz) e offre una riserva di carica di 42 ore.
“L’idea era quella di creare un orologio che racchiudesse tutta la nostra competenza. Non si tratta solo di avere il design più raffinato, ma di ottenere un’esecuzione precisa che raccontasse la storia della serie di Octo Finissimo, rispettando al contempo l’integrità dei suoi codici estetici distintivi. Ogni dettaglio, dagli indici allo scheletro del tourbillon, testimonia il nostro impegno per l’eccellenza“, spiega Fabrizio Buonamassa Stigliani, Direttore Creativo Orologeria Bvlgari
Il segno distintivo dell’Octo Finissimo Ultra Tourbillon è la sua platina in carburo di tungsteno che ospita il movimento meccanico. Lunetta, carrure e anse sono in titanio satinato con microsfere, le due corone planari –ai lati della cassa, a ore 8 per caricare il meccanismo e a ore 3 per regolare l’ora – sono in acciaio inossidabile con finitura a grana circolare, come il cricchetto, decorato con incisioni geometriche. Il quadrante è dotato di lancette delle ore e dei minuti placcate in rodio, posizionate su una superficie in ottone sabbiato con rivestimento DLC antracite.
Il bracciale, integrato in titanio satinato con microsfere, misura appena 1,5 mm di spessore, inclusa la chiusura pieghevole.
“Ogni record è stato un trampolino di lancio. Stabilire un record non significa solo superare limiti, ma ridefinire ciò che è possibile nell’orologeria meccanica. Con ogni sfida, abbiamo dovuto ripensare non solo le tecniche tradizionali, ma anche il modo in cui gli orologi vengono progettati e sviluppati,” spiega Jean-Christophe Babin, CEO di Bvlgari.
Se negli anni ha evoluto la sua forma in Tubogas, Infiniti, Seduttori e Misteriosi, Aeterna supera ulteriormente i limiti. Il corpo è in oro rosa, in oro bianco nella versione di Alta Gioielleria, interamente incastonata con pavé di diamanti. Pietre preziose illuminano il quadrante con pavé a neve e fino all’estremità della coda. Nella versione in oro bianco, gemme sovradimensionate creano un effetto tridimensionale.
Il serpente è disegnato fluido ed essenziale, libero da ogni elemento superfluo: niente occhi, né squame, nessun artificio. Solo la forma più pura del serpente: ipnotica e magnetica, che si avvolge al polso grazie ad un ingegnoso meccanismo di chiusura. Le squame esagonali sono incise sul contorno interno.
“Mi piace adottare un design dallo stile puro e contemporaneo, con pochi elementi decorativi, tracciando linee che parlano il linguaggio dell’eternità. Octo Finissimo è una perfetta espressione di questa ricerca dell’assoluto attraverso la forma, che ora trasforma Serpenti. Bastano pochi tratti per abbozzare il design di Aeterna. Il serpente è distillato nella sua essenza, in una dinamica che gli è propria, affinato nella sua forma più potente…con una modernità visionaria.” dichiara Fabrizio Buonamassa Stigliani, Product Creation Executive Director, Bvlgari
bulgari.com
Starring its iconic Octo Finissimo Ultra Tourbillon, for him the tenth world record in ultrathin, and Serpenti Aeterna, which reinvents the Maison’s iconic reptile into an ‘avant-garde jewelry creation
“We are thrilled to participate in Watches & Wonders for the first time, and particularly to do so in a space designed to fully express our DNA as a jewelry and watchmaking Maison. […] As we stand to celebrate 25 years of exceptional watchmaking innovation under LVMH’s impetus and motto of “creative passion,” we reflect on the innovation and artisanal savoir faire that define our vision. Watches & Wonders is the perfect stage to showcase the journey that began in 2014, a journey that has led us to win 10 world records with Octo Finissimo and unveil our 13th revolutionary movement in just 11 years, with Bvlgari Piccolissimo, Bvlgari Micro Tourbillon Lady and Bvlgari Lady.” says Jean-Christophe Babin, CEO of Bvlgari.
In the homeland of haute horlogerie, the Maison presents its know-how in Swiss precision guarded in masterpieces of fine jewelry. Welcoming them is an exhibition space imagined as a breath of all-Italian culture, elegance and creativity peculiar to the prestigious Roman brand. Among marbles and precious materials, seven showcases (inspired by Beyond Time – the volume dedicated to the watchmaking history of the Maison) that, just as if they were the individual chapters of the book, each one tells about a creation through archival photographs and the present. A present that turns the lights on two important new products: the Octo Finissimo Ultra Tourbillon and the Serpenti Aeterna.
BVLGARI Octo Finissimo Ultra Tourbillon.
In its record-breaking thinness (the total thickness of only 1.85 mm, the thinnest ever), the Bulgari Octo Finissimo Tourbillon-the most awarded watch and collection of the 21st century with more than 60 international awards, including the Geneva Watchmaking Grand Prix “Aiguille d’Or”-integrates a skeleton tourbillon, one of the most emblematic complications where each component has the right balance between efficiency and aesthetics. The 40 mm diameter octagonal case, inspired by the coffered ceilings of the Basilica of Maxentius and Constantine, houses the BVF 900 tourbillon caliber, a hand-wound mechanical movement beating at 28,800 vibrations per hour (4 Hz) and offering a 42-hour power reserve.
“The idea was to create a watch that encapsulated all of our expertise. It’s not just about having the finest design, but about achieving precise execution that tells the story of the Octo Finissimo series, while respecting the integrity of its distinctive aesthetic codes. Every detail, from the hour markers to the skeleton of the tourbillon, testifies to our commitment to excellence,” explains Fabrizio Buonamassa Stigliani, Bvlgari Creative Director Watchmaking
The hallmark of the Octo Finissimo Ultra Tourbillon is its tungsten carbide plate that houses the mechanical movement. The bezel, case middle and lugs are made of satin-finished titanium with microspheres, the two planar crowns -on either side of the case, at 8 o’clock to wind the mechanism and at 3 o’clock to set the time- are made of stainless steel with a circular-grained finish, as is the ratchet, decorated with geometric engravings. The dial has rhodium-plated hour and minute hands set on a sandblasted brass surface with anthracite DLC coating.
The bracelet, integrated in satin-finished titanium with microspheres, measures just 1.5 mm thick, including the folding clasp.
“Every record has been a stepping stone. Setting a record is not just about breaking limits, but redefining what is possible in mechanical watchmaking. With each challenge, we had to rethink not only traditional techniques, but also the way watches are designed and developed,” explains Jean-Christophe Babin, CEO of Bvlgari.
Serpenti Aeterna
If over the years it has evolved its form into Tubogas, Infiniti, Seducers, and Mysterious, Aeterna pushes the boundaries even further. The body is rose gold, white gold in the High Jewel version, entirely set with pavé diamonds. Precious stones illuminate the dial with snow pavé and all the way to the tail end. In the white gold version, oversized gems create a three-dimensional effect.
The snake is drawn fluid and essential, free of all superfluous elements: no eyes, no scales, no artifice. Just the purest form of the snake: hypnotic and magnetic, coiling around the wrist thanks to an ingenious clasp mechanism. Hexagonal scales are engraved on the inner contour.
“Aeterna is more than a watch or a piece of jewelry: it is the supreme expression of Bvlgari’s avant-garde vision. I wanted to capture the DNA of Serpenti, distill it into its essence and project it into the future.” says Fabrizio Buonamassa Stigliani, Bvlgari Creative Director Watchmaking.
“I like to adopt a design with a pure and contemporary style, with few decorative elements, drawing lines that speak the language of eternity. Octo Finissimo is a perfect expression of this quest for the absolute through form, which now transforms Serpenti. It only takes a few strokes to sketch the design of Aeterna. The serpent is distilled into its essence, into a dynamic that is its own, refined into its most powerful form…with a visionary modernity.” says Fabrizio Buonamassa Stigliani, Product Creation Executive Director, Bvlgari
Quando il cibo è anche da indossare
Fu in esposizione a Palazzo Morando – Costume Moda Immagine di Milano, nel 2015, in occasione di Expo, dedicata al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e, dopo dieci anni, si ripropone in veste più contemporanea. La mostra “Gioielli di Gusto. Racconti fantastici tra ornamenti golosi”, allestita presso il Museo del Bijou di Casalmaggiore, è l’incontro tra cibo, drink e fashion in pezzi d’autore storici e nuove creazioni.
La kermesse, promossa dal Comune di Casalmaggiore e dal Museo del Bijou, e con il contributo d Alimentis, è ideata e curata da Mara Cappelletti, storica del gioiello, critica e docente, coordinatore di conferenze e seminari sulla storia del gioiello, che ha spiegato “Il tema food è proposto in maniera ricorrente negli ornamenti. Sia i ‘pezzi’ più preziosi, ma anche i bijoux vintage, quelli contemporanei e quelli della griffe della moda, hanno interpretato nel corso della storia e in modi diversi, il mondo della tavola. Con questa mostra abbiamo voluto esplorare e rappresentare tutti questi ambiti. Grazie all’appassionato lavoro di ricerca svolto, chi visiterà la mostra al Museo del Bijou, si immergerà in una serie di ‘racconti fantastici’, che accomunano il piacere estetico a quello del gusto”.
La mostra si snoda in tre aree:
Il Gusto delle Moda – un percorso tra i designer che si sono ispirati al tema ‘cibo’ per le loro creazioni.
Il Gusto Contemporary – una collezione di pezzi unici o piccolissime serie, tra questi i gioielli di Lucilla Giovanninetti, Angela Simone, Barbara Uderzo e Eleonora Ghilardi.
Il Gusto Vintage – bijoux dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Novanta del Novecento, con pezzi dei grandi bigiottieri internazionali come Trifari e italiani come Ornella Bijoux e Sharra Pagano, compresi i bijoux “golosi” della collezione del Museo.
Aperta al pubblico dal 12 aprile al 28 settembre 2025
““Gioielli di Gusto. Racconti fantastici tra ornamenti golosi”” on display at the Bijou Museum
When food is also to be worn
It was on display at Palazzo Morando – Costume Moda Immagine in Milan in 2015 on the occasion of Expo dedicated to the theme “Feeding the Planet, Energy for Life” and, after ten years, it is back in a more contemporary guise. The exhibition “Gioielli di Gusto. Racconti fantastici tra ornamenti golosi” set up at the Bijou Museum in Casalmaggiore, is the meeting of food, drink and fashion, between historical signature pieces and new creations.
The event, promoted by the Municipality of Casalmaggiore and the Bijou Museum, and with the contribution of Alimentis, is conceived curated by Mara Cappelletti, a jewelry historian and critic as well as lecturer, coordinator of conferences and seminars on the history of jewelry, who explained “The food theme is recurrently proposed in ornaments. Both the most precious ‘pieces,’ but also vintage, contemporary and fashion designer bijoux have interpreted throughout history and in different ways, the world of the table. With this exhibition we wanted to explore and represent all these areas. Thanks to the passionate research work carried out, those who visit the exhibition at the Bijou Museum will immerse themselves in a series of ‘fantastic tales’ that unite aesthetic pleasure and taste.”
In due semestri, agli studenti una visione completa della catena del valore del lusso
Lusso/eccellenza una combine che conquista anche le nuove generazioni, motivo per cui va tutelata e innovata. Per farlo occorrono nuovi leader la cui formazione necessita di percorsi accademici strettamente legati ai protagonisti dell’industria per essere in linea con le aspettative dei recruiter e le sfide del settore. In merito, l’International Master in Luxury Management (IMLUX), programma di double degree di POLIMI Graduate School of Management e NEOMA Business School, annuncia nuove importanti partnership perché attraverso esperienze educative trasformative e il confronto con esperti appassionati, gli studenti acquisiscano una visione integrata della catena del valore del lusso, dal design e dalla produzione alla comunicazione e alla distribuzione:
Louis Vuitton – marchio di punta del gruppo LVMH, entra a far parte dell’International Master in Luxury Management come partner. Durante il semestre in Francia, gli studenti parteciperanno a masterclass, lavoreranno su un case study e visiteranno gli atelier della Maison. “Siamo lieti di collaborare con l’International Master in Luxury Management“, afferma Sarah Bourouba, Partnership Academic & Campus Engagement di Louis Vuitton. “In un settore esigente come il lusso, la trasmissione del know-how è fondamentale. L’innovazione continua, che è il cuore pulsante della nostra Maison, ci impone di rimanere vicini ai talenti di domani, condividendo con loro le sfide contemporanee del nostro marchio.”
Bulgari – icona di innovazione e patrimonio romano. “Collaborando con l’International Master in Luxury Management, vogliamo offrire agli studenti un’opportunità significativa per scoprire l’artigianalità italiana e l’essenza dell’industria del lusso, ispirandoli con il nostro know-how distintivo, i nostri codici estetici e i nostri valori“, afferma Laura Burdese, Deputy CEO di Bvlgari.
Ferrari – dal 1947 coniuga tradizione e modernità, rendendola un partner naturale per questo programma. “Così come il nostro marchio ha sempre investito nella ricerca e nello sviluppo, siamo altrettanto impegnati nella formazione della prossima generazione di talenti. La nostra collaborazione con l’International Master in Luxury Management mira a ispirare gli studenti nell’affrontare le sfide del settore del lusso, preparando loro a diventarne parte integrante“, afferma Dennis de Munck, Head of University Partnerships di Ferrari S.p.A.
La durata è di 15-18 mesi, interamente erogato in inglese e suddiviso in due semestri: il primo a Milano, il secondo a Reims.
Nell’ambito della partnership, gli studenti affronteranno una sfida speciale, e i gruppi vincitori avranno l’opportunità esclusiva di visitare il rinomato Museo Ferrari e la storica fabbrica di Maranello.
Per il semestre in Italia, gli studenti avranno l’opportunità di immergersi nell’universo Bvlgari attraverso un progetto finale e altre iniziative dedicate, esplorando da vicino l’eredità e l’innovazione del marchio.
In ottobre, durante l’evento di apertura del programma, gli studenti di IMLUX hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con esperti Louis Vuitton in merchandising di collezione e sostenibilità, esplorando le tematiche più attuali del settore.
“Crediamo fermamente che per formare studenti pronti a ricoprire ruoli strategici nel settore del lusso sia necessario offrire loro un’esperienza di apprendimento ottimale, che combini approfondimenti accademici avanzati con il contributo diretto dei protagonisti dell’industria“, afferma Fabrizio Maria Pini Direttore del programma per POLIMI GSoM che aggiunge “Spinte da una domanda globale in continua espansione, le grandi maison del lusso sono costantemente alla ricerca di nuovi talenti in ambiti quali il design, il marketing digitale, le relazioni con i clienti e la gestione della supply chain“.
“Allo stesso tempo, le giovani generazioni sono entusiaste di entrare in questo settore audace e creativo, noto per la sua capacità di innovare e il profondo rispetto per la tradizione“, le parole di Tanja Bozic, Direttrice del programma per NEOMA, “L’aggiunta di queste collaborazioni esclusive arricchisce in modo significativo il percorso formativo dei nostri studenti, unendo teoria e pratica per sviluppare competenze essenziali su misura per le esigenze del mercato del lusso“. Delphine Manceau, Dean di NEOMA Business School ha sottolineato “Questa collaborazione strategica consente ai nostri studenti di immergersi nell’eccellenza accademica e professionale dei settori del lusso, preparandoli anche ad affrontare le sfide contemporanee, in particolare la Corporate Social Responsibility (CSR), che sta diventando una leva chiave per il futuro del settore“.
“I nostri studenti vivono un’esperienza immersiva nell’eccellenza imprenditoriale francese e italiana, sfruttando la combinazione unica di competenze e il prestigio internazionale delle nostre due istituzioni” ha invece concluso Federico Frattini, Dean di POLIMI GSoM
Nonostante le incertezze economiche, per l’industria del lusso il fatturato globale è previsto in crescita del 2-4% nel 2024, raggiungendo circa 305 miliardi di euro.
To meet real challenges, the program provides students with a comprehensive view of the luxury value chain, from design to production to communication and distribution
Luxury/excellence a combine that also wins over new generations, which is why it must be protected and innovated. This requires new leaders whose training must follow academic paths closely linked to industry players for a preparation perfectly in line with recruiter expectations and industry challenges. In this regard, the International Master’s in Luxury Management (IMLUX), a double degree program of POLIMI Graduate School of Management lasting 15-18 months entirely delivered in English, divided into two semesters-the first in Milan, the second in Reims-and NEOMA Business School, announces important new partnerships so that through transformative educational experiences and confrontation with passionate experts, students acquire an integrated vision of the luxury value chain, from design and production to communication and distribution.
Louis Vuitton: flagship brand of the LVMH group, joins the International Master’s in Luxury Management as a partner. During the semester in France, students will participate in master classes, work on a case study and visit the Maison’s ateliers. “We are delighted to partner with the International Master in Luxury Management,” says Sarah Bourouba, Partnership Academic & Campus Engagement at Louis Vuitton. “In an industry as demanding as luxury, the transmission of know-how is crucial. Continuous innovation, which is the beating heart of our ‘Maison,’ requires us to remain close to the talents of tomorrow, sharing with them the contemporary challenges of our brand.”
Bulgari: icon of innovation and Roman heritage. “By collaborating with the International Master in Luxury Management, we want to offer students a meaningful opportunity to discover Italian craftsmanship and the essence of the luxury industry, inspiring them with our distinctive know-how, aesthetic codes and values,” says Laura Burdese, Deputy CEO of Bvlgari.
Ferrari: Combining Tradition and Modernity since 1947, making it a natural partner for this program. “Just as our brand has always invested in research and development, we are equally committed to training the next generation of talent. Our partnership with the International Master in Luxury Management aims to inspire students in facing the challenges of the luxury industry, preparing them to become an integral part of it,” says Dennis de Munck, Head of University Partnerships at Ferrari S.p.A.
As part of this partnership, students will face a special challenge, and the winning groups will have the exclusive opportunity to visit the renowned Ferrari Museum and the historic Maranello factory.
During the semester in Italy, students will have the opportunity to immerse themselves in the Bvlgari universe through a final project and other dedicated initiatives, exploring the brand’s heritage and innovation up close
In October, during the program’s opening event, IMLUX students had the opportunity to engage with Louis Vuitton experts in collectible merchandising and sustainability, exploring the most current issues in the industry.
“We firmly believe that in order to train students ready for strategic roles in the luxury industry, it is necessary to provide them with an optimal learning experience that combines advanced academic insights with direct input from industry players,” says Fabrizio Maria Pini Program Director for POLIMI GSoM who adds, “Driven by ever-expanding global demand, the major luxury fashion houses are constantly looking for new talent in areas such as design, digital marketing, customer relations and supply chain management.”
“At the same time, the younger generation is excited to enter this bold and creative industry, known for its ability to innovate and deep respect for tradition,” the words of Tanja Bozic, Program Director for NEOMA who says “The addition of these exclusive collaborations significantly enriches our students’ education, combining theory and practice to develop essential skills tailored to the needs of the luxury market. Students will be involved in hands-on projects alongside internationally renowned professionals, consolidating both their expertise and their network in the industry, “Despite economic uncertainties, global revenues for the luxury industry are expected to grow by 2-4 percent in 2024, reaching about €305 billion.
Delphine Manceau, Dean of NEOMA Business School emphasized, “This strategic partnership allows our students to immerse themselves in the academic and professional excellence of the luxury sectors, while also preparing them to address contemporary challenges, particularly Corporate Social Responsibility (CSR), which is becoming a key lever for the future of the industry.”
“Our students have an immersive experience in French and Italian business excellence, taking advantage of the unique combination of expertise and international prestige of our two institutions,” concluded instead Federico Frattini, Dean of POLIMI GSoM
Nell’intervista esclusiva rilasciata a Prezisoa Magazine, Rapaport ci spiega che il “Il mondo sta andando verso un cambiamento radicale e le condizioni economiche influenzeranno di certo anche l’industria del diamante”
Ad affermarlo è Martin Rapaport, fondatore di Rapaport Group e fervente sostenitore del Kimberley Process Certification Scheme. Iniziò la carriera nel 1975 come apprendista intagliatore di diamanti, ad Anversa per trasferirsi nel ’78 a New York, dove fondò il Rapaport diamond report: un sito web che quotidianamente pubblica la quotazione dei diamanti per gioielleria. È Mr. Rapaport in persona a definire, in una dettagliata intervista, i contorni netti della sua analisi di mercato e la previsione per il 2025 per quella che definisce “industria dei diamanti”.
“In un periodo storico in cui l’incertezza domina i mercati (tra dazi e guerre) e la popolazione, sempre più, si divide tra consumatore del lusso e consumatore “cheap”, l’industria dei diamanti deve fare i conti con le tariffe: il tema più sfidante per il 2025. I diamanti naturali hanno un prezzo che oggi è molto alto mentre quelli Lab grown sono molto poco costosi. Al di là di questo, non so in che modo le politiche del Presidente Trump influiranno, ma di certo serviranno ad aumentare la manifattura interna degli USA. Urge, senza dubbio, che gli Stati interessati dai dazi, vadano ad un tavolo di negoziazione con l’America perché la bilancia del commercio è molto delicata in questo momento, ancor più se guardiamo alla Cina”.
◗ Cosa accadrà nel 2025?
“Ci sarà la rinascita dei diamanti naturali, perché i diamanti sintetici diventeranno troppo economici per la classe benestante, che tornerà alla vita “normale”. E mi aspetto che i prezzi dei diamanti naturali aumenteranno un po’. È una specie di ciclo “psicologico”: nel lusso, quando i prezzi salgono la domanda cresce e viceversa. Quindi prevedo che i prezzi dei diamanti sintetici faranno il loro corso nella misura in cui anche i loro prezzi al consumo scenderanno in modo significativo. E penso che man mano che il business dei diamanti naturali si riprenderà perché il diamante sintetico sta perdendo di appeal”.
Martin Rapaport
◗ Sotto il profilo generale dell’andamento cosa ci dobbiamo aspettare?
“Ci sono numerosi problemi oltre alle tariffe, relativi ai bilanci finanziari di alcune grandi compagnie ma anche alla pressione sulle società minerarie. Fino ad ora c’è stata dimostrazione di grande resilienza del comparto nell’affrontare i problemi. Non escludo che ci sarà una ripresa dell’attività entro il prossimo Natale e questo porterà ad una ancor più netta separazione tra chi sceglierà i diamanti naturali e chi quelli sintetici. Categorie di diamanti che affrontano e subiscono la concorrenza dei lab grown, subiranno molta pressione”.
◗ Il riferimento va soprattutto al mercato americano che è diviso a metà con una preferenza verso i Lab grown, soprattutto quando si guarda agli anelli di fidanzamento o simili.
“Consumatori e rivenditori del lusso sono il pubblico dei diamanti naturali” afferma.
◗ E per quanto riguarda la tipologia di clientela?
“Negli USA, con i figli del “baby boomer” abbiamo assistito al più grande trasferimento di ricchezza ereditata nella storia dell’umanità. Parliamo di 124 trilioni di dollari, ed eravamo negli anni ‘50. Ora, stiamo verificando un trasferimento molto simile, verso la Generazione X e la Generazione Z: stiamo parlando di 30 trilioni sulla prima e 3 trilioni sull’altra. Denaro che andrà (in eredità) a persone che sono cresciute con un tenore di vita e un potere di spesa alti: la maggior parte di queste persone è andata al college, ha un buon lavoro e guarda a quell’eredità che gli darà modo di acquistare beni di lusso e prodotti di gioielleria, diamanti naturali, ecc… riconquisteranno loro quella fetta di mercato. Noi, produttori e venditori dovremo concentrarci molto anche sul cambiamento di usi e costumi e sulle strategie di marketing per ottenere la tua giusta quota”.
This statement comes from Martin Rapaport, founder of the Rapaport Group and a strong supporter of the Kimberley Process Certification Scheme. He began his career in 1975 as an apprentice diamond cutter in Antwerp before moving to New York in 1978, where he founded the Rapaport Diamond Report – a website that publishes daily diamond pricing for the jewelry market. In a detailed interview, Mr. Rapaport himself outlines the sharp contours of his market analysis and his 2025 forecast for what he calls the “diamond industry.
“In a historical period where uncertainty dominates the markets (amid tariffs and wars), and the population is increasingly divided between luxury consumers and ‘cheap’ consumers, the diamond industry must reckon with tariffs – one of the most challenging issues for 2025. Natural diamonds are currently very expensive, while lab-grown diamonds are much more affordable. Beyond that, I don’t know exactly how President Trump’s policies will impact the market, but they will certainly boost domestic manufacturing in the U.S. It is crucial that the countries affected by these tariffs sit at the negotiation table with America, as the trade balance is very delicate at this moment, especially when we consider China.”
What will happen in 2025?
“We will see a resurgence of natural diamonds because synthetic diamonds will become too cheap for the wealthy class, which will return to ‘normal’ life. I also expect that natural diamond prices will rise slightly. It’s a kind of psychological cycle: in the luxury market, when prices go up, demand increases, and vice versa. So, I predict that synthetic diamond prices will follow their course, with their consumer prices dropping significantly. And I believe that as the natural diamond business recovers, synthetic diamonds will lose their appeal.”
What should we expect in terms of overall market trends?
“There are numerous issues beyond tariffs, including financial concerns for some major companies and pressures on mining firms. So far, the sector has demonstrated strong resilience in facing these challenges. I wouldn’t rule out a market rebound by next Christmas, which will further sharpen the divide between those who choose natural diamonds and those who opt for synthetics. Diamond categories that compete with lab-grown diamonds will face significant pressure.”
The main reference is the U.S. market, which is currently split, with a preference for lab-grown diamonds, particularly for engagement rings and similar jewelry.
“Luxury consumers and retailers are the natural diamond audience,” he states.
What about the customer demographics?
“In the U.S., with the children of the ‘baby boomers,’ we witnessed the largest transfer of inherited wealth in human history-$124 trillion in the 1950s. Now, we are seeing a very similar transfer to Generation X and Generation Z: $30 trillion for the former and $3 trillion for the latter. This money will be inherited by individuals who have grown up with a high standard of living and significant purchasing power. Most of them have attended college, have well-paying jobs, and see their inheritance as an opportunity to buy luxury goods and jewelry. Natural diamonds will reclaim that segment of the market. As producers and sellers, we must also focus heavily on changing consumer behaviors and marketing strategies to secure our fair share.”