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LE USCITE DELLA SETTIMANA (3 - 9 APRILE) 2 Apr 10:06 PM (12 hours ago)



Un film di David Cronenberg è sempre un evento, anche se il grande maestro dell'horror ultimamente (a mio modestissimo parere) sembra aver perso parecchio lo smalto dei tempi migliori. Ma la speranza di un "colpo di coda" c'è sempre e questo The Shrouds, manco a dirlo, sembra raccogliere tutto il suo cinema per tematiche e stile. Staremo a vedere. Vedremo anche come se la caverà la neo-regista Greta Scarano nel suo esordio con La vita da grandi, dove si parla di un tema difficile quale l'autismo, e vedremo pure l'ex bombastica Pamela Anderson in The Last Showgirl di Gia Coppola, con cui si dice abbia perfino sfiorato la candidatura all'Oscar...


THE SHROUDS
(di David Cronenberg, Canada 2024)
Karsh (Vincent Cassel) è un facoltoso industriale, vedovo ormai da quattro anni, che ha inventato uno speciale software capace di far vedere in tempo reale come i corpi dei cari estinti si decompongono nelle loro bare. Una notte, però, molte tombe vengono profanate da ignoti, tra le quali quella della vedova di Karsh... Cronenberg torna alla regìa raccontando le sue ossessioni di sempre (il corpo, la mente, la tecnologia), aggiungendo però una seria riflessione sulla morte e sul ricordo. Con (anche Diane Kruger e Guy Pearce.
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LA VITA DA GRANDI
(di Greta Scarano, Italia 2025)
Per il suo debutto alla regìa, Greta Scarano si affida a una storia di fratellanza, amore e autismo: la trentenne Irene (Matilda De Angelis) si vede costretta a tornare a Rimini per assistere il fratello maggiore Omar (Yuri Tuci), affetto da autismo e desideroso di essere autonomo. Dopo le iniziali, ovvie incomprensioni, entrambi impareranno molto l'uno dall'altra. Tratto dal romanzo "Mia sorella mi rompe le balle", di Damiano e Margherita Tercon.
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THE LAST SHOWGIRL
(di Gia Coppola, USA 2024)
Terzo film da regista per la nipotina d'arte Gia Coppola, con il quale Pamela Anderson ha sfiorato la nomination all'Oscar. La Anderson interpreta Shelley, una ballerina sul viale del tramonto che si vede cancellare lo spettacolo in cui presenziava da trent'anni. Sarà l'occasione per riprendere in mano la propria vita e il rapporto con la figlia. Nel cast anche Dave Bautista e Jamie Lee Curtis.
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GUGLIELMO TELL
(di Nick Hamm, GB 2025)
Filmone action dedicato al celebre eroe nazionale svizzero, interpretato da Claes Bang. Stile un po' da fiction ma confezione extralusso. Tra gli interpreti anche Ben Kingsley, Jonathan Pryce e la bellissima Golshifteh Farahani.
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L'ULTIMA SFIDA
(di Antonio Silvestre, Italia 2025)
Ancora un film sul calcio, questa volta visto dalla parte del capitano della squadra, Massimo De Core (Gilles Rocca), arrivato ormai a fine carriera senza aver mai vinto niente di importante. Ma proprio nella sua ultima stagione avrà la possibilità di riscattarsi... Con (anche) Michela Quattrociocche, Giorgio Colangeli, Ivan Franek e Chiara Iezzi.
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MINECRAFT
(di Jared Hess, USA 2025)
Ennesimo, popolarissimo videogame trasformato in un film live-action. Distribuisce Warner Bros. Con Jason Momoa, Emma Myers, Jack Black.
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LUMIÈRE, L'AVVENTURA DEL CINEMA
(di Thierry Fremaux, Francia 2024)
Cento opere restaurate, molte introvabili, dei fratelli Lumière, che il curatore del Festival di Cannes Thierry Fremaux ha voluto riunire insieme per riscoprire le origini del cinema. Emozionante e lodevole operazione.
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ESCONO ANCHE :

A SON IMAGE (di Thierry De Peretti, Francia 2025)
IL CRITICO, CRIMINI TRA LE RIGHE (di Anand Tucker, GB 2023)
TU QUOQUE (di Gianni Quinto, Italia 2025) 
APRIL COME SHE WILL (di Tomokazu Yamada, Giappone 2025)
YOUR EYES TELL (di Takahiro Miki, Giappone 2020)
IL COMPLOTTISTA (di Valerio Ferrara, Italia 2024)


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BOX OFFICE (27 - 30 MARZO 2025) 31 Mar 4:36 AM (3 days ago)

Biancaneve continua a guidare il box office settimanale, ma gli incassi già si dimezzano rispetto a otto giorni fa: non si può certo dire che il nuovo live-action Disney abbia incontrato i gusti del pubblico italiano (così come un po' in tutto il mondo): per ora il totale al botteghino è di 6 milioni euro, di gran lunga inferiore rispetto alle attese per questo tipo di prodotti (i 22 milioni di Mufasa, giusto per esemplificare, sono lontani anni luce). Ci fa molto piacere invece il secondo posto (e i relativi 800mila euro) per Le Assaggiatrici di Silvio Soldini, regista schivo e "difficile" ma di grande talento, che invece stacca un'ottima media/schermo e un generale apprezzamento del pubblico. Nel frattempo, con i 580mila euro portati a casa nel weekend, Follemente diventa il film italiano più visto della stagione (veleggia verso i 17 milioni) superando sul filo di lana Diamanti di Ferzan Ozpetek.


1 - BIANCANEVE (di Marc Webb, USA 2025) - Disney
Incasso weekend:       1.507.531 € (609 sale)
Incasso totale:        5.967.629 
Media per sala:            2.475 €

2 - LE ASSAGGIATRICI (di Silvio Soldini, Italia 2025) - Vision
Incasso weekend:          792.378 € (385 sale)
Incasso totale            804.322 
Media per sala:             2.058 

3 - FOLLEMENTE (di Paolo Genovese, Italia 2025) - 01 Distr.
Incasso weekend:          580.901 € (403 sale)
Incasso totale         16.639.810 
Media per sala:             1.441 

4 - THE MONKEY (di Oz Perkins, USA 2025) - Eagle
Incasso weekend:          267.271 (259 sale)
Incasso totale:           889.509 €
Media per sala:             1.031 €

5 - E POI SI VEDE (di Giovanni Calvaruso, Italia 2025) - Warner Bros.
Incasso weekend:          237.756  (310 sale)
Incasso totale:           237.756 €
Media per sala:               766 

6 - LA CITTA' PROIBITA (di Gabriele Mainetti, Italia 2025) - Piper Film
Incasso weekend:          206.186  (263 sale)
Incasso totale:         1.432.712 
Media per sala:               784 

7 - NONOSTANTE (di Valerio Mastandrea, Italia 2025) - BIM
Incasso weekend:          188.948 € (87 sale)
Incasso totale:           249.661 €
Media per sala:             2.171 €

8 - MR. MORFINA (di Dan Berk, USA 2025) - Eagle 
Incasso weekend:          180.517 € (231 sale)
Incasso totale:           180.517 
Media per sala:               781 €

9 - MICKEY 17 (di Bong Joon-ho, USA 2025) - Warner Bros.
Incasso weekend:          127.152  (157 sale)
Incasso totale:         2.543.669 
Media per sala:               809 

10- U.S. PALMESE (dei Manetti Bros. Italia 2025) - 01 Distr.
Incasso weekend           114.511  (241 sale) 
Incasso totale:           497.747 €
Media per sala:               475 



CLASSIFICA ASSOLUTA STAGIONE 2024 - 2025

1 -  MUFASA                          USA  DISNEY       22.233.227 €
2 -  OCEANIA 2                       USA  DISNEY       21.296.024 €
3 -  DEADPOOL & WOLVERINE            USA  DISNEY       18.074.350 € *
4 -  CATTIVISSIMO ME 4               USA  UNIVERSAL    17.699.130 €
5 -  FOLLEMENTE                      ITA  01 DISTR.    16.639.810 €
6 -  DIAMANTI                        ITA  VISION       16.092.610 €
7 -  IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA   ITA  EAGLE         9.936.152 €
8 -  IO SONO LA FINE DEL MONDO       ITA  VISION        9.723.310 €
9 -  IL GLADIATORE II                USA  EAGLE         9.616.502 €
10 - IO E TE DOBBIAMO PARLARE        ITA  01 DISTR.     9.479.441 € 

* incasso aggregato 2023/2024

fonte: Cinetel


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FANTOZZI 50 28 Mar 4:21 AM (6 days ago)



Fa impressione pensare che Fantozzi "compia" cinquant'anni. Sembra impossibile, perchè Fantozzi in tutti questi anni è cresciuto con noi, come un vecchio amico (o meglio, come un collega d'ufficio... visto l'argomento), facendoci credere che ci fosse sempre stato. Una di quelle figure familiari, che vorremmo dire non invecchiano mai e che invece, dopo cinquant'anni (e dopo una fresca visione al cinema, proprio ieri sera) ci fanno prendere inesorabilmente coscienza del tempo che passa.


titolo originale: FANTOZZI (ITALIA, 1975)
regia: LUCIANO SALCE
sceneggiatura: LEONARDO BENVENUTI, PIERO DE BERNARDI, LUCIANO SALCE, PAOLO VILLAGGIO
cast: PAOLO VILLAGGIO, LIU' BOSISIO, PLINIO FERNANDO, ANNA MAZZAMAURO, GIGI REDER, GIUSEPPE ANATRELLI
durata: 108 minuti


Il ragionier Ugo Fantozzi, umile impiegato, viene ritrovato dopo diciotto giorni nei gabinetti ormai murati della Megaditta, e solo grazie a una "rispettosa" segnalazione della moglie Pina. Da quel momento una serie di sketch ci fanno conoscere il suo mondo, la sua vita famigliare e tutte le sue frustrazioni...



Quando, il 27 marzo del 1975, Fantozzi faceva il suo debutto in sala, forse nemmeno il suo creatore Paolo Villaggio aveva idea di quanto questo personaggio sarebbe poi entrato nell'immaginario collettivo di ognuno di noi e di una nazione intera, testimone consapevole di un' Italia miserevole, degradata, che difatti dapprima lo respinse in toto (fu stroncato quasi unanimemente dalla critica) per poi rivalutarlo molto tempo dopo, quando la frittata era fatta e il (nostro) destino si era compiuto. Ed è per questo che, rivisto oggi, Fantozzi è tanto geniale quanto agghiacciante... 

Fantozzi 
è un film "epocale", nel senso letterale del termine: un film che ha segnato un momento storico, delineando un personaggio che, finchè è stato possibile, ha incarnato un modo di essere e una condizione sociale che oggi non esiste più. Fateci caso, per decenni abbiamo riso e (de)riso una figura che rappresentava quanto di peggio potessimo immaginare e desiderare a livello lavorativo e umano: il travet, l'umile impiegato grigio e sottomesso, esponente-tipo del famigerato "ceto medio", colui che ha un posto fisso, le ferie pagate, la malattia, la casa di proprietà, la macchina... eppure, visto oggi, nell'epoca della precarietà e dell'incertezza, Fantozzi appare quasi un privilegiato, un modello da seguire.

Per questo l'ho trovato agghiacciante rivedendolo per la milionesima volta, seppure in una splendida copia restaurata dalla benemerita Cineteca di Bologna: perchè l'ho guardato con occhi diversi, da adulto, o forse da "vecchio", rendendomi conto che non è Fantozzi ad essere invecchiato ma, al contrario, siamo noi che in tutti questi anni ci siamo lasciati sfuggire l'occasione per diventare migliori, per costruire un futuro che poteva e doveva essere diverso. Cinquant'anni fa ridevamo di Fantozzi per scacciare le nostre paure, nella speranza di esorcizzare quello che mai avremmo voluto che succedesse a noi. Fantozzi era l'emblema dell'italiano-tipo, disposto a tutti i compromessi, pronto ad ingoiare ogni boccone amaro pur di sopravvivere, per restare a galla. E forse non è un caso che il primo Fantozzi esca proprio nel 1975, cioè lo stesso anno di Amici miei (metafora - ben più feroce - del disagio inconsapevole di un paese che si apprestava ad entrare negli infausti anni '80) e appena una anno prima di Pasqualino Settebellezze della Wertmuller, altro personaggio a suo modo mutevole e trasformista, nell'accezione peggiore del termine...

E invece adesso ci accorgiamo che, tutto sommato, Fantozzi era molto più "umano" ed intellettualmente onesto di quanto ci sembrava: era un disadattato sociale, un uomo imbelle e rassegnato all'umiliazione, eppure profondamente genuino e puro, capace di voler bene alla sua famiglia e restare fedele alla sua compagna: mai, in nessuno dei dieci film, Fantozzi tradirà davvero la moglie con la signorina Silvani, consapevole dei sacrifici fatti dalla consorte per renderlo felice, così come non rinuncerà comunque ad esprimere le proprie opinioni (celebre quella sulla Corazzata Potemkin, nel Secondo Tragico Fantozzi), col rischio di finire nell'acquario della Megaditta, e nemmeno si tirerà indietro al momento di condividere i surreali hobby del collega Filini. ben più allucinato di lui...

Fantozzi è una maschera tragica del nostro cinema, a vederlo ora trasmette, personalmente, solo grande amarezza. E' allo stesso tempo vittima e carnefice di una società svuotata di ogni barlume di sensibilità e coscienza: ogni suo gesto, ogni sua azione, si rivelano solo tentativi di raggiungere una felicità impossibile, o quantomeno di sentirsi accettato in un mondo dominato dalla vacuità dei rapporti e dal consumismo imperante. E', a suo modo, il simbolo del crollo dell' "italian dream".

Dal punto di vista strettamente cinefilo, Fantozzi è un film di assoluto valore, capace non a caso di aver fatto da capostipite a una delle saghe comiche più amate dal nostro pubblico, influenzando perfino il modo di parlare e comunicare (pensiamo all'aggettivo "fantozziano", ormai di uso comune, oppure a certe espressioni tipiche quali com'è umano lei, salivazione azzerata, spigato siberiano'..).  Paolo Villaggio, dal canto suo, è stato abilissimo e capace nell'impersonare il suo ruolo della vita, ma gran merito del successo del film va anche alla straordinaria professionalità dei numerosi personaggi di contorno, così ben caratterizzati da risultare poi veri e propri protagonisti: difficilmente avremmo avuto Fantozzi senza Gigi Reder (il ragionier Filini), Anna Mazzamauro (la signorina Silvani), Liù Bosisio e Milena Vukotic (le "signore" Fantozzi), Plinio Fernando (la bruttissima figlia Mariangela) e Giuseppe Anatrelli (il subdolo geometra Calboni). Figure indelebili di un cinema (e un mondo) che non c'è più.    

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LE USCITE DELLA SETTIMANA (27 MARZO - 2 APRILE) 26 Mar 11:06 PM (7 days ago)



Settimana "fiacca"e priva di uscite importanti, al netto di un paio di pellicole di casa nostra: sono Le Assaggiatrici, gradito ritorno dietro la macchina da presa di Silvio Soldini, e Nonostante, opera seconda da regista di Valerio Mastandrea già passata all'ultima Mostra di Venezia. Non mi stupirei però se il titolo più gettonato del weekend fosse la riedizione del "mitico" Fantozzi di Luciano Salce, che festeggia i 50 anni dall'uscita al cinema con un nostalgico ritorno in sala (ne parleremo prestissimo...)



LE ASSAGGIATRICI
(di Silvio Soldini, Italia 2025)
La storia di Rosa Sauer (Elisa Schlott), che insieme ad altre sei compagne fu costretta per anni ad assaggiare il cibo di Adolf Hitler per verificare che non fosse avvelenato. Tratto dal romanzo omonimo di Rosella Postorino, il  primo film "in costume" di Silvio Soldini prova a far luce su una pagina poco conosciuta della storia, oltre a gettare uno sguardo inedito sul nazismo.
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NONOSTANTE
(di Valerio Mastandrea, Italia 2024)
Un uomo (Valerio Mastandrea) è ricoverato in coma all'ospedale, ma la sua anima si aggira tranquilla tra i reparti. Almeno fino a quando un giorno una nuova paziente (Dolores Fonzi) destabilizza la sua apparente routine... l'opera seconda da regista di Valerio Mastandrea è un film surreale e personale, che affronta con ironia e garbo l'atavica paura della morte.
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E POI SI VEDE
(di Giovanni Calvaruso, Italia 2025)
Film che segna il debutto al cinema de I Sansoni, il duo comico siciliano composto dai fratelli Fabrizio e Federico Sansone che, come tanti, da anni spopolano sui social network con milioni di visualizzazioni. Il passaggio all'ultimo Festival di Sanremo, poi, ha accresciuto esponenzialmente la loro notorietà. Instant-movie o l'inizio di una nuova carriera? Il responso al box office.
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HOLLAND
(di Mimi Cave, USA 2025)
Un'insegnante di una piccola città del Midwest (Nicole Kidman) sospetta che il marito (Gael Garcia Bernal) conduca una doppia vita malgrado un comportamento apparentemente irreprensibile. Thriller psicologico dal cast di lusso, diretto dalla regista di Fresh.
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SONS
(di Gustav Moeller, Danimarca 2024)
Dal regista del bellissimo The Guilty, un serrato thriller tutto ambientato dietro le sbarre di una prigione. Una guardia carceraria svolge con diligenza estrema il suo lavoro, almeno fino a quando non arriva un nuovo detenuto, che poi è l'assassino di suo figlio...
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OPUS
(di Mark Anthony Green, USA 2025)
Un famoso cantante, ormai a riposo da anni, trova l'ispirazione per un nuovo album. Ma oltre a scrivere le canzoni dovrà fare i conti anche con la ritrovata notorietà, e soprattutto con l'esuberanza dei suoi vecchi fan... thriller orrorifico firmato A24, che segna il debutto del regista Mark Anthony Green.
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IL BAMBINO DI CRISTALLO
(di Jon Gunn, USA 2024)
Austin, tredici anni, è affatto da una terribile malattia genetica che fa sì che le sue ossa possano rompersi con facilità estrema. Difatti alla sua età ha già collezionato 27 fratture. Ma lui non se ne cura e vive la sua vita con esuberanza e spensieratezza, supportato anche dalla sua bella famiglia. Un film sulla disabilità speriamo non retorico e per tutti i palati, impreziosito dalla notevole prova del suo protagonista, Zachary Levi.
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PINO
(di Francesco Lettieri, Italia 2025)
A settant'anni dalla nascita, un documentario intimo e toccante sulla figura del grande Pino Daniele, poeta, autore, strumentista e cantante, nonchè genio assoluto. Il regista Francesco Lettieri gli rende omaggio andando a scavare nella sua infanzia e nei suoi luoghi dell'anima, per farne un documentario capace di arrivare al cuore.
Visibile IN SALA (dal 31/3)
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ESCONO ANCHE :

DI NOI 4 (di Emanuele Gaetano Forte, Italia 2025)
CHARLOTTE, UNA DI NOI (di Rolando Colla, Italia 2024)
MR. MORFINA (di Dan Berk, USA 2025)
PUAN, IL PROFESSORE (di Maria Alche, Argentina 2023)
IO TI CONOSCO (di Laura Angiulli, Italia 2025) 
IMAGINE DRAGONS: LIVE FORM HOLLYWOOD BOWL (di aa.vv., USA 2025)
W MUOZZART (di Sebastiano Rizzo, Italia 2025)

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KEIRA 40 25 Mar 11:51 PM (8 days ago)



Oggi Keira Knightley compie 40 anni, e certo non potevo lasciar passare inosservato il compleanno di uno dei miei "amori cinefili" più longevi di sempre, nato in una calda serata ferragostana di inizio millennio al Festival di Locarno (dove si proiettava Sognando Beckham...). Un corpicino esile, sinuoso, filiforme, che cozzava amabilmente con i suoi modi da maschiaccio nonostante di lì a poco sarebbe diventata la musa di Chanel. E da allora questa tipetta che all'epoca rivendicava (come oggi) con orgoglio le lotte femministe e il "girl power", di strada ne ha fatta tanta: come dimenticarla vestita di verde smeraldo in Espiazione (per molti l'abito più bello della storia del cinema), oppure nei panni sobri di The Imitation Game, nell'innata eleganza di Last Night oppure ancora, dolcissima e intonata, nel romantico Begin Again. Senza dimenticare naturalmente il grande successo in blockbuster famosi come Love Actually e Pirati dei Caraibi... Oggi sul suo volto c'è qualche rughetta in più, il contratto con Chanel è giunto al termine per sopraggiunti limiti di età, ed il suo ruolo più bello è quello di mamma.
Ma intanto c'è un nuovo film in uscita, e tanta immutata simpatia.
Auguri, Keira!  



Chi mi conosce sa che non sono uno a cui piace vantarsi, anzi. Tuttavia se proprio ogni tanto lo faccio è giusto per ribadire la mia fama di "finto talent scout"... nel senso che, vedendo molti (forse troppi) film, ogni tanto riesco a "indovinare" prima degli altri qualche volto che magari farà strada in futuro. Fu così che oggi la mente mi riporta indietro addirittura al 2002, quando ero al Festival di Locarno, in una caldissima serata ferragostana, e nella stupenda cornice di Piazza Grande si proiettava Sognando Beckham, filmetto delizioso e spensierato che da lì a qualche giorno avrebbe vinto il Premio del Pubblico e lanciato una bravissima attrice. Fu in quel contesto che i miei occhi (e quelli di diversi maschietti, in verità) non poterono non soffermarsi su una deliziosa biondina, esile esile, con grandi occhioni neri e un sorriso disarmante, che era la piccola "star" del film... il mio innamoramento arci-platonico con Keira Knightley cominciò proprio così. Mi bastarono un paio di inquadrature quella sera per convincermi che quella ragazzina avrebbe fatto strada: e ancora oggi ogni volta che la vedo sul grande schermo è come se mi sentissi un po' il suo "pigmalione". Sognare non costa nulla!

Oggi Keira Knightley compie 40 anni, e da allora tanta acqua è passata sotto i ponti... dai tempi in cui, all'epoca, la si notava soprattutto per la sua clamorosa somiglianza con Natalie Portman. Sarà per questo che nel lontano 1999, appena diciassettenne, Keira venne scelta da George Lucas per interpretare l'ancella della regina Amidala (impersonata proprio dalla Portman) ne La minaccia fantasma. Ma fu un ruolo molto breve, infatti un attentato terroristico (nel film!) la tolse di mezzo quasi subito. Ma poi, come detto, arrivò Sognando Beckham, e il successo del tutto insperato del film la consacrò come "stellina" emergente: dopo appena un anno eccola protagonista del blockbuster hollywoodiano La maledizione della prima luna, accanto a due mostri sacri come Johnny Depp e Orlando Bloom.

Dopodichè la carriera della Knightley sarà una continua escalation, dove alternerà (in nome di una poliedricità inusitata per un'attrice così giovane) ruoli avventurosi e sbarazzini (King Arthur, Domino, i due sequel di Pirati dei Caraibi) e anche romantici (come Love Actually, forse il suo suo film più amato) con interpretazioni sofferte e drammatiche: pensiamo a Orgoglio e pregiudizio, Seta, fino a Espiazione di Joe Wright (2007) che le regala anche la prima nomination all'Oscar (a soli 22 anni!). Keira in quel film è di una bellezza e un'eleganza uniche: il suo celebre vestito verde è stato giudicato da molti l'abito più bello della storia del cinema!

Corpicino sinuoso, esile, filiforme, sempre accompagnato da sorrisi e dalle celebri "smorfiette" per cui è diventata famosa (e, ahimè, pure detestata da qualche sventurato...), Keira nella vita di tutti i giorni è in realtà un vero "maschiaccio", sbarazzina e tostissima: è diventata quasi un'emblema della femminilità quando, in occasione del lancio de La maledizione del forziere fantasma, si scagliò come una furia verso i distributori americani che nei poster ufficiali le avevano ritoccato il minuscolo seno col photoshop. Keira è infatti una femminista convinta e sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle donne e dei "diversi" in generale (sia che si parli di omosessuali che di migranti o portatori di handicap), non a caso negli ultimi anni ha sempre selezionato i film da interpretare anche in base al loro impegno civile: da The Imitation Game di Morten Tyldum (che le è valso la seconda candidatura all'Oscar) fino a Colette, La conseguenza e soprattutto Il Concorso di Philippa Lowthorpe, toccante riflessione sul ruolo della bellezza femminile e il suo sfruttamento mediatico, ruolo che Keira ha voluto interpretare ad ogni costo, accettando anche un ruolo da non protagonista.



Grande appassionata di calcio (la si è vista di recente anche allo stadio di Como a tifare per la squadra locale), strettamente legata alla sua patria, l'Inghilterra, negli ultimi anni Keira ha deciso di sacrificare parzialmente la carriera in nome della famiglia e gli affetti: non volendone sapere di lasciare Londra per Hollywood ha limitato le sue apparizioni al cinema, privilegiando piccole produzioni domestiche ma non meno impegnative (vedi il bel thriller Official Secrets e la serie tv Black Doves) che le permettessero comunque di non interferire con la sua vita privata: sposata con il bel James Righton, tastierista dei Klaxons, è diventata madre di due splendide bambine, Edie e Delilah (nate rispettivamente nel 2015 e nel 2019). Un matrimonio che va a gonfie vele e conseguenza di un fidanzamento-lampo dopo anni di dichiarazioni pro-zitellismo! Così va la vita: lei, da sempre single dichiarata e convinta, si è sciolta come neve al sole al cospetto del bel musicista. Che comunque, inutile dirlo, sarà sempre ricordato come "il signor Knightley"...

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LA CITTA' PROIBITA 24 Mar 11:38 PM (9 days ago)



titolo originale:
 LA CITTA' PROIBITA (ITALIA, 2025)
regia: GABRIELE MAINETTI
sceneggiatura: STEFANO BISES, GABRIELE MAINETTI, DAVIDE SERINO
cast: YAXI LIU, ENRICO BORELLO, MARCO GIALLINI, SABRINA FERILLI, CHUNYU SHANSHAN, LUCA ZINGARETTI
durata: 138 minuti
giudizio: 


Mei, una ragazza cinese esperta in arti marziali, arriva a Roma per cercare la sorella misteriosamente scomparsa. Qui incontra Marcello, ristoratore sommerso dai debiti, che se ne innamora all'istante e la aiuterà nella difficile impresa, provando a districarsi nel cupo sottobosco della malavita capitolina...   




Un budget di 17 milioni di euro a fronte, ad oggi, di un milioncino scarso d'incasso. Una campagna promozionale praticamente assente, un film lanciato lì appena un paio di settimane prima (con un trailer nemmeno tanto accattivante) e subito abbandonato a se stesso dalla neonata Piper Film... un flop annunciato, insomma, e se sui misteri buffi della distribuzione italiana ormai non mi stupisco più, quello che invece mi chiedo è come sia possibile che a uno come Gabriele Mainetti, al secondo disastro commerciale consecutivo dopo Freaks Out (12 milioni di euro di costo a fronte di 3 milioni di incasso) non venga il dubbio se la sua megalomania produttiva sia davvero confacente con il gradimento del pubblico italiano...

Intendiamoci, questa non vuole essere affatto una critica a Mainetti. Che, finchè glieli fanno fare, fa benissimo a girare questi film spettacolari, multigenere, che ormai identificano la sua cifra artistica. Ma mi pare ormai evidente che il nostro pubblico preferisca di gran lunga i blockbuster "veri" rispetto a quelli de' noantri, che non possono competere produttivamente con i budget che servirebbero davvero per certi prodotti... mi spiego: se 17 milioni sono una cifra folle per il cinema italiano e non solo (ricordiamoci che un film oscarizzato come The Brutalist è costato la metà), in realtà sono una cifra esigua per quello che Mainetti vorrebbe fare ma non può: magari se Mainetti girasse in America sarebbe uno dei registi più apprezzati al mondo e girerebbe tutti i film che vuole, mentre purtroppo per lui in Italia può solo arrangiarsi.

Tradotto: La Città Proibita vorrebbe tanto assomigliare ai colossi hollywoodiani per la magniloquenza della messinscena, ma è indubbio che risenta non poco di un inevitabile provincialismo di budget, di personaggi e di contenuti. Oltretutto, a mio modesto parere, trovo che sia decisamente il film più debole della "trilogia romana" di Mainetti, quello più confuso e più incerto come scrittura, con tante promesse (spesso non mantenute) e troppa carne al fuoco non sfruttata, soprattutto a livello di commistione di generi (qui veramente troppi: dal wuxia all'action, dal noir al melodramma, dalla commedia al romanticismo...) che non si amalgamano bene tra loro come nelle opere precedenti, soprattutto da quel Jeeg Robot che, pur nella sua amabile veracità e cialtroneria, rimane ad ora decisamente il titolo più coerente del regista romano.

Mentre invece La Città Proibita ha il difetto di accumulare tanto, tutto, spesso senza logica: che cosa vuole fare esattamente Mainetti? Un nuovo John Wick? Un nuovo La Tigre e il Dragone? Oppure un nuovo Suburra? Se Freaks Out era a conti fatti un affettuoso omaggio a Tim Burton e Del Toro, se Jeeg Robot funzionava benissimo come cinema dei bassifondi, dei disadattati, a cosa ambisce invece La Città Proibita? Il film dà un calcio al cerchio e uno alla botte senza approfondire nulla, lasciando in sottofondo perfino il tema principale (tranne che nell'epilogo) per mostrarci le mille anime di una Roma notturna che però nelle scenografie di Andrea Castorina e nella fotografia di Paolo Carnera diventa uguale a tutte le altre città del mondo, salvo che nell'abusatissima scena del viaggio in Vespa... già, perchè per quanto incredibile possa apparire, nel 2025 siamo ancora a Vacanze Romane! Possibile che si debba ricadere ancora nel clichè della bella straniera che stempera i suoi drammi nella bellezza della Capitale? Davvero non ci si crede, ma tant'è.

A dire la verità la regìa di Mainetti si nota ancora, perchè Mainetti sa bene dove piazzare la cinepresa. Su questo niente da dire. A livello formale La Città Proibita si difende, e ci si diverte pure nelle scene d'azione e nelle sequenze di arte marziali, dove la bella Yaxi Liu spicca per movenze e padronanza, così come anche il co-protagonista, Enrico Borello, che ha faccia giusta e stropicciata per il ruolo. Peccato però che il resto del cast non faccia altro che far ricadere il film nel provincialismo di cui dicevamo sopra, e di cui un prodotto del genere non aveva affatto bisogno: Giallini è insopportabile nella sua ennesima macchietta malavitosa, Sabrina Ferilli proprio non riesce a staccarsi dal clichè (un altro...) di borgatara infelice, Luca Zingaretti (addirittura accreditato nei titoli!) fa il "morto" per 3/4 di film e poi si fa rivedere nel flashback finale per rpununciare due battute con un taglio di capelli (si fa per dire) comicamente improponibile. E se vuoi fare un film davvero internazionale, mi dispiace dirlo, non puoi (s)cadere in tanta coattitudine.

Rimane, alla fine, una pellicola comunque godibile, che avrebbe magari meritato altra distribuzione e altra collocazione (giusto per tornare al punto di partenza: forse sotto le Feste natalizie un prodotto del genere avrebbe potuto funzionare meglio, chissà), ma resta comunque il disappunto per un'occasione sprecata, per un film confuso, irrisolto, che parte come un wuxia, prosegue come un poliziottesco e finisce come Il Ciclone... forse un po' di struttura in più e qualche divagazione in meno avrebbero sicuramente giovato. Perchè il troppo stroppia (quasi) sempre. 

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BOX OFFICE (20 - 23 MARZO 2025) 24 Mar 3:41 AM (10 days ago)

Dopo cinque settimane consecutive, Follemente perde il primato di maggiore incasso del weekend in favore di Biancaneve, il nuovo live-action Disney che, malgrado le mille polemiche e l'accoglienza freddina da parte della critica (è un eufemismo) parte invece molto bene nel nostro paese con quasi 4 milioni di euro al debutto. Buon esordio anche per l'horror The Monkey (seppure a distanza siderale dalla vetta) mentre deludono, purtroppo, sia U.S. Palmese dei Manetti Bros. (appena 300mila euro nel primo weekend) che soprattutto La Città Proibita di Gabriele Mainetti, che con i suoi 1,3 milioni di incasso a fronte dei 17 di budget può considerarsi fin da ora il flop più colossale dell'anno per il cinema italiano. Un vero peccato.


1 - BIANCANEVE (di Marc Webb, USA 2025) - Disney
Incasso weekend:       3.799.284 € (577 sale)
Incasso totale:        3.799.284 
Media per sala:            6.584 €

2 - FOLLEMENTE (di Paolo Genovese, Italia 2025) - 01 Distr.
Incasso weekend:        1.113.924 € (484 sale)
Incasso totale         15.842.090 
Media per sala:             2.301 

3 - THE MONKEY (di Oz Perkins, USA 2025) - Eagle
Incasso weekend:          501.873 € (270 sale)
Incasso totale            501.873 
Media per sala:             1.858 

4 - LA CITTA' PROIBITA (di Gabriele Mainetti, Italia 2025) - Piper Film
Incasso weekend:          423.237  (443 sale)
Incasso totale:         1.131.054 €
Media per sala:               955 €

5 - MICKEY 17 (di Bong Joon-ho, USA 2025) - Warner Bros.
Incasso weekend:          341.179  (255 sale)
Incasso totale:         2.341.112 €
Media per sala:             1.337 

6 - U.S. PALMESE (dei Manetti Bros, Italia 2025) - 01 Distr.
Incasso weekend:          293.632  (297 sale)
Incasso totale:           301.002 
Media per sala:               988 

7 - MUORI DI LEI (di Stefano Sardo, Italia 2025) - Medusa
Incasso weekend:          278.837 € (291 sale)
Incasso totale:           278.837 €
Media per sala:               958 €

8 - THE ALTO KNIGHTS (di Barry Levinson, USA 2025) - Warner Bros.
Incasso weekend:          266.257 € (213 sale)
Incasso totale:           266.257 
Media per sala:             1.250 €

9 - PADDINGTON IN PERU' (di Dougal Wilson, GB 2025) - Eagle
Incasso weekend:          158.215  (209 sale)
Incasso totale:         2.662.797 
Media per sala:               757 

10- IL NIBBIO (di Alessandro Tonda, Italia 2025) - Notorious
Incasso weekend           123.752  (196 sale) 
Incasso totale:           896.765 €
Media per sala:               631 



CLASSIFICA ASSOLUTA STAGIONE 2024 - 2025

1 -  MUFASA                          USA  DISNEY       22.231.118 €
2 -  OCEANIA 2                       USA  DISNEY       21.293.724 €
3 -  DEADPOOL & WOLVERINE            USA  DISNEY       18.074.350 € *
4 -  CATTIVISSIMO ME 4               USA  UNIVERSAL    17.699.130 €
5 -  DIAMANTI                        ITA  VISION       16.081.061 €
6 -  FOLLEMENTE                      ITA  01 DISTR.    15.842.090 €
7 -  IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA   ITA  EAGLE         9.924.881 €
8 -  IO SONO LA FINE DEL MONDO       ITA  VISION        9.722.833 €
9 -  IL GLADIATORE II                USA  EAGLE         9.616.502 €
10 - IO E TE DOBBIAMO PARLARE        ITA  01 DISTR.     9.479.441 € 

* incasso aggregato 2023/2024

fonte: Cinetel


 

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MICKEY 17 22 Mar 3:06 AM (12 days ago)


titolo originale:
 MICKEY 17 (USA, 2025)
regia: BONG JOON-HO
sceneggiatura: BONG JOON-HO
cast: ROBERT PATTINSON, MARK RUFFALO, NAOMI ACKYE, TONI COLLETTE, STEVEN YEUN
durata: 139 minuti
giudizio: 


Anno 2054. Per sfuggire agli usurai che gli stanno dando la caccia, lo squattrinato Mickey Barnes accetta di farsi spedire in avanscoperta sul misterioso pianeta Nifhleim, dove rivestirà il ruolo di "sacrificabile": impiegato ogni volta in missioni suicide, dopo ogni morte il suo corpo verrà rigenerato con una stampante 3D e il nuovo clone (sul quale sono stati impiantati i ricordi della copia precedente) sarà pronto per rituffarsi nel tritacarne...



Ci ha spiazzati ancora una volta Bong Joon-ho, un tipo cui evidentemente piace prendersi (e prenderci) un po' in giro: dopo l'incredibile successo di Parasite (primo film straniero a vincere l'Oscar in quasi un secolo di storia, non dimentichiamocelo) e la conseguente popolarità planetaria, chiunque di noi avrebbe scommesso che Hollywood gli avrebbe spalancato le porte per commissionargli subito un nuovo film, giusto per battere il ferro quando è caldo... e invece lui che fa? Sparisce per ben sei anni, infischiandosene delle sirene degli Studios, per ripresentarsi poi quasi in punta di piedi con un'opera che nulla ha a che vedere con la tragica autorialità dei suoi capolavori precedenti: perchè la peculiarità di Mickey 17 è proprio quella di essere un film "cazzone" (perdonate il francese), quasi un B-movie, se non fosse per il fatto che è costato ben 120 milioni di dollari!

Prodotto, tra gli altri, anche da Brad Pitt, montato, rimontato e rinviato più volte, Mickey 17 trae spunto dal quasi omonimo romanzo di Edward Ashton (Mickey 7, del 2022), e fin dal titolo cambiato ci si può fare un'idea del taglio volutamente grottesco e sopra le righe che Bong ha voluto imprimere al suo nuovo film, che però fin dall'inizio restituisce una netta impressione di déjà vu: ambientato in un futuro distopico (come Snowpiercer), girato quasi tutto in interni (come Snowpiercer), dove l'assunto di base è ancora una volta la società classista e fondata sul consumismo (come in Snowpiercer, ma anche in Parasite), Mickey 17 è in primo luogo una satira scanzonata sulla malapolitica e sul controllo delle masse da parte di una certa oligarchia che grazie ai soldi tiene in mano il Potere: ogni riferimento a Donald Trump e Elon Musk non è certo casuale... forse, anzi, addirittura scontato, ma di questi tempi direi che ricordarlo non fa mai male.

Protagonista doppio del film (poi vedremo perchè) è un Robert Pattinson ancora una volta bravissimo (e chi ancora si ostina a non ammetterlo è solo vittima del proprio pregiudizio), nei panni dell'ingenuo Mickey Barnes, un tizio spiantato che per sfuggire agli strozzini che vorrebbero torturarlo a morte si unisce a una folle missione messa in piedi da un politicante miliardario trombato (Mark Ruffalo), che ha deciso di colonizzare un pianeta sconosciuto per farvi crescere una "razza superiore" (sic!).  Mickey s'imbarca sull'astronave che lo porterà a destinazione senza aver letto bene il suo contratto e senza avere idea di ciò che lo aspetta: il suo destino è infatti quello di un "sacrificabile", ovvero quello di morire ogni volta nelle escursioni più pericolose per poi essere clonato per mezzo di una stampante 3D e costretto di nuovo a fare da cavia per il bene della collettività...

Succede però che un giorno Mickey 17 (dove 17 è il numero delle sue "copie") viene creduto morto dopo l'ennesima missione suicida e prontamente sostituito da Mickey 18, un clone fisicamente uguale ma diversissimo nel carattere: più sfrontato, irriverente, manesco, aggressivo, sempre pronto ad attaccar briga. Il problema è che Mickey 17 non è affatto morto: dopo essere caduto in un crepaccio e destinato secondo tutti a diventare cibo per gli "striscianti" (una specie di giganteschi plantigradi che somigliano tanto ai supermaiali di Okja), viene invece salvato e riportato in superficie proprio da tali creature, che si dimostrano ben più umane degli umani. Ma ora al mondo ci sono due Mickey, e la loro convivenza, oltre che vietata dalla legge, sarà tutt'altro che facile.

Diciamolo chiaramente: Mickey 17 non ha certo il pregio dell'originalità. Il film racchiude, senza evolverlo, tutto il cinema di Bong Joon-ho, e non c'è da stupirsi se buona parte della critica e i fan più incalliti ne sono rimasti delusi. Oltretutto non è nemmeno troppo scorrevole, specialmente nella parte iniziale, e il tono farsesco con cui è girato può effettivamente dare fastidio a un pubblico esigente, che dopo Parasite si aspettava un prodotto più serioso e più autoriale, in linea con una concezione più "occidentale" della cinematografia. Tuttavia, a me personalmente Mickey 17 non dispiace affatto se preso come un film a se stante, che nella sua struttura da commedia burlesca dimostra comunque una coerenza intellettuale e stilistica non facile da mantenere.

Mickey 17
ha infatti il pregio di reggere il gioco per quasi due ore e mezza (sempre troppe, ma ormai è una costante del cinema contemporaneo), senza mai distogliere lo sguardo di partenza e senza cali di tensione o incursioni improvvide in altri generi (divagazioni che, per esempio, non mi hanno fatto amare un film - per me - irrisolto come La città proibita di Mainetti). Affidandosi a un Pattinson in stato di grazia, giocando sugli effet(tacci) speciali ricreanti gli instant-movie della fantascienza low cost, ma affidandosi a una fotografia superlusso (del grande Darius Khondij, che aveva già illuminato Seven), capace di colorare con tonalità grigio-azzurro-verdognole un mondo ormai in disfacimento fisico e morale, l'ultimo Bong Joon-ho colpisce e diverte con la sua ironia macabra e la sua sempre attuale presa di posizione contro la violenza gratuita (sia sugli uomini, come quella subìta da Mickey, che sugli animali come i poveri striscianti). Sarà anche un Bong "minore", ma si lascia vedere più che volentieri.
    

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LE USCITE DELLA SETTIMANA (20 - 26 MARZO) 19 Mar 11:06 PM (14 days ago)



Un grande classico Disney (anche questo rivisitato in live-action) e un horror che già si candida a diventare uno dei "cult" dell'anno: su questi opposti princìpi si basano le due uscite più interessanti della settimana, l'atteso Biancaneve (finalmente in sala dopo svariati rinvii) e l'inquietante The Monkey di Oz Perkins, che già aveva dimostrato di saperci fare con l'ottimo Longlegs. In mezzo proverà a farsi largo l'esilarante U.S. Palmese dei Manetti Bros., che satireggia sul mondo del calcio per regalarci (nello stile dei fratelli Manetti) un omaggio alla commedia all'italiana degli anni d'oro. Degni di attenzione anche il toccante A Different Man (con il pluripremiato Sebastian Stan) e l'ultimo film del veterano Barry Levinson, The Alto Knights, con un doppio, straripante Robert De Niro.   



BIANCANEVE
(di Marc Webb, USA 2025)
Ennesimo live-action di un grande classico targato Disney, con Rachel Zegler nei panni di Biancaneve e Gal Gadot in quelli della regina cattiva. Lo sciopero degli attori e degli sceneggiatori dell'autunno scorso ha fatto slittare l'uscita del film fino a primavera, impedendogli così di partecipare agli Oscar. Vedremo se e quanto funzionerà a livello di incassi. 
Visibile IN SALA
aspettativa: 



THE MONKEY
(di Oz Perkins, USA 2025)
Dal regista dell'ottimo Longlegs, un film che punta a diventare un piccolo cult del genere. Tratto dal "solito" romanzo di Stephen King, la trama racconta di due gemelli (entrambi interpretati da Theo James) che trovano in soffitta la scimmia-giocattolo del padre e danno involontariamente il via a una serie di macabri omicidi. Nel cast anche Elijah Wood e lo stesso Oz Perkins. Produce lo specialista James Wan, una garanzia.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



U.S. PALMESE
(di Marco e Antonio Manetti, Italia 2025)
A Palmi, cittadina calabra di 18mila abitanti, il pensionato Don Vincenzo (Rocco Papaleo) ha un'idea folle per risollevare le sorti dell'asfittica squadra di calcio locale: organizzare una raccolta fondi tra tutti i cittadini per ingaggiare un calciatore di serie A, l'estroso ma intrattabile Etienne Morville (Blaise Afonso), trasformandola in un'incredibile trovata mediatica. I Manetti Bros. dirigono un'opera fracassona e genuina, che omaggia il cinema ruspante della commedia all'italiana degli anni '50 e la trasforma in un racconto di formazione sportivo. Nel cast anche l'ex modella Giulia Maenza, ormai attrice a tempo pieno.
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aspettativa: 



THE ALTO KNIGHTS
(di Barry Levinson, USA 2025)
Erano dieci anni esatti (dal poco fortunato Rock the Kasbah) che l'ormai 82enne Barry Levinson non girava un film per il cinema. Eccolo tornare finalmente dietro la cinepresa, affidandosi al quasi coetaneo Robert De Niro per un mafia-movie che racconta vita e "opere" di due fratelli criminali, Frank Costello e Vito Genovese, nella New York degli anni '50. La particolarità è che De Niro li interpreta entrambi, sfoderando tutto il suo sterminato repertorio...
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aspettativa: 



A DIFFERENT MAN
(di Aaron Schimberg, USA 2024)
Un attore con il viso deturpato da una terribile malattia, la neurofibromatosi (Adam Pearson, realmente malato), prova una cura sperimentale che gli permetterà di guarire. Ma, a differenza che in The Substance, scoprirà che il vero cambiamento è quello che ognuno di noi si porta dentro... nel cast anche Sebastian Stan (che ha vinto il Golden Globe) e Renate Reinsve, in un film che punta a far commuovere con tanta ironia.
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aspettativa: 



MUORI DI LEI
(di Stefano Sardo, Italia 2025)
Durante il lockdown per il Covid, un insegnante quarantenne in crisi di vocazione (Riccardo Scamarcio) si ritrova a "spiare" con interesse la nuova, bellissima vicina di casa (Mariela Garriga). Quando deciderà di rompere gli indugi, le conseguenze saranno disastrose (in particolar modo nel rapporto con la ricchissima moglie, interpretata da Maria Chiara Giannetta). Un thriller sentimentale nel quale, a sorpresa, i ruoli si ribaltano rivelando dinamiche non proprio scontate...
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aspettativa: 



ESCONO ANCHE :

PROPHECY (di Jacopo Rondinelli, Italia 2025)
LE DONNE AL BALCONE (di Noemie Merlant, Francia 2024)
BERLINO, ESTATE '42 (di Andreas Dresen, Germania 2024)
L' ALBERO (di Sara Petraglia, Italia 2024)
LA FAMIGLIA IMBARAZZI (di Giuseppe Ninno, Italia 2025)


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BOX OFFICE (13 - 16 MARZO 2025) 17 Mar 2:35 AM (17 days ago)

Parte male La Città Proibita di Gabriele Mainetti (appena 520mila euro nel primo weekend), risultato purtroppo molto prevedibile data l'inspiegabile e quasi totale assenza di promozione da parte del distributore Piper Film: se qualcuno conosce i motivi per cui un film costato la bellezza di 17 milioni di euro (il doppio di The Brutalist, tanto per rendere l'idea) è stato pressochè abbandonato a se stesso sarei curioso di saperli... dico sul serio. Per il resto, poco o nulla da segnalare in una settimana alquanto fiacca a livello di incassi, in attesa del "ciclone" Biancaneve che arriverà da giovedì prossimo.


1 - FOLLEMENTE (di Paolo Genovese, Italia 2025) - 01 Distr. 
Incasso weekend:       1.636.995 € (589 sale)
Incasso totale:       14.370.186 
Media per sala:            2.779 €

2 - MICKEY 17 (di Bong Joon-ho, USA 2025) - Warner Bros.
Incasso weekend:          696.596 € (421 sale)
Incasso totale          1.817.702 
Media per sala:             1.654 

3 - LA CITTA' PROIBITA (di Gabriele Mainetti, Italia 2025) - Piper Film
Incasso weekend:          520.154 € (419 sale)
Incasso totale            569.946 
Media per sala:             1.241 

4 - ANORA (di Sean Baker, USA 2024) - Universal
Incasso weekend:          366.922  (383 sale)
Incasso totale:         2.029.772 €
Media per sala:               958 €

5 - PADDINGTON IN PERU' (di Dougal Wilson, GB 2024) - Eagle
Incasso weekend:          297.198  (311 sale)
Incasso totale:         2.479.177 €
Media per sala:               955 

6 - IL NIBBIO (di Alessandro Tonda, Italia 2025) - Notorious
Incasso weekend:          290.808  (347 sale)
Incasso totale:           717.112 
Media per sala:               838 

7 - BRIDGET JONES, UN AMORE DI RAGAZZO (di Michael Morris, GB 2025) - Universal
Incasso weekend:          269.868 € (309 sale)
Incasso totale:         2.083.623 €
Media per sala:               873 €

8 - LEE MILLER (di Ellen Kuras, USA 2024) - Vertice360
Incasso weekend:          174.896 € (205 sale)
Incasso totale:           174.896 
Media per sala:               853 €

9 - HERETIC (di Scott Beck e Bryan Woods, USA 2025) - Eagle
Incasso weekend:          161.195  (150 sale)
Incasso totale:         1.208.370 
Media per sala:             1.074 

10- CAPITAN AMERICA: BRAVE NEW WORLD (di Julius Onah, USA 2025) - Disney
Incasso weekend           122.351  (135 sale) 
Incasso totale:         6.067.553 €
Media per sala:               906 



CLASSIFICA ASSOLUTA STAGIONE 2024 - 2025

1 -  MUFASA                          USA  DISNEY       22.225.207 €
2 -  OCEANIA 2                       USA  DISNEY       21.290.997 €
3 -  DEADPOOL & WOLVERINE            USA  DISNEY       18.074.350 € *
4 -  CATTIVISSIMO ME 4               USA  UNIVERSAL    17.699.130 €
5 -  DIAMANTI                        ITA  VISION       16.071.114 €
6 -  FOLLEMENTE                      ITA  01 DISTR.    14.370.186 €
7 -  IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA   ITA  EAGLE         9.906.213 €
8 -  IO SONO LA FINE DEL MONDO       ITA  VISION        9.722.269 €
9 -  IL GLADIATORE II                USA  EAGLE         9.616.502 €
10 - IO E TE DOBBIAMO PARLARE        ITA  01 DISTR.     9.479.441 € 

* incasso aggregato 2023/2024

fonte: Cinetel


 

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THE ORDER 15 Mar 11:45 PM (18 days ago)


titolo originale: THE ORDER (USA, 2024)
regia: JUSTIN KURZEL
sceneggiatura: ZACH BAYLIN
cast: JUDE LAW, NICHOLAS HOULT, TYE SHERIDAN, ODESSA YOUNG
durata: 116 minuti
giudizio: 


Idaho, 1983. Una setta neonazista chiamata "The Order" compie una serie di efferate rapine allo scopo di finanziare un'insurrezione armata contro il governo degli Stati Uniti. L'unico, inizialmente, ad accorgersi del complotto sarà un poliziotto dell' FBI, Terry Husk, un cane sciolto che ovviamente faticherà a farsi credere dai propri superiori... 



Era il 6 gennaio 2021 quando alcune migliaia di persone, quasi tutte appartenenti al mondo dell'estrema destra razzista e suprematista, assaltarono Capitol Hill, la sede del Congresso degli Stati Uniti d'America, con l'obiettivo di impedire l'insediamento del nuovo presidente Joe Biden. Quelle immagini fecero subito il giro del mondo acuendo lo stupore dell'opinione pubblica, certamente impreparata e intimorita di fronte a uno "spettacolo" del genere. Ebbene, The Order di Justin Kurzel, presentato in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia e poi finito direttamente in piattaforma su Prime Video nel più completo anonimato, ha il merito di scavare fino alle origini di tale fenomeno, dimostrandoci non solo che tutto ciò di cui si parla non è avvenuto per caso ma anche che la Storia Americana non è priva di buchi neri oscuri e inquietanti, come questa vicenda accaduta oltre quarant'anni fa e piena di rimandi al presente.

The Order è ambientato perlappunto nel 1983, quando una setta neonazista nata da una costola di un altro gruppo eversivo (la "Milizia Bianca" del  reverendo Richard Butler, che si proponeva di infiltrare democraticamente, corrompendoli, i propri adepti dentro le Istituzioni), non

contenta di perseguire la "via pacifica" per introdursi al Potere, decise di passare alle vie di fatto secondo i dettami del giovane Robert Matthew, che propagandava invece una risoluzione rapida e violenta, ovvero attraverso un'insurrezione armata. I fondi per comprare armi e attrezzature e organizzare un colpo di stato a tutti gli effetti sarebbero arrivati attraverso centinaia di rapine sparse in tutto il NordOvest americano, che non mancarono di scatenare il panico tra la popolazione. Le rapine avrebbero dovuto avere obiettivi sempre diversi (banche, poste, gioiellerie, portavalori) e si sarebbero dovute svolgere il più lontano possibile dalla "base" (la piccola cittadina di Coeur d'Alene, nell' Idaho) per non destare sospetti sulla vera finalità dell'operazione. 

Un piano tanto folle quanto meticoloso, che sarebbe andato avanti fino al pieno raggiungimento dell'obiettivo se non si fosse messo in mezzo un semplice poliziotto dell' FBI, tale Terry Husk, coadiuvato dalla preziosa collaborazione del vice sceriffo locale Jamie Bowen, i primi ad accorgersi della possibile correlazione tra i fatti criminosi e il disegno eversivo dei miliziani di Matthew. Una correlazione che all'inizio (come dubitarne?) non venne presa sul serio dalle autorità americane, che diedero ancora una volta prova della loro ottusità.

Il film di Kurzel ricostruisce minuziosamente i fatti, dalle prime indagini alle azioni che portarono alla cattura dei golpisti e alla morte di Matthew, poco incline a consegnarsi nelle mani della polizia, ed è soprattutto una storia di uomini: da una parte c'è un poliziotto solo, stanco e disilluso (uno stropicciato e appesantito Jude Law), finito per punizione nel desolato Idaho a causa di un'indagine precedente finita male, dall'altra un giovane "wasp" americano, bello, atletico, idealista, feroce, dai modi spicci sia con i suoi seguaci che con le sue donne, la moglie e l'amante (un ormai lanciatissimo Nicholas Hoult), incarnante il classico bello e dannato destinato a morte certa. Nel complesso, un solido, avvincente thriller poliziesco che, seppur muovendosi all'interno di un canovaccio abbastanza classico ha il merito di tenere alta l'attenzione per tutta la durata del film: non saremo dalle parti di Michael Mann (qui non c'è alcuna "poesia" di fondo, nessun dolore latente dei personaggi) ma c'è quanto basta per non staccare mai gli occhi dallo schermo...

The Order
è un potente action movie che ha il merito di far luce su un momento storico poco noto e molto poco edificante per gli Stati Uniti, che allora come oggi sottovalutarono il peso politico dei movimenti di ultradestra (il testo cui si ispirano i cospiratori del film è il delirante The Turner Diarees, adottato anche dagli ultras trumpiani durante l'assalto a Capitol Hill: una specie di Main Kampf riveduto e corretto secondo la realtà statunitense). Nulla di particolarmente nuovo, ma la sceneggiatura robusta e i protagonisti tagliati perfettamente secondo i loro ruoli ne fanno una pellicola essenziale, avvincente, capace di farti ragionare sull'attualità. Ed è il motivo per cui, proprio in base (purtroppo) all'attualità, ci sentiamo assolutamente dovere di consigliarvi la visione.

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LE USCITE DELLA SETTIMANA (13 - 19 MARZO) 12 Mar 11:07 PM (21 days ago)



Dodici nuovi film in uscita (escluse le riedizioni, come La Conversazione, Profondo Rosso e Dragon Ball) in un weekend ingolfato tra nuovi film e blockbuster ancora in sala, a testimonianza della miopia della distribuzione italiana... in questo difficile contesto prova a ritagliarsi un posto al sole il nuovo film di Gabriele Mainetti, La città proibita, incredibilmente buttato allo sbaraglio da Piper Film prima di andare su Netflix, che prova coraggiosamente a tenere alta l'asticella del cinema di genere italiano. Occhi puntati anche sul robusto biopic femminista Lee Miller, con la "solita", bravissima Kate Winslet, mentre la poliedrica Elodie si rituffa nel cinema con il thriller Gioco Pericoloso di Lucio Pellegrini. In piattaforma arriva invece il curioso The Electric State dei fratelli Russo (quelli degli Avengers) che può contare su un cast hollywoodiano di tutto rispetto...



LA CITTA' PROIBITA
(di Gabriele Mainetti, Italia 2025)
La giovane Mei (Yaxi Liu), una ragazza cinese esperta in arti marziali, arriva a Roma per cercare la sorella misteriosamente scomparsa. Qui incontra Marcello (Enrico Borello), ristoratore sommerso dai debiti, che se ne innamora all'istante e la aiuterà nella difficile impresa, provando a districarsi nel cupo sottobosco della criminalità capitolina... tra wuxia, thriller, giallo, action, noir, il nuovo film di Gabriele Mainetti prova ancora una volta a cimentarsi con un cinema universale, coraggioso, di ampio respiro, con un progetto rischiosissimo e sicuramente originale. Nel cast anche Marco Giallini, Sabrina Ferilli e Luca Zingaretti.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



LEE MILLER
(di Ellen Kuras, GB 2024)
Biografia romanzata di Lee Miller (Kate Winslet), celebre modella e fotoreporter, musa di tanti artisti importanti negli anni '20 e poi in prima linea sul fronte di guerra come inviata di Vogue una volta raggiunta la mezza età. Solita, superba interpretazione della Winslet in un film potente, robusto e tumultuosamente femminista. Con tanti bravi attori di supporto: Josh O'Connor, Alexander Skarsgard, Marion Cotillard, Andrea Riseborough.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



HOKAGE: OMBRA DI FUOCO
(di Shinya Tsukamoto, Giappone 2023)
Appena finita la Seconda Guerra Mondiale, gli abitanti di un piccolo villaggio giapponese provano a rimboccarsi le maniche e far fronte alla devastazione che ha colpito le loro terre. Terzo capitolo della trilogia della guerra del regista nipponico Shinya Tsukamoto, cineasta di culto in patria e fuori, dopo Fires on the plain (2014) e Killing (2018), tutti presentati alla Mostra di Venezia.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



DREAMS
(di Dag Johan Haugerud, Norvegia 2024)
La diciassettenne Johanne s'innamora della sua insegnante di francese, ovviamente terrorizzata dalle eventuali reazioni di genitori, familiari e amici. La ragazza comincerà così a scrivere un diario, dando sfogo alle proprie fantasie sessuali e sentimentali, sfogando segretamente le sue passioni. Quando la madre e la nonna metteranno casualmente le mani sul manoscritto, si renderanno conto, pur sgomente, della forza interiore della ragazzina... secondo film della "trilogia sull'amore" del norvegese Haugerud, dopo Sex (2023) e Love (2024), quest'ultimo in concorso alla recente Mostra di Venezia. Orso d'oro al Festival di Berlino 2025.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



GIOCO PERICOLOSO
(di Lucio Pellegrini, Italia 2025)
Giada (Elodie), ballerina professionista, e Carlo (Adriano Giannini), maturo scrittore in crisi creativa, sono una coppia apparentemente felice malgrado le inevitabili difficoltà. A minare il loro rapporto arriverà il giovane Peter Drago (Eduardo Scarpetta), la cui presenza turberà notevolmente Giada risvegliandole un passato oscuro...
Visibile IN SALA
aspettativa: 



IL CASO BELLE STEINER
(di Benoit Jacquot, Francia 2024) 
Pierre (Guillaume Canet) e sua moglie Cléa (Charlotte Gainsbourg) conducono una vita tranquilla nella loro piccola cittadina di provincia (lui insegnante, lei proprietaria di un negozio di ottica). La routine della coppia verrà stravolta quando la giovane Belle (Pauline Nyrls), figlia di amici, verrà trovata morta nella loro casa senza spiegazioni. Al momento della tragedia, Pierre era l'unico presente... 
Visibile IN SALA
aspettativa: 


 
THE ELECTRIC STATE
(di Anthony e Joe Russo, Brasile 2024) 
Dopo la cruenta guerra del 1994, che ha visto gli uomini prevalere sui robot a caro prezzo, ritrovandosi un pianeta in macerie, un'adolescente rimasta orfana si mette in viaggio con un piccolo automa per ritrovare il fratello scomparso, in un mondo dove la convivenza tra uomini e macchine è ancora tutt'altro che pacifica... dopo i trionfi degli Avengers, i fratelli registi Anthony e Joe Russo non ne hanno più indovinata una: ci riprovano adesso con questa produzione brasiliana (!), uscita direttamente in streaming, che annovera un cast di tutto rispetto: Millie Bobby Brown, Chris Pratt, Stanley Tucci, Ke Huy Quan, Giancarlo Esposito. 
Visibile su Netflix
aspettativa: 



ESCONO ANCHE :

ELFKINS MISSIONE GADGET (di Ute Von Munchow-Pohl, Germania 2025)
UN POSTO SICURO (di Luca Tartaglia, Italia 2025)
EUROPA CENTRALE (di Gianluca Minucci, Italia 2024)
GLOBAL HARMONY (di Fabio Massa, Italia 2024)
EYES EVERYWHERE (di Simona Calo, Italia 2025)
THE BREAKING ICE (di Anthony Chen, Cina 2023)


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SOPRAVVALUTAZIONI E PREGIUDIZI VENEZIANI: ATTENZIONE, POST IMPOPOLARE... (BROKEN RAGE /NOI E LORO /DIVA FUTURA) 11 Mar 6:57 AM (23 days ago)


Diciamoci la verità: è utopistico e forse anche ingiusto aspettarsi una critica cinematografica che sia assolutamente oggettiva e imparziale al 100%. Questo perchè, per quanto ovvio, ognuno di noi (parlo di "noi" in senso lato, critici professionisti, dilettanti o blogger che dir si voglia) è per forza influenzato dalla sua formazione culturale, dal suo vissuto e naturalmente dai propri gusti soggettivi. Il critico "perfetto" non è colui che riesce ad essere equidistante da tutto e sgombro da pregiudizi, bensì colui che riesce a mantenere il miglior equilibrio possibile pur non nascondendo le proprie simpatie. Questa premessa la faccio perchè, lo dico senza problemi, mi sono sentito molto solo quando alla recente Mostra di Venezia ho assistito all'anteprima dell'ultimo film di Takeshi Kitano, Broken Rage, sovrastata da applausi scroscianti, ululati d'entusiasmo e applausi a scena aperta da parte di una platea evidentemente (e giustamente!) di parte verso un Autore che ci ha regalato in passato tanti capolavori.

 Il fatto è che... insomma, per quanto tutti noi possiamo amare il grande Kitano, vorrei che anche per lui ci fosse ogni tanto il beneficio del dubbio, ossia che ci fosse consentito di esprimere un parere anche non del tutto lusinghiero verso un'opera magari come questa, sperimentale e minimale, che personalmente mi ha deluso parecchio. Al contrario, mi sarebbe piaciuto tanto che un'opera fresca e dignitosissima come Diva Futura di Giulia L. Steigerwalt avesse avuto un'accoglienza più coraggiosa e meno bigotta nel nostro Paese (ma siamo in Italia, obviously), che magari avrebbe evitato anche solo parzialmente un flop clamoroso, così come non mi strappo i capelli (che non ho) per glorificare un film onesto, impegnato ma anche piuttosto convenzionale come Noi e loro delle sorelle Coulin

In sintesi, vorrei per quanto possibile una critica che non fosse nè tifo da stadio nè un Manuale Cencelli che metta tutti d'accordo. La giusta distanza, come in tutte le cose (I have a dream?) 



BROKEN RAGE
(di Takeshi Kitano, Giappone 2024)



Premessa doverosa: tutti, compreso il sottoscritto, vogliamo bene a Takeshi Kitano, cineasta di culto amato, anzi idolatrato da legioni di cinefili entusiasti (che a Venezia, in sala, si sono fatti sentire) e pronti a glorificarlo qualsiasi cosa faccia... perfino una sciocchezzuola simpatica ma nulla più come questo Broken Rage, appena 62 minuti di film divisi in due capitoli che raccontano (o dovrebbero raccontare) la stessa storia (di gangster, l'ennesima) sia dal punto di vista drammatico che parodistico. L'idea, peraltro non nuovissima, può anche andare, ma il buon Kitano riesce nell'impresa di rendere comica anche la parte che dovrebbe essere drammatica e, per quanto si rida di gusto, non si capisce il senso di questo giochino fine a se stesso che, davvero, può accontentare solo gli appassionati. Nessuno osa mettere in discussione la carriera strepitosa del 78enne cineasta nipponico, ma si deve avere il coraggio di mettere in chiaro le cose: Broken Rage è un balocco al limite dell'autocompiacimento, forse il canto del cigno di un Autore dà ormai l'impressione di aver raccontato tutto quello che c'era da raccontare. Unico lampo creativo, l'ironia pungente sulla durata sempre più lunga dei film di oggi... ma da qui a farlo passare come capolavoro passa davvero tanta acqua sotto i ponti. Forse un'alluvione.
giudizio: 



NOI E LORO
(di Delphine e Muriel Coulin, Francia 2024)



Un padre vedovo, due figli adolescenti molto diversi fra loro. Uno sta per partire per Parigi per studiare nientemeno che alla Sorbona, l'altro invece è problematico, introverso, ribelle, e finisce per entrare per ripicca in gruppo di neonazisti, con conseguenze facilmente immaginabili. Trama non originalissima per questo solido ma abbastanza scontato dramma urbano diretto dalle sorelle Coulin, in cui assistiamo al dilemma di un padre (Vincent Lindon, intenso come sempre) costretto a fare i conti con un figlio che prende una strada totalmente opposta rispetto ai valori che gli ha insegnato. Lindon per questo ruolo ha vinto la Coppa Volpi a Venezia (premio "regalatogli" dalla connazionale Isabelle Huppert, presidente di giuria, che lo ha preferito all' Adrien Brody di The Brutalist) ma lo spessore del film rimane comunque - per me - abbastanza inferiore e stereotipato rispetto al miglior cinema sul tema (quello di Stephane Brizè, tanto per capirci). Molto bravo anche l'altro protagonista, il giovane Benjamin Voisin.
giudizio: 



DIVA FUTURA
(di Giulia L. Steigerwalt, Italia 2024)



No, non è il Boogie Nights italiano, e nemmeno ha la pretesa di esserlo. Però Diva Futura è comunque un film degno di essere visto: un'opera giovane, sbarazzina, viva, che racconta in chiave pop il difficile cammino verso l'emancipazione delle donne in un paese ancora troppo bigotto e maschiocentrico come il nostro. L'ascesa e la caduta di Riccardo Schicchi (Pietro Castellitto), re del porno italiano ben prima di Rocco Siffredi, viene raccontata dalle tre donne che lo accompagnarono per tutta la vita: le star Moana Pozzi (Denise Capezza) e Eva Henger (Tesa Litvan), ma soprattutto la segretaria factotum e fedele confidente Debora Attanasio (Barbara Ronchi) nel ruolo di voce e personaggio narrante. Un film grottesco e amaro, pervaso dal senso di morte e decadenza di un uomo ingenuo, forse folle ma genuino nei propri intenti, che sognava di cambiare un paese altresì immutabile come il nostro. Non a caso al botteghino è stato un fiasco colossale, segno che davvero i tempi non sono ancora maturi per un prodotto del genere, e forse - ahimè - non lo saranno mai. 
giudizio: 


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BOX OFFICE (6 - 9 MARZO 2025) 10 Mar 5:32 AM (24 days ago)

Altri due milioni di euro abbondanti per Follemente, che tocca quota 12 milioni e mette nel mirino Diamanti di Ferzan Ozpetek, fino ad oggi il miglior incasso italiano della stagione: di questo passo lo raggiungerà in un paio di settimane, forse meno... Non eccezionale invece il risultato di Mickey 17, il nuovo film di Bong Joon-ho su cui evidentemente la Warner non ha creduto molto dato che gli ha fatto una scarsissima promozione. Sull'onda degli Oscar vinti risale invece prepotentemente Anora, finora snobbato alla grande dal pubblico italiano, mentre il flop del weekend (annunciato, direi) è quello de L'orto americano di Pupi Avati, che porta a casa la miseria di 120mila euro malgrado una distribuzione tutt'altro che modesta.


1 - FOLLEMENTE (di Paolo Genovese, Italia 2025) - 01 Distr. 
Incasso weekend:        2.252.048 € (683 sale)
Incasso totale:       12.206.227 
Media per sala:            3.297 €

2 - MICKEY 17 (di Bong Joon-ho, USA 2025) - Warner Bros.
Incasso weekend:          814.531 € (383 sale)
Incasso totale            814.531 
Media per sala:             2.126 

3 - ANORA (di Sean Baker, USA 2024) - Universal
Incasso weekend:          525.641 € (368 sale)
Incasso totale          1.515.227 
Media per sala:             1.428 

4 - BRIDGET JONES, UN AMOR DI RAGAZZO (di Michael Morris, GB 2025) - Universal
Incasso weekend:          474.221  (418 sale)
Incasso totale:         1.692.360 €
Media per sala:             1.134 €

5 - PADDINGTON IN PERU' (di Dougal Wilson, GB 2024) - Eagle
Incasso weekend:          333.214  (416 sale)
Incasso totale:         2.145.909 €
Media per sala:               801 

6 - IL NIBBIO (di Alessandro Tonda, Italia 2025) - Notorious
Incasso weekend:          328.820  (255 sale)
Incasso totale:           336.312 
Media per sala:             1.289 

7 - HERETIC (di Scott Beck e Bryan Woods, USA 2025) - Eagle
Incasso weekend:          259.506 € (232 sale)
Incasso totale:           986.025 €
Media per sala:             1.118 €

8 - NELLA TANA DEI LUPI 2: PANTERA (di Christian Gudegast, USA 2025) - Lucky Red
Incasso weekend:          253.091 € (231 sale)
Incasso totale:           262.893 
Media per sala:             1.095 €

9 - CAPITAN AMERICA: BRAVE NEW WORLD (di Julius Onah, USA 2025) - Disney
Incasso weekend:          205.113  (185 sale)
Incasso totale:         5.911.952 
Media per sala:             1.108 

10- L'ORTO AMERICANO (di Pupi Avati, Italia 2025) - 01 Distr.
Incasso weekend           128.831  (247 sale) 
Incasso totale:           128.831 €
Media per sala:               521 



CLASSIFICA ASSOLUTA STAGIONE 2024 - 2025

1 -  MUFASA                          USA  DISNEY       22.221.735 €
2 -  OCEANIA 2                       USA  DISNEY       21.286.885 €
3 -  DEADPOOL & WOLVERINE            USA  DISNEY       18.074.350 € *
4 -  CATTIVISSIMO ME 4               USA  UNIVERSAL    17.699.130 €
5 -  DIAMANTI                        ITA  VISION       16.050.987 €
6 -  FOLLEMENTE                      ITA  01 DISTR.    12.206.227 €
7 -  IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA   ITA  EAGLE         9.886.150 €
8 -  IO SONO LA FINE DEL MONDO       ITA  VISION        9.717.233 €
9 -  IL GLADIATORE II                USA  EAGLE         9.615.599 €
10 - IO E TE DOBBIAMO PARLARE        ITA  01 DISTR.     9.479.441 € 

* incasso aggregato 2023/2024

fonte: Cinetel


 

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LE USCITE DELLA SETTIMANA (6 - 12 MARZO) 5 Mar 10:06 PM (28 days ago)



Dopo il clamoroso, storico successo di Parasite è perfino inutile rimarcare quanto tutto il mondo stia aspettando al varco Bong Joon-ho, alle prese con il suo primo film "americano": arriva finalmente in sala Mickey 17, thriller fantascientifico a sfondo sociale con Robert Pattinson protagonista, passato in anteprima all'ultima Berlinale (con riscontri contrastanti) e ovviamente attesissimo anche da noi. Lo "accompagneranno" in questo weekend altre due uscite made in Italy, ovvero lo spy-movie Il Nibbio (che ricostruisce la dolorosa vicenda della giornalista Giuliana Sgrena e dell'agente Nicola Calipari) e il nuovo horror di Pupi Avati, L'orto americano, già visto fuori concorso a Venezia.  


MICKEY 17
(di Bong Joon-ho, USA 2025)
Dopo innumerevoli rinvii e peripezie produttive arriva finalmente in sala il nuovo film di Bong Joon-ho, che segue l'incredibile successo di Parasite, il film che gli ha spalancato le porte del cinema mainstream. Mickey 17 è una distopia fantastica stile Snowpiercer, che fotografa un mondo diviso in classi e dominato dall'intelligenza artificiale. Il protagonista, Mickey (Robert Pattinson) è un essere umano "usa e getta" che viene utilizzato per compiere missioni pericolose e spesso suicide. In caso di morte (probabile) il suo corpo verrà clonato e il clone porterà un numero di stirpe progressivo, che sarà poi gettato di nuovo nel tritacarne come un oggetto qualsiasi...
Visibile IN SALA
aspettativa: 



NELLA TANA DEI LUPI 2: PANTERA
(di Christian Gudegast, USA 2024)
Un sequel molto più cupo e malinconico del primo capitolo, anche se ovviamente il genere rimane l'action. Protagonista è sempre lo schivo "Big Nick" O'Brien (Gerald Butler), alle prese con l'ennesimo caso di criminalità internazionale. Cast confermatissimo: oltre a Butler (ri)troviamo O'Shea Jackson, Bob Jennings e l'ex rapper 50 cent.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



L'ORTO AMERICANO
(di Pupi Avati, Italia 2024)
Pupi Avati in passato ha diretto horror importanti, che hanno scritto la storia del genere nel nostro paese e non solo. Ritrovarlo ora, a 86 anni suonati, con questo blando thriller gotico passato fuori concorso a Venezia e girato con evidente economia di mezzi mette anche un po' di malinconia. La storia è quella di un giovane scrittore (Filippo Scotti), che dalla Bologna dell'immediato dopoguerra scappa in America alla ricerca di una giovane ausiliaria, incontrata una sola volta, di cui è perdutamente innamorato. Arrivato negli States incontrerà però solo la mamma di lei, che vive in una casa solitaria dal cui cortile, ogni notte, si odono grida terrificanti...
Visibile IN SALA
aspettativa: 



IL NIBBIO
(di Alessandro Tonda, Italia 2025)
La vicenda, dolorosa, di Nicola Calipari (Claudio Santamaria), alto dirigente dei Servizi Segreti che nel 2005, in Iran, sacrificò la propria vita per salvare quella della giornalista Giuliana Sgrena (interpretata da Sonia Bergamasco). Una spy-story purtroppo non di fantasia che ricostruisce una pagina oscura della storia recente.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



I RAGAZZI DELLA NICKEL
(di RaMell Ross, USA 2024)
L'amicizia tra due ragazzi nordafricani all'interno di un difficile contesto sociale scolastico ed educativo. Piccolo film indie americano capace di ottenere due nomination "pesanti" ai recenti Oscar. Tratto dal romanzo omonimo di Colson Whitehead, bestseller in America.
Visibile su Amazon Prime Video
aspettativa: 



ESCONO ANCHE :

IL MIGLIORE DEI MALI (di Violetta Rovetto, Italia 2024)
IO NON SONO NESSUNO (di Geraldine Ottier, Italia 2024)


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BOX OFFICE (27 FEBBRAIO - 2 MARZO 2025) 4 Mar 11:44 AM (29 days ago)

Altri 3,7 milioni di euro di incasso per Follemente, che arriva così a quota 9 milioni totali in appena dieci giorni di programmazione: considerato questo trend e la scarsa concorrenza a livello commerciale delle uscite delle prossime settimane, il film di Paolo Genovese potrebbe perfino ripetere il successo (clamoroso) di Perfetti Sconosciuti, che nel 2016 si portò a casa ben 17 milioni. Ad ogni modo possiamo parlare di annata clamorosa per il cinema italiano, che al momento può vantare ben cinque titoli nei primi dieci posti della classifica assoluta: fatto che non si verificava da secoli. Vedremo anche se i risultati degli Oscar rilanceranno nelle prossime settimane due titoli come Anora e The Brutalist, finora poco gettonati per diverse ragioni dal pubblico italiano. Non male nemmeno l'esordio del quarto capitolo di Bridget Jones (un milioncino tondo), format che ha sempre trovato terreno fertile nelle sale nostrane.


1 - FOLLEMENTE (di Paolo Genovese, Italia 2025) - 01 Distr. 
Incasso weekend:        3.733.089 € (660 sale)
Incasso totale:         9.045.181
Media per sala:             5.656

2 - BRIDGET JONES, UN AMORE DI RAGAZZO (di Michael Morris, GB 2025) - Universal
Incasso weekend:          850.667 (406 sale)
Incasso totale            957.410
Media per sala:             2.095

3 - HERETIC (di Scott Beck e Bryan Woods, USA 2025) - Eagle
Incasso weekend:          582.209 (282 sale)
Incasso totale            582.209
Media per sala:             2.064 

4 - PADDINGTON IN PERU (di Dougal Wilson, GB 2024) - Eagle
Incasso weekend:          563.820  (482 sale)
Incasso totale:         1.681.348
Media per sala:             1.170

5 - CAPITAN AMERICA: BRAVE NEW WORLD (di Julius Onah, USA 2025) - Disney
Incasso weekend:          544.292  (298 sale)
Incasso totale:         5.582.269
Media per sala:             1.826

6 - BECOMING LED ZEPPELIN (di Bernard McMahon, USA 2025) - Nexo Digital
Incasso weekend:          253.536  (271 sale)
Incasso totale:           253.536
Media per sala:               936

7 - A REAL PAIN (di Jesse Eisenberg, USA 2024) - Disney
Incasso weekend:          249.028 € (302 sale)
Incasso totale:           249.028 €
Media per sala:               824

8 - THE BRUTALIST (di Brady Corbet, USA 2024) - Universal
Incasso weekend:          187.276 € (262 sale)
Incasso totale:         1.892.746
Media per sala:               714

9 - IL SEME DEL FICO SACRO (di Mohamad Rasoulof, Germania 2024) - Lucky Red
Incasso weekend:          141.770  (98 sale)
Incasso totale:           339.772
Media per sala:             1.446

10- NOI E LORO (di Delphine e Muriel Coulin, Francia 2024) - I Wonder
Incasso weekend            81.299  (81 sale) 
Incasso totale:            81.299
Media per sala:             1.003



CLASSIFICA ASSOLUTA STAGIONE 2024 - 2025

1 -  MUFASA                          USA  DISNEY       22.211.712 €
2 -  OCEANIA 2                       USA  DISNEY       21.278.878 €
3 -  DEADPOOL & WOLVERINE            USA  DISNEY       18.074.350 € *
4 -  CATTIVISSIMO ME 4               USA  UNIVERSAL    17.698.772 €
5 -  DIAMANTI                        ITA  VISION       16.002.596 €
6 -  IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA   ITA  EAGLE         9.857.866 €
7 -  IO SONO LA FINE DEL MONDO       ITA  VISION        9.712.833 €
8 -  IL GLADIATORE II                USA  EAGLE         9.614.353 €
9 -  IO E TE DOBBIAMO PARLARE        ITA  01 DISTR.     9.479.248 € 
10-  FOLLEMENTE                      ITA  01 DISTR.     9.045.181 €

* incasso aggregato 2023/2024

fonte: Cinetel


 

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L' OSCAR DELLA RESISTENZA 3 Mar 4:12 AM (last month)


L'Oscar 2025 sancisce il trionfo del cinema indipendente e rimarca il nuovo corso hollywoodiano, che non si piega (per ora) alla deriva trumpista dell'America: trionfa con ben cinque premi "pesanti" il delizioso Anora di Sean Baker, favola adulta che denuncia il fallimento del Sogno Americano e rimarca le enormi e insanabili differenze sociali in un paese devastato dalla schiavitù del capitalismo. Ne sono la conferma anche le tre meritate statuette allo splendido The Brutalist (tra cui la seconda in carriera per Adrien Brody), grandiosa epopea sull'immigrazione e lo sfruttamento con chiari riferimenti al nostro presente. La resistenza "liberal" dell'Academy è certificata anche dall'Oscar al miglior film internazionale al brasiliano Io sono ancora qui, potente apologo contro la dittatura fascista, nonchè dai successi (in parte inaspettati) del cartone estone Flow nell'animazione e del documentario israelo-palestinese No other land nella non-fiction.Tra i premi attoriali vincono una radiosa Mikey Madison, che strappa l'Oscar a una delusissima Demi Moore, e la coppia Zoe Saldana - Kieran Culkin, che si portano a casa la statuetta come migliori attori non protagonisti anche se nei rispettivi film stanno in scena più di tutti gli altri... ma gli Oscar sono anche questo...   






"Anora", di Sean Baker
Resistere, resistere, resistere. "Resistenza" è stata la parola chiave della 97. Notte degli Oscar appena conclusasi: resistenza al trumpismo in primo luogo (nei limiti del possibile), allo strapotere delle major, al conformismo, al tentativo di restaurazione di un vecchio cinema del passato e di vecchi clichè duri a morire. Vince, anzi trionfa Anora di Sean Baker, che si porta a casa ben cinque statuette pesanti (miglior film, regia, attrice protagonista, sceneggiatura originale, montaggio), di cui ben quattro al suo regista, che in un colpo solo emula così John Ford e Walt Disney entrando di diritto nella storia dell'Academy.

Un trionfo forse eccessivo, ma dal significato forte: Anora è una deliziosa commedia indipendente a basso budget (appena 6 milioni di dollari) che tratta argomenti difficili, in primo luogo l'illusione dell'America come Terra Promessa e l' (in)giustizia sociale in un paese dove vige la legge assoluta del capitalismo. Ma anche i tre Oscar allo splendido The Brutalist (per chi scrive di gran  lunga il miglior film tra quelli candidati) non sono certo casuali: il film di Brady Corbet è una storia di immigrazione, di violenza, di sfruttamento, argomenti che nell'America di Trump assumono un tono quasi rivoluzionario... e inoltre anch'esso è costato solo 9 miloni di dollari, una cifra irrisoria, che pare incredibile per un film così maestoso, e che ha consentito a Corbet di girare nella massima libertà e senza condizionamenti produttivi.
 
Adrien Brody in "The Brutalist"
Il palmarès di quest'anno ricopre dunque (come quasi sempre) una forte connotazione politica: se avesse vinto Conclave, come qualcuno paventava, sarebbe stato il classico film "medio", il compitino ben svolto ma alquanto anonimo, il titolo che mette tutti d'accordo e attento a non pestare i piedi a nessuno, il film perfetto per la vecchia Hollywood, insomma. E invece la nuova Hollywood ha voluto far vedere che c'è e lotta insieme a noi: i due film più premiati, insieme, sono costati la metà di Conclave e quattro volte meno del solo A complete unknown, a riprova che il cinema indie è ormai l'unico davvero in grado di intercettare i cambiamenti della società, oltre a voler ribadire (a Trump e agli Studios in primis) la vocazione liberal-democratica dell'Academy. Ne è la riprova anche la vittoria di Io sono ancora qui nella categoria del film internazionale: la pellicola del brasiliano Walter Salles è un orgoglioso, accorato atto di accusa contro ogni dittatura e contro l'estremismo di destra: la protagonista (Fernanda Torres) interpreta la moglie di un ex deputato del Partito Socialista (Rubens Paiva, cui il film è dedicato) che viene imprigionato e ucciso dal regime militare insieme ad altre centinaia di migliaia di politici dissidenti.
 
"Io sono ancora qui", di Walter Salles
Certo non sono mancate le note stonate, in particolare l'ostracismo (ma poi, alla fine, anche meno del previsto) verso Emilia Pérez e la sua interprete Karla Sofia Gascòn, ormai "sputtanati" dai noti scandali dei mesi scorsi: il film di Jacques Audiard vince comunque due premi importanti, quello per la miglior canzone originale e soprattutto quello per la miglior attrice non protagonista andato a Zoe Saldana, la quale nei ringraziamenti si è ben guardata dall'esprimere la minima solidarietà, anzi la minima menzione alla "collega", quasi facendo finta che non ci fosse... invece la Gascòn c'era eccome, presente in sala (a spese sue, si dice) e orgogliosamente ostinata nel difendere la sua nomination. Diciamo che Saldana ha perso molto in simpatia, per quanto mi riguarda, oltretutto premiata in una categoria in cui non sarebbe dovuta neanche stare dato che in Emilia Pérez è protagonista a tutti gli effetti (il suo è perfino il primo nome sui titoli di testa!). Stesso discorso vale per il fratello d'arte Kieran Kulkin, che in A real pain è protagonista almeno quanto Jesse Eisenberg. Ma sono discorsi, questi, che sono vecchi quanto la storia degli Oscar.
 
Zoe Saldana in "Emilia Pérez"
Restano da dire due parole sugli attori protagonisti: Adrien Brody è al suo secondo Oscar in carriera, e la sua vittoria è, lasciatemelo dire, strameritata: avrei giurato che la statuetta sarebbe andata a Timothée Chalamet (e sarebbe stato un altrettanto degno vincitore), ma con questo metro di giudizio l'Academy ha voluto secondo me rimarcare di nuovo l'importanza del cinema indipendente: The Brutalist "doveva" vincere almeno un premio importante per non restare fuori dal palmarès e la scelta è caduta sul suo protagonista, che nel lungo discorso di ringraziamento ha parlato de "le conseguenze drammatiche della guerra e della sistematica oppressione, oltre che dell'antisemitismo e del razzismo... prego per un mondo più giusto e inclusivo, se il passato ci può insegnare qualcosa è che l'odio non deve continuare a prevaricare". Ineccepibile.

"Flow", miglior film d'animazione
Ha invece fatto storcere il naso a parecchi la mancata vittoria di Demi Moore tra le interpreti: per molti (ma non per il sottoscritto) era la vera favorita, ma più per la grancassa mediatica che tv e giornali hanno scatenato che per le sue effettive possibilità: agli Oscar votano gli attori e non i critici, ed era chiaro che in caso di trionfo di Anora, come poi è stato, i voti sarebbero confluiti per "trascinamento" sulla bella Mikey Madison, che comunque non ha rubato nulla. Non so se per la Moore ci saranno altre occasioni, in ogni caso sarebbe stata premiata per un film orrendo (opinione personale) e quindi, non vogliatamene, ci passo beatamente sopra.
 
Riguardo le altre categorie, scontati i riconoscimenti a Dune: parte II nelle categorie tecniche, così come quelli a Wicked per scenografie e costumi e quello a The Substance per il trucco (per me faceva schifo anche quello, ma vabbè), mentre invece vince a sorpresa (ed è una bellissima sorpresa!) il tenero cartone animato estone Flow come miglior film d'animazione, battendo colossi milionari come Inside Out e Il robot selvaggio, mentre l'Oscar a No other land come miglior documentario non fa altro che confermare il forte impegno civile di questa edizione. Ed è davvero tutto.  



MIGLIOR FILM: ANORA DI SEAN BAKER




MIGLIOR REGIA: SEAN BAKER (ANORA)




MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: ADRIEN BRODY (THE BRUTALIST)




MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: MIKEY MADISON (ANORA)





MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: KIERAN CULKIN (A REAL PAIN)





MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: ZOE SALDANA (EMILIA PÉREZ)





MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE: IO SONO ANCORA QUI (BRASILE)





MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: SEAN BAKER (ANORA)
MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA: PETER STRAUGHAN (CONCLAVE)
MIGLIOR FOTOGRAFIA:  THE BRUTALIST
MIGLIOR SCENOGRAFIA: WICKED
MIGLIOR MONTAGGIO: ANORA
MIGLIOR SONORO: DUNE: PARTE II
MIGLIOR COLONNA SONORA: THE BRUTALIST
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE: "EL MAL" (EMILIA PÉREZ)
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: DUNE: PARTE II
MIGLIORI COSTUMI: WICKED
MIGLIOR TRUCCO: THE SUBSTANCE
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE: FLOW
MIGLIOR DOCUMENTARIO: NO OTHER LAND








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OSCAR 2025: PRONOSTICI (DIFFICILI), POLEMICHE (TANTE) E CONSIDERAZIONI SPARSE... 27 Feb 1:05 PM (last month)



La 97. Notte degli Oscar, che si terrà domenica sera nella consueta location del Dolby Theatre di Los Angeles (diretta tv su Rai1 e RaiPlay) si preannuncia come una delle più controverse, discusse e incerte di sempre. Tutto ciò a causa degli scandali e delle polemiche che, attraverso dossieraggi e campagne di delegittimazione create ad arte, hanno coinvolto (quasi) tutti i film più politicamente scorretti in competizione: stiamo parlando ovviamente di Emilia Pérez e della sua protagonista Karla Sofia Gascòn, di I'm still here e Fernanda Torres, e in piccola parte anche di The Brutalist di Brady Corbet (film che seppellisce il Sogno Americano e ricorda ancora una volta le origini violente e razziste del Nuovomondo). La sensazione è che il nuovo corso della politica a stelle e strisce sia entrato a gamba tesa anche nella progressista Hollywood, e se (come sembra) domenica prossima anche il delizioso Anora rischia di soccombere contro il convenzionalissimo e ben più "allineato" Conclave, allora si avrà la riprova dell'ombra lunga del trumpismo... ad ogni modo, sapremo tutto tra un paio di giorni. 



MIGLIOR FILM

La corsa per il Miglior Film quest'anno sembra una puntata del Grande Fratello: fatto fuori il favoritissimo Emilia Pérez (per le ragioni di cui sopra, sulle quali non voglio tornare), fatto fuori I'm still here (idem), fatto fuori The Brutalist (idem con patate), tutto lasciava presagire il trionfo di Anora (che sicuramente raccoglierà i voti dei membri più giovani e "progressisti" dell'Academy), almeno finchè a sparigliare le carte sono arrivati prima i BAFTA inglesi e poi i SAG (ovvero il sindacato degli attori) che hanno incoronato (per molti a sorpresa) Conclave... in realtà il thriller vaticanista di Edward Berger è tutt'altro che una sorpresa a livello di Award Season: rappresenta infatti il cinema conservatore, allineato, che non dà fastidio a nessuno e mette d'accordo un po' tutti, e soprattutto (a differenza del più divisivo Anora) non prende di mira il Sogno Americano tanto caro a Trump e Musk. Per i bookmakers americani Anora conserva ancora un piccolo vantaggio, ma non mi stupirei affatto se Conclave dovesse alla fine avere la meglio. Non pervenuti tutti gli altri: per The Substance, Dune, Wicked e A complete unknown ci sarà (forse) gloria nelle altre categorie, mentre per l'indipendente Nickel Boys la soddisfazione è già quella di essere arrivato in nomination.
PRONOSTICO:
ANORA 51%
CONCLAVE 49%

IL MIO PREFERITO: THE BRUTALIST  



MIGLIOR REGIA

Assente in questa cinquina Edward Berger, il regista di Conclave, per Sean Baker non dovrebbero esserci grossi problemi, nemmeno nel caso che Anora non dovesse farcela a vincere l'Oscar per il Miglior Film. Fermo restando, ovviamente, che per quanto che mi riguarda la regìa di The Brutalist è talmente superiore a quella di qualsiasi altro film in gara che in ogni caso questo sarà comunque un premio "sbagliato". Ma questi sono gli Oscar, prendere o lasciare. E sono sicuro che per Brady Corbet ci saranno molte altre occasioni in futuro di portarsi a casa l'ambita statuetta.
PRONOSTICO:
SEAN BAKER 80% 
BRADY CORBET 20%

IL MIO PREFERITO: BRADY CORBET



MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Adrien Brody in The Brutalist è talmente bravo, credibile ed emozionante che "in un mondo perfetto" dovrebbe vincere a mani basse... e invece le assurde polemiche (montate ad arte) sull'uso dell' AI per ritoccare il suo accento ungherese (lingua che Brody conosce davvero per via delle sue origini) potrebbero aver spostato i voti in favore del lanciatissimo Timothée Chalamet, che comunque in A complete unknown interpreta ottimamente il grande Bob Dylan. Piccola curiosità: in caso di vittoria Chalamet diventerebbe l'attore protagonista più giovane di sempre ad aver vinto un Oscar, primato che appartiene... proprio a Adrien Brody, che lo vinse nel 2003 a 29 anni per Il Pianista. Unico terzo incomodo, in caso di trionfo su tutta la linea per Conclave, l'altrettanto ottimo Ralph Fiennes. Per Colman Domingo e Sebastian Stan invece è già tanto esserci. 
PRONOSTICO:
TIMOTHÉE CHALAMET 50% 
ADRIEN BRODY 40% 
RALPH FIENNES 10%

IL MIO PREFERITO: ADRIEN BRODY 


MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Tutto si deciderà allo sprint, come in una corsa di biciclette: se gli Oscar fossero una favola (o un film hollywoodiano, perlappunto...) Demi Moore avrebbe già la statuetta in tasca. Pensateci: la diva sempre poco considerata dall'Academy, mai vincitrice, mai nominata, da tempo fuori dal giro, che a sessant'anni passati indovina il ruolo della vita (seppure in un film orrendo) e tutti si ricredono su di lei. Un copione che sembrerebbe già scritto, se non fosse che le cose sono ben più complicate di come appaiono: se infatti Anora dovesse sbancare la serata, con molta probabilità l'effetto "trascinamento" sposterebbe parecchi voti sulla bellissima Mikey Madison, che segue davvero a un'incollatura. Fermo restando che, a mio modesto parere, la più brava di tutti (e non di poco) rimane la sontuosa Fernanda Torres di I'm still here. Poca gloria naturalmente per la "spernacchiata" Karla Sofia Gascòn, che sarà comunque presente alla cerimonia (a spese sue, si dice) e per la Cynthia Erivo di Wicked.
PRONOSTICO:
DEMI MOORE 55%
MIKEY MADISON 45%

LA MIA PREFERITA: FERNANDA TORRES  



MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

E' una delle poche categorie dove il verdetto sembra già scritto: Kieran Culkin, fratello d'arte, ha vinto finora tutti i premi possibili (BAFTA, SAG, CCA) per la sua interpretazione in A real pain di Jesse Eisenberg, e non dovrebbero esserci dubbi per la sua vittoria. Anche se, non per voler fare il bastiancontrario, per me il mefistofelico Guy Pearce di The Brutalist gli piscia in testa (scusate il francese), così come lo straordinario Yura Borisov, picchiatore timido e dal cuore d'oro in Anora. Ecco, se Anora domenica sera dovesse stravincere (cosa poco probabile) magari potrebbe anche scapparci la sorpresa. Ma la vedo davvero difficile.
PRONOSTICO:
KIERAN CULKIN 90%
YURA BORISOV 10%

IL MIO PREFERITO: YURA BORISOV 



MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Nonostante lo scandalo e l'ondata di (finta) indignazione che ha travolto Emilia Pérez, per Zoe Saldana le porte dell'Oscar dovrebbero aprirsi comunque: la sua performance è stata giudicata insindacabilmente emozionante e di grandissimo livello, cosa che mi troverebbe anche d'accordo se non fosse che... la Saldana nel film di Audiard è il personaggio che sta sullo schermo più di tutti e il suo nome è perfino il primo a comparire sui titoli di testa: definirla "non protagonista" mi pare francamente ridicolo, ma vabbè. Per quanto concerne le "vere" non protagoniste, Monica Barbaro e Felicity Jones si fanno valere nei loro rispettivi film (A complete unknown e The Brutalist) così come Ariana Grande, davvero sorprendente in Wicked (e forse è lei - si fa per dire - la vera antagonista della Saldana). In questa categoria compare anche l'unica nomination italiana di questa edizione, quella per la 72enne Isabella Rossellini, suora silente e arcigna in Conclave: beh, se vogliamo parlare di nomination "alla carriera" tanto di cappello, altrimenti la candidatura per un ruolo di cinque minuti (muti) in cui non muove nemmeno le palpebre, francamente la trovo surreale...
PRONOSTICO:
ZOE SALDANA 80%
ARIANA GRANDE 15%
ISABELLA ROSSELLINI 5%

LA MIA PREFERITA: FELICITY JONES  



MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Qui Anora dovrebbe avere davvero gioco facile, indipendentemente da come andrà a finire la contesa per il miglior film. La sceneggiatura è infatti, da sempre, la categoria più "libera" da condizionamenti, quella in cui i giurati dell'Academy votano davvero il merito e sono meno influenzati da logiche commerciali e politiche. Per questo il frizzante e geniale script di Sean Baker, che nel film cambia registro innumerevoli volte passando dal dramma all'action, al noir, alla commedia, non dovrebbe avere rivali. E se i bookmakers individuano come unico possibile rivale lo sciagurato The Substance, Baker può davvero dormire tra due guanciali!
PRONOSTICO:
ANORA 70%
THE SUBSTANCE 30%

IL MIO PREFERITO: ANORA



MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Per quanto a me non sia parsa proprio il massimo, la sceneggiatura di Conclave firmata da Peter Straughan parte favorita nei confronti di A complete unknown, Nickel boys, Sing Sing e il "reprobo" Emilia Pérez. Che comunque continuo di gran lunga a preferire.
PRONOSTICO:
CONCLAVE 70%
EMILIA PÉREZ 25%
A COMPLETE UNKNOWN 5%
 
IL MIO PREFERITO: EMILIA PÉREZ 



MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE

Fino a un mesetto fa la statuetta ad Emilia Pérez per il miglior film in lingua straniera era considerata poco più che una formalità dato l'enorme consenso di pubblico, di stima e di critica nei confronti di questa pellicola, anche in considerazione dell'ottimo riscontro commerciale in terra americana. Ma dopo gli scandali che hanno travolto la protagonista Karla Sofia Gascòn e le polemiche assurde legate alla reputazione del film, anche questa categoria pare essere ormai invisa al regista Jacques Audiard malgrado i goffi tentativi di quest'ultimo (e della produzione) di smarcarsi dal contesto. Succede così che a trarne beneficio potrebbe essere il brasiliano I'm still here di Walter Salles, film impegnato, solido, emozionante, in linea con i gusti dell'Academy. Va detto che i giurati europei daranno (forse) ancora la preferenza a Emilia Pérez, ma la sensazione è che Salles potrebbe davvero farcela sul filo di lana. Terzo incomodo potrebbe essere il tedesco Il seme del fico sacro, storia di esuli iraniani in Europa, troppo elitario però per la platea a stelle e strisce, mentre il bel cartone animato estone Flow e il cupo film danese The girl with the needle (che ha soffiato la nomination al nostro Vermiglio) completano una cinquina quest'anno davvero notevole.
PRONOSTICO:
I'M STILL HERE 50%
EMILIA PÉREZ 40%
IL SEME DEL FICO SACRO 10%

IL MIO PREFERITO: EMILIA PÉREZ


LE ALTRE CANDIDATURE

Dune: parte due e Wicked, poco considerati a livello artistico, dovrebbero invece rifarsi con le categorie tecniche (montaggio, effetti visivi e sonori, scenografie, costumi) mentre l'unico Oscar "sicuro" per il derelitto Emilia Pérez potrebbe essere quello per la miglior canzone originale (El mal). A livello di colonna sonora pare invece favorita la partitura musicale di Daniel Blumberg per The Brutalist, mentre invece ci sarà una bella lotta tra i cartoni animati tra Il robot selvaggio e Flow (con il primo leggermente favorito). Pressochè scontato invece il premio per il miglior trucco a The Substance, così come la vittoria di No other land tra i documentari, non fosse altro che per la grande attualità del tema (il conflitto israelo-palestinese)
 


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LE USCITE DELLA SETTIMANA (27 FEBBRAIO - 5 MARZO) 26 Feb 10:06 PM (last month)



Weekend ricco di uscite interessanti, pur senza il "titolone" acchiappapubblico (mi rifiuto di pensare che possa esserlo il quarto capitolo di Bridget Jones, format per quanto mi riguarda nato già vecchio e con una protagonista insopportabile...). Meglio, molto meglio buttarsi sul sinistro Heretic (con uno Hugh Grant - si dice - in gran forma) oppure sull'indipendente A real pain (in odore di Oscar). Dall'ultima Mostra di Venezia arrivano poi il drammone francese Noi e loro (con Vincent Lindon vincitore della Coppa Volpi) e la fresca opera prima Diciannove, mentre gli appassionati di anime non si perderanno l'attesissimo Attack on Titan, epico finale di un ciclo ormai autentico cult.  



BRIDGET JONES, UN AMORE DI RAGAZZO
(di Michael Morris, USA 2025)
Bridget Jones (la "solita" Renee Zellweger), ormai cinquantenne, vedova e madre di un bimbo, s'innamora di un ragazzo, conosciuto su Tinder, che potrebbe essere suo figlio (Leo Woodall)... quarto, stanchissimo capitolo di un format ormai usurato, sempre tratto dai libri di Helen Fielding. Nel cast anche Emma Thompson e Hugh Grant.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



HERETIC
(di Scott Beck e Bryan Woods, USA 2025)
Due giovani missionarie mormone (Sophie Thatcher e Chloe East) provano a diffondere la loro dottrina di casa in casa, ma un giorno bussano sfortunatamente alla porta sbagliata: l'appartamento del signor Reed (Hugh Grant) si rivelerà per loro un vero incubo. Un bel mix di tensione, horror, ironia e suspance, con un Grant in grande spolvero.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



A REAL PAIN
(di Jesse Eisenberg, USA 2024)
David (Jesse Eisenberg, anche regista) e Benji (Kieran Culkin), due cugini caratterialmente agli antipodi, partono insieme per un viaggio in Polonia dove andranno a onorare la memoria della loro nonna, sopravvissuta all'Olocausto. Un racconto famigliare di riavvicinamento tra due persone ferite dalla vita, alla ricerca di se stesse e delle loro origini. Culkin, fratello d'arte, è in corsa per l'Oscar.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



NOI E LORO
(di Delphine e Muriel Coulin, Francia 2024)
Un padre vedovo (Vincent Lindon), due figli adolescenti molto diversi tra loro. Uno sta per andare a studiare alla Sorbona, l'altro invece è problematico e introverso, e finisce per frequentare un gruppo di estrema destra con conseguenze prevedibili... solido dramma urbano che ricorda i film di Brizè, premiato con Leoncino d'oro dei giovani all'ultima Mostra di Venezia (dove Lindon ha vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione).
Visibile IN SALA
aspettativa: 



AMICHE MAI
(di Maurizio Nichetti, Italia 2025)
Anna (Angela Finocchiaro) e Aysè (Serra Yilmaz) viaggiano alla volta della Turchia per riportare a casa un letto appartenuto al padre di Anna, che lo ha lasciato in eredità all'affezionata badante. Un road-movie senile e ironico, che vede protagoniste due attrici bravissime. Gradito ritorno alla regia di Maurizio Nichetti (a 23 anni di distanza da Honolulu Baby!) che nonostante un plot non proprio originalissimo non nasconde la versatilità del suo autore.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



DICIANNOVE
(di Giovanni Tortorici, Italia 2024)
Un'opera prima lineare ma allo stesso tempo impertinente, fresca, che racconta la formazione culturale e di vita di una giovane matricola che esce per la prima volta da casa sua (Palermo) e si trasferisce (poco convinto) a Londra, per poi rifugiarsi tra i vicoli di Siena, città bellissima e introversa come lui. Bravissimo il protagonista, il debuttante Manfredi Marini, fascinoso e dolente come il ruolo impone.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



ATTACK ON TITAN: THE LAST ATTACK
(di Yuichiro Hayashi, Giappone 2024)
Gli ultimi due episodi dell'acclamata serie anime riuniti in un cult-movie di 145 minuti di pura adrenalina, atteso a gloria dagli irriducibili fan della serie. In sala solo il 3-4-5 marzo con sottotitoli in italiano.
Visibile IN SALA
aspettativa: 

 

ESCONO ANCHE :

BECOMING LED ZEPPELIN (di Bernard McMahon, USA 2025)
SILENZIO! (di Teddy L. Modeste, Francia 2024)
AWAY (di Gints Zilbalodis, Lettonia 2019)
BLACK DOG (di Guan Hu, Cina 2024)


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BOX OFFICE (20 - 23 FEBBRAIO 2025) 24 Feb 6:05 AM (last month)

Partenza a razzo per Follemente, con quattro milioni di euro nel primo weekend e ottime prospettive di incassi futuri: tenuto conto che anche nelle prossime settimane la concorrenza (a livello di blockbuster) non sarà da far tremare i polsi, è ragionevole pensare che la nuova commedia di Paolo Genovese possa diventare uno degli "eventi" commerciali dell'anno, in una stagione che si conferma quindi più che positiva per il cinema italiano. Si raffredda (di parecchio) invece il risultato di Capitan America: brave new world, il quale sconta ancora, evidentemente, un senso di "burnout" del pubblico verso questo tipo di prodotti. Incassi comunque molto, molto bassi per il periodo: per salire sul "podio" settimanale basta il milioncino scarso di Paddington...   


1 - FOLLEMENTE (di Paolo Genovese, Italia 2025) - 01 Distr. 
Incasso weekend:        3.958.917 € (602 sale)
Incasso totale:         4.074.619 
Media per sala:             6.576 €

2 - CAPITAN AMERICA: BRAVE NEW WORLD (di Julius Onah, USA 2025) - Disney 
Incasso weekend:        1.287.061 € (479 sale)
Incasso totale          4.789.335 
Media per sala:             2.687 

3 - PADDINGTON IN PERU' (di Dougal Wilson, GB 2024) - Eagle
Incasso weekend:          987.975 € (425 sale)
Incasso totale            987.975 
Media per sala:             2.324 

4 - THE BRUTALIST (di Brady Corbet, USA 2024) - Universal
Incasso weekend:          298.764  (278 sale)
Incasso totale:         1.626.146 €
Media per sala:             1.074 €

5 - 10 GIORNI CON I SUOI (di Alessandro Genovesi, Italia 2025) - Medusa
Incasso weekend:          169.129  (221 sale)
Incasso totale:         4.494.738 €
Media per sala:               765 

6 - IL SEME DEL FICO SACRO (di Mohamad Rasoulof, Germania 2024) - Lucky Red
Incasso weekend:          147.284  (78 sale)
Incasso totale:           147.284 
Media per sala:             1.888 

7 - WE LIVE IN TIME (di John Crowley, USA 2024) - Lucky Red
Incasso weekend:          124.405 € (189 sale)
Incasso totale:         1.150.509 €
Media per sala:               658 €

8 - A COMPLETE UNKNOWN (di James Mangold, USA 2024) - Disney
Incasso weekend:          113.937 € (150 sale)
Incasso totale:         3.879.817 
Media per sala:               760 €

9 - ITACA, IL RITORNO (di Uberto Pasolini, GB 2025) - 01 Distr.
Incasso weekend:          108.449  (210 sale)
Incasso totale:         1.259.690 
Media per sala:               516 

10- IO SONO ANCORA QUI (di Walter Salles, Brasile 2024) - BIM
Incasso weekend           100.453  (120 sale) 
Incasso totale:         1.048.306 €
Media per sala:               837 



CLASSIFICA ASSOLUTA STAGIONE 2024 - 2025

1 -  MUFASA                          USA  DISNEY       22.196.048 €
2 -  OCEANIA 2                       USA  DISNEY       21.265.085 €
3 -  DEADPOOL & WOLVERINE            USA  DISNEY       18.074.350 € *
4 -  CATTIVISSIMO ME 4               USA  UNIVERSAL    17.697.919 €
5 -  DIAMANTI                        ITA  VISION       15.966.579 €
6 -  IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA   ITA  EAGLE         9.802.116 €
7 -  IO SONO LA FINE DEL MONDO       ITA  VISION        9.683.047 €
8 -  IL GLADIATORE II                USA  EAGLE         9.613.169 €
9 -  IO E TE DOBBIAMO PARLARE        ITA  01 DISTR.     9.478.406 € 
10-  SONIC 3: IL FILM                USA  EAGLE         8.860.249 €

* incasso aggregato 2023/2024

fonte: Cinetel


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DIECI CAPODANNI 22 Feb 6:06 AM (last month)



titolo originale: LOS AÑOS NUEVOS (SPAGNA, 2024)
regia: RODRIGO SOROGOYEN, SANDRA ROMERO, DAVID MARTÍN
sceneggiatura: RODRIGO SOROGOYEN, SARA CANO, PAULA FABRA
cast: IRIA DEL RIO, FRANCESCO CARRIL
durata: 10 episodi da 40-60 minuti
giudizio: 



Ana e Oscar, trentenni, s'incontrano e s'innamorano la notte di Capodanno. Li seguiremo per i dieci capodanni successivi, guardando l'evolversi della loro storia e la loro crescita personale...




L'ho scritto e ribadito più volte: salvo rare eccezioni (tipo The Brutalist), l'ultima Mostra di Venezia è stata salvata dalle serie tv. Ma se per alcune, peraltro bellissime, il martellamento pubblicitario è stato ai limiti dello stalkeraggio (vedi Sky per M. Il figlio del Secolo), è incredibile che per Dieci Capodanni non si sia scomodato nessuno, "confinando" questa serie sulla benemerita RaiPlay nel silenzio più assoluto salvo che per gli appassionati e gli addetti ai lavori... e allora provo io, nel mio piccolo, a smuovere un po' le acque: dal momento che la si può vedere gratuitamente in chiaro, non fatevela sfuggire per nessun motivo! Perchè Dieci Capodanni, ideata e diretta dallo spagnolo Rodrigo Sorogoyen (quello di As Bestas e Il Regno) è una delle migliori produzioni viste quest'anno tra cinema e tv. Un piccolo gioiello fortunatamente alla portata di tutti, e per questo privarsene sarebbe doppiamente un peccato.

Come spesso succede, il canovaccio di Dieci Capodanni è più che elementare e nemmeno nuovissimo (ricorda parecchio Un Amore - sia il film di Tavarelli che l'omonima serie di Sky - ma anche Boyhood di Linklater), ma a fare la differenza non è tanto la trama quanto la spontaneità e la naturalezza di una storia sentimentale che si dipana, perlappunto, attraverso dieci notti di Capodanno (dal 2015 al 2024) in cui i due bravissimi protagonisti Iria del Rio (Ana) e Francesco Carril (Oscar) mettono in mostra cosa significhi essere trentenni, innamorati e "costretti" a crescere nel nuovo millennio.

Ana
e Oscar s'incontrano casualmente la sera di San Silvestro del 2015. Per un incredibile scherzo del destino i due sono nati lo stesso giorno e lo stesso anno, a poche ore di distanza (il 1. Gennaio lei, il 31 Dicembre lui) e pertanto festeggiano i propri compleanni quella stessa notte. Lei è una trentenne carina, precaria, irrisolta: passa da un lavoro (e un fidanzato) all'altro, ha un visto per trasferirsi in Canada ma non ha ancora comprato il biglietto, vive una vita alquanto inquieta ed è smaniosa di felicità. Lui invece è un medico di pronto soccorso, stakanovista ma squattrinato, piuttosto ombroso, e i suoi occhi scuri tradiscono un passato di cui parla poco e malvolentieri. Nel corso delle dieci puntate (e dei dieci anni) andranno a vivere insieme, si ameranno, si lasceranno, vivranno storie parallele, affronteranno periodi difficili (il Covid) e gioie inattese (la maternità) senza tuttavia mai recidere il filo che sembra unirli indissolubilmente, fino all'avvincente episodio finale...

Dieci Capodanni
è la storia di una relazione moderna, di due ragazzi figli del loro tempo. Sorogoyen (e le co-sceneggiatrici Sara Cano e Paula Fabra) la raccontano nel modo più fresco e naturale possibile, senza spiegare granchè ma facendoci capire tutto attraverso piccoli ma significativi momenti (uno sguardo, un bacio a stampo, una porta che si chiude e che probabilmente non si riaprirà più...) e costruendo una narrazione che non ha bisogno di gesti eclatanti per mostrarci la bellezza e la nostalgia del tempo che passa. Anche la routine di una storia, i cambiamenti estetici e i primi, impercettibili segnali di invecchiamento (la barba che ingrigisce, qualche capello bianco che compare), fanno parte di un disegno teso a descrivere con incredibile fluidità il dipanarsi della Vita (più che dell'amore), che ti mette continuamente davanti a scelte più o meno consapevoli e difficili. Del resto il fatto stesso di scegliere il giorno di Capodanno come pretesto per imbastire un racconto è indicativo delle intenzioni del regista: il primo giorno dell'anno è, per tutti, il giorno dei nuovi propositi, dei nuovi inizi, delle velleità di chi vuol cambiare.

Dieci Capodanni è una sincera e tenera riflessione sul tempo che scorre e sulla capacità di tenere insieme una relazione. Eterea, ma profonda. Un racconto lungo (quasi) dieci ore, dieci puntate, che emoziona, ammalia, immalinconisce, dà speranza. Non privatevene, specialmente quando è gratis...

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LE USCITE DELLA SETTIMANA (20 - 26 FEBBRAIO) 19 Feb 10:06 PM (last month)



Dopo il clamoroso e insperato successo di Perfetti Sconosciuti (2016), Paolo Genovese non è più riuscito nemmeno lontanamente a ripetere tale exploit, inanellando anzi anche flop clamorosi (tipo Supereroi, uscito in piena era Covid e ignorato dal pubblico). Con Follemente, opera ambiziosa anche se non originalissima (i richiami a Inside Out e al cinema di Woody Allen sono evidenti) il regista romano alza di nuovo l'asticella e punta in alto, schierando un cast che comprende mezzo cinema italiano... staremo a vedere. L'altra uscita di rilievo del weekend è l'impegnato Il seme del fico sacro dell'esule iraniano Mohammad Rasolulof, apprezzato a Cannes e in corsa per gli Oscar, mentre per i più piccoli c'è invece il gradito ritorno di Paddington, l'orsacchiotto più amato dai bambini (ma non solo...)


FOLLEMENTE
(di Paolo Genovese, Italia 2025)
La storia di un primo appuntamento, quello tra Piero (Edoardo Leo) e Lara (Pilar Fogliati), alle prese con i loro dilemmi interiori e la paura di compiere il primo passo. La paura, ovviamente, si manifesta in varie forme dentro il proprio cervello, ognuna rappresentata da un personaggio diverso (nel supercast ci sono anche Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico e Claudio Santamaria), per una commedia romantica che punta dichiaratamente a ripetere i fasti di Perfetti Sconosciuti, clamoroso e inaspettato successo al botteghino. 
Visibile IN SALA
aspettativa: 



IL SEME DEL FICO SACRO
(di Mohammad Rasoulof, Germania 2024)
Un magistrato ottiene una prestigiosa promozione proprio quando una dura sommossa popolare inizia a scuotere il paese. Tra le rivoltose ci sono anche le figlie del giudice stesso, che viene così a trovarsi in una difficile situazione famigliare, mentre sua moglie prova faticosamente a intercedere. Film coraggioso, durissimo, meritorio, acclamato all'ultimo Festival di Cannes (dove ha vinto il premio della giuria) e candidato all'Oscar come miglior film internazionale.
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aspettativa: 



PADDINGTON IN PERU'
(di Dougal Wilson, GB 2024)
Terzo capitolo della saga del celebre orsacchiotto, questa volta ambientato in Perù (dove Paddington si recherà per incontrare sua zia Lucy). Meno risate e più tenerezza, per un film costruito essenzialmente per un pubblico di giovanissimi.
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aspettativa: 



PAPRIKA: SOGNANDO UN SOGNO
(di Satoshi Kon, Giappone 2006)
Un'investigatrice privata riesce a risolvere i casi più difficili grazie alle rivelazioni apprese attraverso i sogni... il capolavoro di Satoshi Kon, cult assoluto, che ha influenzato tutta l'animazione giapponese (e non solo) per gli anni a seguire. Arriva nelle nostre sale digitalizzato e restaurato in 4K.
Visibile IN SALA
aspettativa: 




SEX
(di Dag Johan Haugerud, Norvegia 2024)
Primo capitolo di una trilogia dedicata al sesso e alle sue implicazioni, diretta dal norvegese Haugerud (autore anche dei successivi Drømmer e Kjærlighet, quest'ultimo presentato alla recente Mostra del Cinema di Venezia) i cui protagonisti sono due uomini che si ritrovano a mettere in dubbio la loro sessualità.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



ESCONO ANCHE :

L'EREDE (di Xavier Legrand, Francia 2024)
CHERRY JUICE (di Merisha Husagic, Bosnia 2023)
L'ULTIMA COSA BELLA (di Luca Luongo, Italia 2025)
I COLORI DELL' ANIMA (di Naoko Yamada, Giappone 2024) 


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A COMPLETE UNKNOWN 18 Feb 1:10 AM (last month)



titolo originale: A COMPLETE UNKNOWN (USA, 2024)
regia: JAMES MANGOLD
sceneggiatura: JAMES MANGOLD, JAY COCKS
cast: TIMOTHÉE CHALAMET, MONICA BARBARO, ELLE FANNING, EDWARD NORTON, SCOOT McNAIRY, BOYD HOLBROOK, DAN FOGLER
durata: 140 minuti
giudizio: 



New York, 1961. Il ventenne Robert Zimmerman si reca al capezzale del celebre cantante folk Woody Guthrie, restandone affascinato e facendosi "adottare" dalla scena musicale della Grande Mela insieme (tra i tanti) a Joan Baez e Johnny Cash. Una volta cambiato il suo nome in Bob Dylan, si lancerà (pur incompreso) verso la gloria eterna...    




Un titolo, un programma. E non è una battuta. Avendo (mea culpa) una conoscenza nulla più che basica del personaggio Bob Dylan, non posso certo dire alla fine dei 140 minuti di A complete unknown di saperne molto più rispetto a prima: nè dell'uomo, nè della sua musica, nè della sua influenza culturale. Non che questo debba essere per forza l'obiettivo finale di un film biografico, per carità, però allora permettetemi di esprimere una considerazione altrettanto basica ma (credo) di buon senso: se decidi di fare un film solo ed esclusivamente per gli addetti ai lavori e per i fan, allora è perfettamente inutile investire un budget di 70 milioni di dollari e farlo interpretare a uno degli attori più rampanti del momento... analogamente, se decidi invece di realizzare un film per il grande pubblico devi quantomeno renderlo appassionante e comprensibile, pena una noia mortale (come infatti è stato, almeno per quanto mi riguarda).

A complete unknown non è certo il primo film su Bob Dylan, e potete scommettere che non sarà nemmeno l'ultimo dato l'enorme spessore artistico e mediatico del popolare folksinger. Tuttavia, a differenza ad esempio del ben più riuscito I'm not there di Todd Haynes (2007), biopic alternativo e romanzato che faceva interpretare Dylan a ben sei attori diversi, ognuno espressione di una personalità del cantante, nella pellicola di James Mangold non c'è alcuno slancio formale, alcun guizzo, alcuna emozione: Mangold, che peraltro aveva già diretto un altro biopic anch'esso non proprio irresistibile su Johnny Cash, Quando l'amore brucia l'anima (2005), dove guardacaso il protagonista Joaquin Phoenix veniva eclissato, non per colpa sua ma da una sceneggiatura debole, dalla propria partner Reese Whiterspoon (che vinse anche il suo unico Oscar), concentra banalmente il film rispettando l'arco temporale della storia e offrendo allo spettatore una successione meccanica di accadimenti, alcuni iconici e altri no, quasi fossero pagine strappate a caso qua e là da un libro molto più completo (nella fattispecie Dylan  goes electric! di Elijah Wald, da cui gli sceneggiatori hanno tratto lo script) ma senza mai dare l'idea di un lavoro compiuto.  

Menomale che a salvare (almeno in parte) il film c'è un attore bravo e fascinoso come Timothée Chalamet, ormai incarnante a tutti gli effetti lo stereotipo mascolino della nostra epoca: fisico minuto ma atletico, sguardo da divo, viso malinconico e profondo malgrado una pettinatura forse troppo alla Lucio Battisti: una performance notevole la sua, capace rendere al meglio le mille sfaccettature caratteriali del menestrello del Minnesota, catturandone sia il borbottio confuso dell'intimità che la sua energia musicale, penetrante e diretta, indice di forte personalità. Il suo Dylan è un osservatore introverso che sa però spifferare la verità (spesso scomoda) quando viene messo all'angolo, oppure esaltarsi come nessun altro con una chitarra tra le mani. Questo è ciò che cattura l'attenzione ammirata di gente come Pete Seeger (un dimesso Edward Norton) e il "solito" Woody Guthrie (Scoot McNairy) che lo accolgono nel loro mondo (la scena newyorchese degli anni '60) esortandolo a liberare il proprio talento. Peccato però che, a differenza della carriera di Dylan, il film di Mangold non riesca mai a decollare restando confinato in un nozionismo quasi documentarista incapace di coinvolgere l'attenzione del pubblico (o almeno di quel pubblico che non è cresciuto a pane e Dylan)


Un film dallo stile classico, pacato, rispettoso del personaggio ma che proprio non ce la fa ad arrivare allo spettatore: siamo più dalle parti del Festival di Sanremo invece che del Premio Tenco (giusto per scomodare l'attualità), e come una qualsiasi canzonetta sanremese ti entra in testa solo nel momento in cui la ascolti salvo poi dimenticartene subito dopo. L'estro, la grandezza, la complessità e la poliedricità di un artista come Dylan avrebbero meritato a mio parere ben altra trattazione.

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BOX OFFICE (13 - 16 FEBBRAIO 2025) 17 Feb 5:57 AM (last month)

Solo Capitan America "resiste" alla concorrenza del Festival di Sanremo, portando a casa quasi 3 milioni di euro nel primo weekend, dato di per sè non eccezionale ma comunque positivo considerando, perlappunto, il particolare contesto di questa settimana. Buio pesto invece per tutti gli altri, che fanno segnare incassi al limite del risibile, senza pertanto registrare variazioni significative in classifica generale.  


1 - CAPITAN AMERICA: BRAVE NEW WORLD (di Julius Onah, USA 2025) - Disney 
Incasso weekend:        2.386.669 € (474 sale)
Incasso totale:         2.899.277 
Media per sala:             5.035 €

2 - THE BRUTALIST (di Brady Corbet, USA 2024) - Universal
Incasso weekend:          370.344 € (259 sale)
Incasso totale          1.211.305 
Media per sala:             1.429 

3 - 10 GIORNI CON I SUOI (di Alessandro Genovesi, Italia 2025) - Medusa
Incasso weekend:          312.381 € (309 sale)
Incasso totale          4.284.210 
Media per sala:             1.010 

4 - WE LIVE IN TIME (di John Crowley, USA 2024) - Lucky Red
Incasso weekend:          283.111  (363 sale)
Incasso totale:           939.806 €
Media per sala:               780 €

5 - A COMPLETE UNKNOWN (di James Mangold, USA 2024) - Disney 
Incasso weekend:          230.696  (289 sale)
Incasso totale:         3.710.090 €
Media per sala:               798 

6 - ITACA, IL RITORNO (di Uberto Pasolini, GB 2024) - 01 Distr.
Incasso weekend:          229.388  (377 sale)
Incasso totale:         1.093.650 
Media per sala:               608 

7 - IO SONO ANCPORA QUI (di Walter Salles, Brasile 2024) - BIM
Incasso weekend:          177.106 € (192 sale)
Incasso totale:           903.337 €
Media per sala:               922 €

8 - DOG MAN (di Peter Hastings, USA 2025) - Universal
Incasso weekend:          160.279 € (339 sale)
Incasso totale:         1.216.989 
Media per sala:               472 €

9 - IO SONO LA FINE DEL MONDO (di Gennaro Nunziante, Italia 2025) - Vision
Incasso weekend:          124.197  (231 sale)
Incasso totale:         9.578.641 
Media per sala:               537 

10- FATTI VEDERE (di Tiziano Russo, Italia 2025) - Eagle 
Incasso weekend           123.665  (253 sale) 
Incasso totale:           528.640 €
Media per sala:               488 



CLASSIFICA ASSOLUTA STAGIONE 2024 - 2025

1 -  MUFASA                          USA  DISNEY       22.157.130 €
2 -  OCEANIA 2                       USA  DISNEY       21.247.367 €
3 -  DEADPOOL & WOLVERINE            USA  DISNEY       18.074.350 € *
4 -  CATTIVISSIMO ME 4               USA  UNIVERSAL    17.696.678 €
5 -  DIAMANTI                        ITA  VISION       15.917.549 €
6 -  IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA   ITA  EAGLE         9.741.793 €
7 -  IL GLADIATORE II                USA  EAGLE         9.612.876 €
8 -  IO SONO LA FINE DEL MONDO       ITA  VISION        9.578.641 € 
9 -  IO E TE DOBBIAMO PARLARE        ITA  01 DISTR.     9.477.163 € 
10-  SONIC 3: IL FILM                USA  EAGLE         8.823.300 €

* incasso aggregato 2023/2024

fonte: Cinetel


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LE USCITE DELLA SETTIMANA (13 - 19 FEBBRAIO) 12 Feb 10:06 PM (last month)



Nella settimana di Sanremo solo Capitan America "osa" sfidare le canzonette in riviera: il nuovo kolossal Marvel arriva in massa nelle sale italiane forte di un pubblico che, verosimilmente, non è attratto dal baraccone di casa Rai. Curiosità per vedere Harrison Ford per la prima volta alle prese con un cinecomic vero e proprio... per il resto, poco altro: da un Kitano minore fino all'ennesimo, tragico resoconto di Monaco 1972, passando per il nuovo film di Hong Sang-soo, bello ma presumibilmente invisibile. Perchè Sanremo è Sanremo.
 


CAPITAN AMERICA: BRAVE NEW WORLD
(di Julius Onah, USA 2025)
Quarto film dedicato a Capitan America (questa volta interpretato da Anthony Mackie), uno dei più attesi dai fan del MCU, in cui "debutta" (a 81 anni!) anche Harrison Ford nei panni del Presidente degli Stati Uniti Thaddeus Ross. Il pretesto per la trama è il "solito" complotto globale da sventare, ovviamente per salvare il mondo dal pericolo rosso... nel cast, oltre a Tim Blake Nelson e Danny Ramirez, si rivede anche la bella Liv Tyler.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



SEPTEMBER 5
(di Tim Fehlbaum, Germania 2024)
Il 5 settembre 1972 un commando palestinese aderente a Settembre Nero irrompe nel Villaggio Olimpico di Monaco di Baviera sequestrando undici atleti israeliani. Le autorità locali decidono di intervenire con la forza, causando una strage: moriranno 19 persone tra terroristi, atleti e poliziotti. Ennesima ricostruzione di una delle pagine più nere della storia moderna, questa volta vista dalla parte della troupe televisiva americana ABC che si trovava sul posto per raccontare le Olimpiadi. Con Peter Sarsgaard, Ben Chaplin, John Magaro. Applaudito all'ultima Mostra di Venezia.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



UNA VIAGGIATRICE A SEOUL
(di Hong Sang-soo, Corea del Sud, 2024)
Una donna misteriosa (Isabelle Huppert), apparsa dal nulla nella caotica Seoul, cerca lavoro come insegnante di francese per sopravvivere. Le verranno affidate due allieve particolari, mentre cercherà nel frattempo una sistemazione. Il nuovo film del maestro coreano Hong Sang-soo è un complesso thriller psicologico che attraverso la sempre enigmatica Huppert scandaglia nel profondo dell'animo umano.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



BROKEN RAGE
(di Takeshi Kitano, Giappone 2024)
Lo dico chiaro: non sono tra quelli che hanno apprezzato alla follia questa sciocchezuola simpatica firmata da Takeshi Kitano, cineasta di culto ma qui (per me) parecchio in riserva in fatto di idee... un'oretta di film divisa in due capitoli che raccontano la stessa storia: uno in chiave drammatica e l'altra comica. I problemi arrivano quando anche la parte drammatica sembra comunque comica. A Venezia è venuta giù la sala dagli applausi. Mah.
Visibile su Amazon Prime Video
aspettativa: 



MISTERI DAL PROFONDO
(di Scott Derrickson, USA 2025)
Due agenti speciali (Anya Taylor-Joy e Miles Teller) hanno il compito di sorvegliare da due torri di controllo un crepaccio profondo in cui si nasconde una minaccia oscura per l'uomo. Oppressi dalla solitudine, i due legheranno tra loro. Ma quando il male verrà allo scoperto saranno costretti, insieme, ad affrontare dure prove per salvare il mondo. Nel cast anche Sigourney Weaver e Greta Hansen.
Visibile su Apple TV
aspettativa: 

 

STRANGE DARLING
(di JT Mollner, USA 2023)
Thriller psicologico che segue la caccia tra un killer e il suo obiettivo da eliminare, in un crescendo di tensione che sovverte le aspettative. Con Willa Fitzgerald e Kyle Gallner.
Visibile IN SALA
aspettativa: 



AMICHE ALLE CICLADI
(di Marc Fitoussi, Francia 2022)
Blandine (Olivia Côte) e Magalie (Laure Calamy) una volta erano amiche inseparabili: quando le loro strade si incroceranno di nuovo decideranno di intraprendere insieme il loro viaggio alle Isole Cicladi, da sempre vagheggiato e mai realizzato. Nel cast anche Kristin Scott-Thomas e Alexandre Desrousseaux.
Visibile IN SALA
aspettativa: 


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